Il Ninfeo di via degli Annibaldi


Il Ninfeo venne scoperto nel 1895 durante i lavori per il taglio della via omonima ed è oggi sezionato a metà dal muraglione di sostegno della strada (foto).

In origine aveva una forma semiellittica, con una vasca al centro, ed era ornato da nicchie, delle quali quattro sono tuttora visibili; sopra clipei e lesene. Tutta la parete ricurva è decorata con un mosaico volutamente rustico; le lesene sono ornate da file di conchiglie piccolissime, mentre altre più grandi sono incastrate al centro. 

Ugualmente sono sagomati capitelli e cornici; altre decorazioni sono in madreperla e smalto con frammenti di pietra pomice e brecce.

Il monumento è databile tra la fine della repubblica e l’età di Augusto. Successivamente venne costruito il muro di rinforzo a mattoni, visibile sulla destra.

Il Ninfeo faceva parte di una più ampia struttura, probabilmente un’abitazione aristocratica di I sec. a.C. che si articolava sul Colle Oppio. Aveva una pianta rettangolare con un abside su uno dei lati corti e una vasca con acqua al centro, mentre le parteti erano scandite da 9 nicchie decorate: doveva essere un luogo magico e nascosto ove riposarsi e trovare riparo dalla calura estiva (vedi ricostruzione).

Una volta all’interno del sotterraneo, ci si sente immersi in un ambiente magico e dalla scala a chiocciola è comodo ammirare le bellissime decorazioni originali: tutte le pareti sono infatti ancora decorate da conchiglie, pietra pomice e ghiaia, elementi semplici che mescolati creano bellissimi motivi architettonici geometrici. Una decorazione non preziosa dunque come quella marmorea delle ricche domus imperiali, ma talmente suggestiva da ricreare quasi l’ambientazione dell’interno di una grotta.

Utilizzato tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., il ninfeo fu poi abbandonato, obliterato e parzialmente distrutto per l’impianto di un nuovo e imponente complesso abitativo, la Domus Aurea, una parte della quale si estendeva proprio sul Colle Oppio. 

Per saperne di più Carlo Pavia, ROMA SOTTERRANEA, Gangemi Editore

Carlo Pavia è l’Archeospeleofotosub (definizione coniata dal giornalista Fabrizio Carboni per un articolo sulla rivista Panorama): archeologo, speleologo, sub e fotografo.
Autore di molti libri sulla Roma antica, fondatore delle riviste “Forma Vrbis” e “Roma e il suo impero”.


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