ArcheoTour, il Colombario di Pomponio Hyla

IL COLOMBARIO DI POMPONIO HYLA

di Carlo Pavia Il colombario, scoperto nel 1831, completamente intatto, da Pietro Campana, è situato nei pressi di Porta Latina sulla Via Appia, poco dopo l’uscita dalla città, con ingresso dal Parco degli Scipioni. (Foto 1)

Costruito nel periodo compreso tra il principato di Tiberio e quello di Claudio (14-54 d.C.), fu utilizzato ufficialmente sino al II sec. d.C., accogliendo in età flavia le ceneri del liberto Pomponio Hylas, e ufficiosamente fino al III secolo così come comprovato da alcuni sarcofagi ivi rinvenuti (Foto 15).

Le due grosse edicole poste di fronte agli ultimi gradini della scala in muratura sono di età flavia (Foto 7)

Vi si accedeva per mezzo di una ripida scala tuttora conservata (Foto 3).

Sulla nicchia, di fronte alla scala, una nicchia decorata con concrezioni calcaree era destinata a contenere l’urna cineraria dei due coniugi ricordati nell’iscrizione riportata sul pannello a mosaico (Foto 4): Cn(aei) Pomponi Hylae e Pomponiae Cn(aei) L(ibertae) Vitalinis.

Una bella stampa d’epoca ci fa vedere le due urne ancora al loro posto (Foto 2).

 

Il colombario è costituito da un ambiente rettangolare coperto a volta decorata da girali di tralci di vite sui quali si librano figure di uccelli e di amorini (Foto 9, 10, 11 e 12).

Nell’edicola centrale della parete di fondo sono dipinte due figure, probabilmente i fondatori del sepolcro i cui nomi sono indicati nel titulus marmoreo sottostante (Foto 13): Granius Nestor e Vinileia Pedone.

Molto interessante ed abbastanza rara è la presenza di un pozzetto coperto con lastra di marmo con foro centrale contenente, al momento dello scavo, una grande quantità di piccole ossa (Foto 6).

Un ampio lucernario dava luce ed aria all’ambiente ipogeo (Foto 14).

Tutte le figurazioni del colombario (Dioniso, Orfeo fra i Traci, il centauro Chitone che insegna ad Achille a suonare la lira (Foto 8), il tricipite Cerbero, il supplizio di Ocno) hanno un carattere simbolico: alcune sembrano alludere ai diversi destini dell’anima nell’aldilà secondo la concezione funeraria che riserva ai defunti buoni i campi Elisi e a quelli malvagi il Tartaro; altre sono incentrate sulla figura di Orfeo, cantore e musico insuperabile, ma soprattutto fondatore di culti e misteri.

Con la sua raffigurazione sembra si sia voluto additare la via e il mezzo per raggiungere l’immortalità e quindi la felicità ultraterrena.

Per saperne di più, Carlo Pavia ROMA SOTTERRANEA, Gangemi Editore
Qui sotto potrete calarvi nel colombario con una vista a 360 gradi (Google Maps © Marco Gioia)

 


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