ArcheoTour, la Cisterna circolare della via C. Colombo

Il monumento fu scoperto alla fine degli anni Trenta, nel corso degli sbancamenti per la realizzazione della via Imperiale (foto 1), quando la demolizione di un casale rivelò l’esistenza di un complesso agricolo più antico.
Nel 1940 si individuarono strutture di età romana al di sotto di un casale che venne demolito durante gli sbancamenti effettuati per costruire la via Imperiale (ora via C. Colombo). I lavori per la loro completa messa in luce ebbero varie riprese e si conclusero nel 1969; infine, nel 1991-92 si è provveduto ad un intervento di restauro conservativo e di valorizzazione.

foto 1

Si tratta di una grande cisterna circolare (foto 2 e 3), risalente all’inizio del II secolo d.C., costruita in opera reticolata e di un’altra struttura legata ad essa, sempre circolare ma più piccola.

foto 2
foto 3

La conserva idrica all’interno si presenta con un vestibolo trapezoidale che immette in un corridoio anulare coperto a volta e suddiviso in dieci vani comunicanti; originariamente esistevano solo due aperture verso un secondo corridoio concentrico, sempre coperto a volta ma senza divisioni interne dal quale, mediante un ingresso piuttosto basso, si entra nell’ambiente centrale che ha un diametro di quasi 3 metri ed è chiuso da una cupola. Tutta la cisterna era rivestita internamente di signino (foto 4), cioè del particolare conglomerato che i romani utilizzavano per rendere impermeabili le pareti e i pavimenti destinati ad essere in contatto con l’acqua.

foto 4
foto 5

A seguito del cambiamento d’uso della struttura è probabilmente scomparso l’acquedotto che doveva provvedere alla sua alimentazione idrica, mentre si è conservato un condotto di scarico che partiva dal vestibolo e raggiungeva l’esterno, in prossimità della scala moderna di accesso al monumento. Il secondo edificio, di incerta funzione, è addossato al precedente pur non avendo comunicazione con esso, conserva sulla parete interna quattro pilastri equidistanti mentre un altro presente al centro è crollato dopo la scoperta, è costruito in opera laterizia e datato alla prima metà del III secolo d.C.
Le foto 4 e 5 sono relative alla situazione d’abbandono che ha interessato il monumento per decenni dal periodo della sua scoperta. Le foto 6 e 7 sono invece più recenti, effettuate dopo il magnifico restauro apportato dalla Sovrintendenza Comunale.

foto 6
foto 7


Per saperne di più, Carlo Pavia, ROMA SOTTERRANEA, Gangemi Editore

Carlo Pavia è l’Archeospeleofotosub (definizione coniata dal giornalista Fabrizio Carboni per un articolo sulla rivista Panorama): archeologo, speleologo, sub e fotografo.
Autore di molti libri sulla Roma antica, fondatore delle riviste “Forma Vrbis” e “Roma e il suo impero”.



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