Ansia da Lievito


Come avrete capito, la redazione di questa prestigiosa rivista di carta elettronica è stata invitata ad un incontro pubblico nell’ambito della rassegna Lievito 2019. E fin qui…
Il problema è che l’invito è stato accettato, per cui, ad un anno dal primo numero, ci saranno persone in carne ed ossa chiamate a discettare di un’iniziativa anonima al limite del clandestino.

Notoriamente noi del Kurdistan, gente schiva di montagna, rifuggiamo qualunque esibizione o manifestazione esteriore, sia di persona sia per interposta, in foto, disegno o cartolina.
L’intuizione che ci ha spinto ad uscire dai nostri eremi è stata quella di favorire la circolazione di idee (termine forse esagerato) slegate dalle persone, considerando la personalizzazione uno dei mali di questi nostri tempi bizzarri. 

Le prestigiose villette a schiera dove risiedono Erasmo, Klaus, Lallo, Fresia, Tonino e altri nostri autori

Il pensiero che qualche improvvido chiacchierone, abbagliato dalle luci della ribalta, possa fornire indicazioni sull’identità dei grafomani che formano questo sgangherato collettivo mi toglie il sonno (ma non l’appetito).
Vorrei quindi con la presente inoltrare pubblica diffida ai partecipanti al rito pubblico, ricordando il patto di mutuo silenzio omertoso di rito masso-mafioso che ci lega l’un l’altro, sancito col sangue e benedetto da una simbolica carbonara. Le nefaste conseguenze di un eventuale tradimento del patto sono di tale inaudita brutalità che, ne sono certo, il solo evocarle dovrebbe essere sufficiente a dissuadere anche i più sconsiderati.

Del resto, cosa mai potrebbe aggiungere, al già ridondante profilo della rivista, l’associazione di un nome e di un volto alle firme generate da insana fantasia? Non è meglio lasciare all’altrettanto insana immaginazione dell’incauto lettore il compito di riempire questo vuoto con il ritratto che le parole scritte evocano?
In un gioco di personaggi figli di autori senza volto che si sono fatti personaggi loro stessi, con rimandi e autocitazioni narcisistiche, in un labirinto di personalità deviate che, con la scrittura, risparmiano qualcosa di analista, il coming out servirebbe solo a far crollare questo delicato castello di sabbia.

Capirete quindi come possa vivere questa vigilia. Che poi, tutta questa eccitazione per partecipare ad una rassegna… Prestigiosa, mi dicono.
Al suo ottavo anno, pare.
Ma pur sempre a Latina, mica a Cannes o a Berlino.
Parafrasando il vecchio Woody Allen, non vorrei mai partecipare a una manifestazione alla quale sono ridotti ad invitarmi.
Per cui, cara redazione, calma e prudenza, voliamo basso senza montarci la testa.

Io intanto, per stare sul sicuro, 
li evito.

Tanto il vostro Erasmo dal Kurdistan vi doveva, senza nulla a pretendere.


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