Arte Migrante. Quando Integrazione fa rima con Passione verso Culture straniere

Questa settimana riproponiamo una delle prime interviste curate dalla nostra Francesca Di Folco all’interno di una rubrica con cui il nostro blog si è proposto di fare luce e puntare i riflettori verso le “buone pratiche” che, da idee eccellenti, sono diventate opere concrete di vita comunitaria.
Questo viaggio ideale ha fatto dunque tappa “fermandosi” a scambiare due chiacchiere con Antonino Longobardi, cooperante di Arte Migrante, per conoscere insieme a lui questa importante realtà associativa…

Cos’è Arte Migrante e come nasce l’idea di accostare l’Arte al tema della Migrazione?

Arte Migrante é un movimento che nasce a Bologna circa 5 anni fa, dall’idea di un amico di Latina, Tommaso Carturan, con l’intento di creare inclusione sociale attraverso l’arte, intesa in qualunque sua possibile forma (come la recitazione, la danza, il canto, ecc).
Proprio per la sua versatilità, l’arte può essere vista come uno strumento unico nel suo genere per poter permettere l’integrazione tra le persone di diverse culture a motivo del fatto che ognuno potrà esprimersi con la forma artistica che ritiene migliore, che gli è più congeniale e che vorrà condividere con gli altri in un particolare momento. Ognuno avrà dunque l’opportunità di poter imparare qualcosa di formativo e appassionante in relazione alla cultura degli altri.

A chi si rivolge l’associazione e qual è il “ritratto” dei ragazzi stranieri protagonisti degli incontri? Quali difficoltà incontrate più spesso e come cercate di superarle per rendere migliore la permanenza dei giovani stranieri qui nel territorio pontino?

Arte Migrante si rivolge ad un pubblico di qualunque razza, sesso o posizione sociale, credo religioso, proprio per fare in modo che ognuno possa essere incluso, visto che abbiamo come obiettivo l’integrazione sociale.
Le difficoltà più grandi spesso emergono a causa delle barriere linguistiche ma, per fortuna grazie all’aiuto di diversi amici, riusciamo sempre a superarle! Creare serate sempre diverse, spesso anche a tema, ci ha permesso in passato di poter fare in modo che tanti ragazzi, migranti e non solo, potessero sentirsi attratti verso il movimento e prenderne parte attiva.
La parola chiave per ogni serata ê sempre stata: integrazione, coinvolgimento!

Arte Migrante organizza incontri quasi ogni domenica nella parrocchia di San Luca e questa estate vi siete riuniti in un chiosco sul lungomare di Latina. Che attività svolgete in questi momenti per entrare in contatto con i ragazzi stranieri?

In generale, stando al classico format ideato da Tommaso, le nostre serate si dividono in 3 momenti: vi é quello dedicato alla presentazione di gruppo, in cui ognuno indica il proprio nome e la propria provenienza, il momento della cena comune, in cui si mangia ciò che ognuno decide di portare appositamente – infatti abbiamo cenato spesso con piatti tipici africani o mediorientali – e infine uno spaccato dedicato alle performance artistiche, dove chi vuole può decidere di mettersi in mostra e manifestare quali sono le proprie doti artistiche
I progetti di Arte Migrante vanno anche oltre il tradizionale incontro settimanale e oggi si organizzano serate in bar e locali, nei centri di accoglienza per migranti e nei dormitori. A Bologna, ad esempio, e a Modena è attivo anche il progetto dei laboratori migranti, laboratori diurni gratuiti e aperti a tutti, per condividere capacità e conoscenze.

L’arte come la diversità dovuta alla provenienza geografica non ha confini…

E’ assolutamente vero!! Nel momento in cui ci ritroviamo nella parte delle performance, si crea un clima indescrivibile in cui, nonostante le diversità etniche e culturali, ognuno di noi riesce a sentirsi parte di quell’atmosfera e a viverla pienamente, senza giudizio e con il massimo rispetto; e non solo! Si crea una vera e propria condivisione artistica: la magica voce di un ragazzo del Bangladesh ecco che si ritrova accompagnata dalle percussioni nigeriane e dalle chitarre italiane, mentre le danze senegalesi iniziano a movimentarsi. Non si può definire a parole quanto possano essere profondi questi momenti, credo che soltanto vivendoli ci si possa rendere conto di quanto siano carichi di energia, proprio perché ogni confine, ogni ideologia etnico-religiosa scompare, si diventa parte di una stessa famiglia.

Come crescerà in futuro Arte Migrante? Cosa si prospetta all’orizzonte per questa poliedrica associazione?

Come crescerà Arte Migrante in futuro? Al momento sono aperti diversi scenari!! Quello che possiamo dire con certezza è che intanto stiamo facendo sentire la nostra voce in diverse città: nel giro degli ultimi anni, dalla città madre di Bologna, Arte Migrante ha toccato le più svariate province italiane (tra cui ovviamente anche quella di Latina, su cui ruota la nostra realtà), andando dal nord (in province come Cuneo, Trento, Torino) fino ad arrivare al sud (in province come Palermo). Addirittura siamo riusciti a portare Arte Migrante, grazie al contributo di Tommaso, anche a Cipro ed in Spagna a Saragoza! Arte Migrante partecipa in maniera attiva anche a diverse iniziative, ad esempio ultimamente c’è stata un ampia partecipazione organizzata per la marcia della pace! Speriamo di riuscire a coinvolgere quante più persone possibili, nella speranza che, condividendo il nostro stesso ideale, decidano di unirsi verso questo medesimo proposito di creare integrazione tra le persone di culture differenti.

E come direbbe il nostro fondatore:

“Laddove le persone costruiranno muri, noi costruiremo ponti!”

Intervista a cura della nostra Francesca Di Folco


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