Lontananza di Antonio Prete

Lontananza

Il vento ha svuotato
le sillabe del tuo nome,
non ha contorni il ricordo,
e di me non sai nulla,
anch’io sono per te la lontananza
che non ha occhi né mani,
sono il vuoto di una nube
che cammina nel vuoto.

C’è un confine verso cui muovere,
lasciando questo niente al niente,
un confine dove  incontrare
il paese della tua pelle?

Sull’isola, tra gli spini e la sabbia,
un cerchio di cenere.
Una vela cavalca l’orizzonte.

Antonio Prete

Nato nel Salento, Copertino 1 dicembre del 1939, con cui mantiene un legame forte e dove ha vissuto fino al conseguimento della maturità classica, Antonio Prete si è laureato in lettere all’Università Cattolica, perfezionandosi in filologia italiana.
A partire dagli anni Novanta ha condotto un’esplorazione di alcuni sentimenti ricostruendo le forme della loro rappresentazione letteraria: Nostalgia, 1992 (una nuova edizione allargata nel 2018); Trattato della lontananza, 2008, Compassione, 2013 (intorno alla traduzione spagnola del Trattato della lontananza è nato il blog spagnolo Tratado de la lejania); Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità. Nella narrazione privilegia il racconto breve, secondo linee di ricerca esistenziale e fantastica (L’imperfezione della luna, 2000; Trenta gradi all’ombra, 2004; L’ordine animale delle cose, 2008). Nei racconti frequenti i temi cosmologici e relativi alla natura e agli animali. Nella poesia (Menhir, 2007; Se la pietra fiorisce, 2012) è presente, secondo forme essenziali, una dimensione meditativa e interrogativa, oltre che un dialogo con poeti come Paul Celan e Edmond Jabès. Spesso il verso è in relazione con le modulazioni della prosa.
Nel 2010 l’Università degli studi di Lecce ha tenuto due giornate di studio dedicate ad Antonio Prete (atti raccolti nel volume Pensiero poetante e poetica della lontananza, a cura di Carlo Alberto Augieri). Una Bibliografia generale degli scritti di Antonio Prete (1963-2017) è nel volume Antonio Prete, scrittura delle passioni. Una conversazione, una bibliografia e due saggi inediti, a cura di Carlo Tirinanzi De Medici (2018).

Fresia Erésia è l’eteronimo dietro il quale si cela una poetessa eretica per vocazione, un animo sensibile che ha trovato libera espressione solo attraverso la scrittura poetica.
Pensare in versi sciolti è ciò che le riesce meglio: poesie, aforismi e suggestive metafore per lo più si perdono tra nuvole di pensieri e solo a volte si fermano sulla carta per restare.
Scoperta per caso da un anziano poeta che era in cerca della sua Musa, Fresia viene riconosciuta per alcuni versi giovanili come un talento naturale del genere “diamante grezzo non ancora lavorato”.
La poetessa è solita affermare però che il peggio che le potrebbe capitare sarebbe proprio di finire sfaccettata su commissione da un talent scout seriale, per questa ragione mantiene l’anonimato e non si mostra mai in pubblico.


Iscriviti alla Newsletter di Latina Città Aperta

* campo obbligatorio
/ ( dd / mm )

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *