Prima i Pontini!

In questo clima sovranista, con richieste di precedenze “a noi”

e difesa dalle altrui invasioni, mi corre l’obbligo di spezzare una lancia a favore della terra che mi ospita.

Forse mi sono mantenuto un po’ troppo largo, che tante persone dell’agro pontino mi risultano difficilmente digeribili. E allora limitiamoci a Latina, che però è grandina assai e assembla un miscuglio troppo promiscuo: dai volsci ai romani, dai veneti agli emiliani, dai tunisini ai libici (emigrati di ritorno), dai campani ai calabresi ai siciliani…

E se mi concentrassi sul quartiere? Certo anche questo, che è nuovo, ne ha vista di gente arrivare, molta nata altrove o al massimo di seconda generazione.

Facciamo la mia strada. Ma quelli del palazzo di fronte sono proprio antipatici, neanche salutano quando ti incontrano.

Mi limiterei al mio palazzo, allora.

Però poi mi viene in mente l’angoscia che mi prende prima di ogni assemblea di condominio: preparazione yoga con meditazione zen per evitare di unirmi agli scontri stile talk show. Ad esempio, la signora del secondo piano che proferisce con estrema naturalezza le sue minacce di morte a quella del terzo, perché le sbatte la tovaglia piena di briciole sul balcone.

Non mi resta che ripiegare sul mio appartamento. Sì, meglio. Prima gli abitanti del mio appartamento! Ma mica tutti, che da poco si è trasferita mia suocera…

Qualora non si fosse capito, a me questa storia del “prima noi” non è che mi convinca molto. Prendiamo Trump e il suo “America First”, che sta portando ad una guerra commerciale illegale e costosa per tutti.

L’esasperazione di ciò che divide, la teorizzazione di presunte supremazie e la paura di chi viene da fuori non porta mai conseguenze positive. Su queste basi si sono combattute innumerevoli guerre.

Che poi, chi sono gli italiani?

L’unità è storia recente. Riguardo al popolo, siamo un miscuglio eccezionale, che questa bella penisola ha visto arrivare genti da ogni parte in tutte le epoche storiche.
Se solo pensiamo all’Impero Romano, che molti nostalgici individuano come il periodo aureo, tanti “sconfitti” venivano a Roma, come schiavi e non solo. Ma anche prima, tra greci e cartaginesi che si sono mischiati a etruschi, latini, messapi, volsci e via di questo passo, non ci siamo fatti mancare niente.

Vogliamo parlare delle cosiddette “invasioni barbariche” a partire dalla fine dell’Impero? Goti, Vandali, Unni, Longobardi, Normanni… quanto del nostro DNA viene da lì? E il periodo d’oro di Palermo, città di primaria importanza in Europa sotto il califfato arabo?

Tre famosi Barbari

Andiamo avanti con le “dominazioni” dei vari stati-nazione sorti ben prima del nostro Belpaese: Austriaci, Francesi, Spagnoli… tutti con le loro nutrite discendenze.

Da tutta questa bella misticanza siamo venuti fuori noi, con la nostra creatività, il nostro gusto, il nostro spirito laborioso ma con giudizio, il nostro modo di essere, con tutti i pregi e i difetti di ciascuno, che non si possono generalizzare.

Ci siamo sparsi per il mondo, dal nord Europa alle Americhe. E dove siamo andati abbiamo portato il nostro contributo. Siamo stati accolti, spesso abbiamo avuto successo. Abbiamo anche esportato qualcosa di cui non si può certo andare fieri: la mafia, la criminalità organizzata.
E giustamente ci incavoliamo quando qualcuno, da fuori, ci critica come popolo indistinto. Perché dovremmo farlo noi con altri, adesso?

Tenuto conto del via vai che c’è stato, chi è che può a ragione definirsi Italiano? Chi lo è da 4 generazioni? Di più o di meno? E per tutti i rami familiari? Vale il cognome? Allora la madre straniera va bene e il padre no? E se il cognome è stato italianizzato di recente?

Fiona May
Ivan Zaytsev

Fiona May è italiana perché ha sposato un italiano o perché è stata una campionessa di atletica? Quindi non serve neanche essere nati qui.
Lo stesso dicasi per Jorginho, che vanta una discendenza da parte di un amico del cugino dello zio di sua madre; naturalizzato italiano per portarci ai mondiali di Russia; ora che si fa, gli si toglie il passaporto? Invece Ivan Zaytsev è nato casualmente in Italia da genitori russi, è tornato a vivere all’estero seguendo il padre, campione olimpico di pallavolo, fino a tornare in Italia all’età di 10 anni, per stabilirsi definitivamente qui. Dopo altri 10 anni, diventato un campione, viene naturalizzato italiano. Ora tutti acclamano lo Zar, quando scaraventa palloni a 140 Km/h nel campo avversario con la maglia azzurra.

Lo sport cancella alcuni confini ma ne erige altri.

Prima gli italiani, purché non siano juventini, romanisti, laziali, interisti…

Siamo il Paese dei campanili, la nostra vena nazionalista è recente. Per un livornese meglio un siriano di un pisano. E così per tanti altri casi di rivalità stracittadine che affondano le radici nella storia più o meno recente.

Forse avremmo bisogno di un pericolo extraterrestre, come raccontato da vari blockbuster hollywoodiani, per convincerci finalmente a dire

“prima gli umani”.

E con questa mi sono giocato le simpatie degli animalisti, dei vulcaniani e di ogni altra forma di vita in un numero imprecisato di galassie.

Tanto il vostro Erasmo dal Kurdistan vi doveva, senza nulla a pretendere.

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2 commenti su “Prima i Pontini!

  1. Ostregheta se hai ragione! Ma…dentrodentro siamo forse un po’ razzisti inconfessabili o semplicemente ignoranti?
    Bravo!

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