EM.MA CIAO – in ricordo di Emanuele Macaluso

di Stefano Vanzini

“Essere di sinistra ha avuto un senso perché ha migliorato la vita a milioni e milioni di persone.
Ne è valsa la pena”.

(Emanuele Macaluso nell’intervista a il Venerdì di Repubblica del 20.11.2020)

Basterebbe questa frase per descrivere la vita di Emanuele Macaluso, l’uomo che tra il sindacato e il partito ha dedicato l’intera sua esistenza alla politica. Per la giornata del 21 gennaio, ricorrenza dei 100 anni dalla nascita del Partito Comunista d’Italia, diverse sono le pubblicazioni che stanno uscendo per ripercorrere quella che è stata la storia del Pci, ma forse, non c’è nulla che più della biografia – “Cinquant’anni del PCI” – di Macaluso possa realmente spiegare cosa abbia rappresentato quella storia.

In politica si sa, tra alti e bassi ci sono momenti in cui lo sconforto sembra prevalere. Non ho mai conosciuto Emanuele Macaluso, ma quando ho visto quella conversazione avuta con Zoro a Propaganda Live, ho avuto l’impressione stesse parlando anche con me. Diceva:

«Cercare quello che di possibile bisogna fare e farlo. È poco? Bisogna farlo. È molto? Bisogna farlo. Ma quello che è possibile fare, per la società e per il mondo del lavoro, bisogna farlo».

Ho fatto di questo un grande insegnamento.

EM.MA¹, nonostante i suoi 96 anni, come anche ha affermato il Ministro Provenzano, rappresenta un faro per molti giovani che si affacciano alla politica. Era un uomo che credeva nei partiti, ma del Partito Democratico contestava la mancata identità. Credeva si dovesse combattere in questa struttura e perciò provava dolore per ogni scissione avvenuta.
Vedeva nel socialismo la liberazione dell’uomo, il riferimento per il passato, il presente e il futuro, per mirare all’uguaglianza. 
Ricordava come il Partito Comunista, pur stando all’opposizione, avesse sempre avuto un progetto di governo, a differenza del PDS, i DS e il PD che al contrario, stando al governo, non hanno, forse, avuto mai alcun disegno.
Richiamava alla memoria che

«Togliatti voleva andare democraticamente e gradualmente verso il socialismo, sarà stato sbagliato, ma ora l’obiettivo di stare al governo è scisso totalmente da un’idea di società. Si sta al governo senza un progetto, senza un orizzonte politico»

Mancando ancora una battaglia politico-culturale, questo costituisce, forse, il principale problema del Partito Democratico odierno, incapace di concepirsi al di là del mero momento elettorale.

E’ stato un faro anche nell’ultima battaglia referendaria, criticando la miopia del PD nell’ancorare il passaggio della riforma sulla riduzione del numero di parlamentari alla tenuta della maggioranza. Rammentava che la Costituzione valeva più di un governo, sempre.
Emanuele Macaluso era una presenza tanto costante nelle nostre menti che la mattina stessa della sua scomparsa, parlando con Leonardo a proposito di un progetto provinciale sulla figura di Ingrao e la storia del PCI, l’avevamo citato più volte prima di scoprire che ci aveva lasciati proprio quella notte.

E così martedì “si è spento il faro, ma rimane la scintilla²“.

Ciao EM.MA, grazie.


note

¹ così si firmava nei suoi corsivi
² così il Ministro Provenzano nel suo discorso ai funerali del 21.1.2021

Mi chiamo Stefano Vanzini. Ho 23 e sono uno studente universitario. Divido la mia settimana tra Latina e Roma, dove studio scienze politiche. Sono di sinistra, romanista e ferrarista; in poche parole sono un esteta della sconfitta.

Pensieri per la Città – Un’Agorà per Latina è la nuova rubrica-contenitore della nostra rivista blog, LatinaCittà Aperta.
Abbiamo, infatti, voluto affiancare al nostro settimanale, che come sapete tratta di argomenti che potremmo un po’ pomposamente definire di “cultura generale”, uno spazio, un’agorà di riflessione e di approfondimento intergenerazionale su temi della città che ci ospita, Latina, non limitandoci ad essa.
Ci si propone di istituire qualcosa di vivo, un luogo di confronto e di approfondimento, gestito da giovani, donne e uomini, forze fresche e consolidate intelligenze, persuase che la partecipazione e il confronto siano i cardini della buona politica.


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