Tra mali storici e il senso di una battaglia silenziosa

di Gianluca Carbonara

Ci risiamo, noi iscritti e affezionati del Partito Democratico stiamo vivendo di nuovo le dimissioni di un segretario nazionale e la successiva fase di caos e debolezza dettata da non avere una guida.
Due anni e mezzo fa nacque Piazza Grande, progetto che con i miei Compagni di Giovanile abbiamo appoggiato e seguito con grande passione perché metteva al centro le idee che secondo noi devono essere alla base di un’esperienza politica:

dialogo, inclusione e piazza; una “Piazza Grande”, inclusiva, dove ci sia posto per tutti e per il confronto su temi come ambiente, solidarietà, giustizia sociale, parità di genere ed Europa troppo spesso citati ma non discussi o discussi male da una sinistra reduce da una grande sconfitta elettorale e non più capace né di dare risposte al suo solito elettorato, né di aggregare.

La sfida è stata persa, il magnifico slogan “prima le persone” è stato niente di più di uno slogan visto che “si parla solo di poltrone e primarie” e il dialogo nel Nostro partito è ahimè solamente un’idea utopistica e astratta tanto al nazionale quanto sui territori.
Ammiro la scelta di Zingaretti che fa un passo indietro quando si accorge di non essere riuscito a cambiare e salvare il PD e il centrosinistra (ce ne fosse di gente così coraggiosa) ma questi giorni mettono ancora più a nudo le problematiche portate da Zingaretti durante la sua campagna elettorale.
Da ragazzo 23enne che orgogliosamente porta nel portafogli la tessera del PD da 4 anni mi permetto di dire che il problema non è il Partito, la sua nascita o la sua collocazione nell’arco costituzionale.

Nel Partito Democratico non si parla, non si discute, non si consulta la base, si mettono sempre al centro gli interessi dei soliti al posto delle persone, si aggrega sempre meno, si ascoltano sempre meno realtà e di conseguenza si perde il contatto con quei mondi che prima erano la nostra forza.

Siamo diventati negli anni il partito di governo invece del partito delle persone che appassionatamente dedicano tempo ogni giorno per Noi, per il nostro Partito e la nostra comunità.

C’è bisogno di rivedere le priorità a tutti i livelli dell’organizzazione.

Siamo fortunati ad essere il partito più grande del centrosinistra italiano perché avremmo sempre gente disposta a fare politica ma senza coinvolgere persone e realtà diverse riusciremo a disperdere anche questo grande capitale umano di cui abbiamo bisogno e che i dirigenti devono imparare a coinvolgere e a trattare con il dovuto rispetto.
Le persone fanno il Partito e non viceversa e noi Giovani Democratici facciamo di questa frase un mantra in tutte le nostre attività e le nostre proposte. Il nostro modello è il modello Piazza Grande e lo dimostriamo giorno dopo giorno mettendo al centro della nostra attività politica le diverse fragilità e i diversi mondi con i quali ci rapportiamo ogni giorno, cercando di distogliere l’idea di cricca elitaria e favorire l’inclusione, il dialogo e l’aggregazione.
Detto questo voglio augurare buona fortuna a Noi militanti e al Mio amato Partito, che possa superare anche questa frase grigia e rinascere finalmente come punto di riferimento.

W il Partito Democratico.

Gianluca Carbonara, 23enne studente di economia e militante nel PD.
Appassionato di politica, football americano e tifoso del Milan.

Pensieri per la Città – Un’Agorà per Latina è la nuova rubrica-contenitore della nostra rivista blog, LatinaCittà Aperta.
Abbiamo, infatti, voluto affiancare al nostro settimanale, che come sapete tratta di argomenti che potremmo un po’ pomposamente definire di “cultura generale”, uno spazio, un’agorà di riflessione e di approfondimento intergenerazionale su temi della città che ci ospita, Latina, non limitandoci ad essa.
Ci si propone di istituire qualcosa di vivo, un luogo di confronto e di approfondimento, gestito da giovani, donne e uomini, forze fresche e consolidate intelligenze, persuase che la partecipazione e il confronto siano i cardini della buona politica.

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