Danni e rimedi

A seguito della straordinaria accoglienza ricevuta dalla precedente missiva, mi pregio comunicarvi di essere stato nominato portavoce ufficiale del C.A.N.E. (Comitato Automobilisti Nostalgici Esasperati).

Vi rendo pertanto partecipi del contenuto della nuova nota ricevuta, sentendomi profondamente onorato da cotanto privilegio.

 Attesa l’evidente insostenibilità delle interruzioni di traffico sulle arterie di collegamento (teoricamente) veloce, più volte nel tempo segnalate alle autorità preposte, noi del C.A.N.E. ci vediamo costretti a mette in atto tutte le attività necessarie alla proposizione di una legge di iniziativa popolare, basata sui principi di seguito esposti.

A. Divieto lavori di manutenzione ordinaria sulle arterie di collegamento veloce (di seguito “ACV”, il cui elenco è allegato sub A) in orario pendolari o in concomitanza con picchi di traffico attesi. Tale norma deve essere riportata in tutti i contratti di appalto, a pena di decadenza. Qualora una ditta incaricata dovesse contravvenire alle disposizioni contrattuali, lo farebbe a proprio rischio e pericolo: non saranno infatti sanzionate azioni di ritorsione di qualunque tipo (inclusi danni a persone o cose) da parte degli automobilisti rimasti ingiustamente intrappolati. In pratica, un adeguamento del principio di legittima difesa.

B. Sanzioni pecuniarie al conducente che causa un incidente su una ACV. Con tutta evidenza, la semplice applicazione del bonus-malus assicurativo non costituisce deterrente sufficiente per i deficienti che, invece di concentrare la propria attenzione sulla guida, si dilettano in attività distraenti.

Già solo con il classico telefonino si riescono a porre in atto una serie di operazioni altamente pericolose:
ricerca in rubrica del numero da chiamare, scambio messaggi e uozzap, selfie con invio della foto (in genere molto brutta), aggiornamento del profilo social, lettura, scrittura e invio di e-mail, scarico e fruizione dell’ultima puntata della serie TV preferita o del film in prima visione (naturalmente pirata).


Anche operazioni legate al vizio del fumo possono risultare decisive: ricerca dell’accendino perso in borsa, pacchetto di sigarette nuovo avvolto in plastica indistruttibile, rollata di sigaretta self made (con o senza ripieno), ghigliottinatura del toscano, scovolinatura e caricamento della pipa.


E che dire di coloro che proprio non riescono a parlare con chi siede sul sedile di fianco, o peggio ancora posteriore, senza voltarsi verso l’interlocutore?
Anche la cura della persona è diventata attività frequente nel personale salottino a quattro ruote: da trucco e parrucco a barba (con schiuma o elettrica) e capelli, passando per il classico manicure fino al più acrobatico pedicure.


Per finire questa lista, solo esemplificativa ma assolutamente non esaustiva, con le attività pseudoculturali: dalla sbirciatina agli appunti di studio alla lettura del quotidiano, del periodico, del testo di narrativa o dell’enciclopedia, per arrivare ai virtuosi dell’enigmistica, con soluzione delle parole crociate crittografate o del sudoku livello esperto.

In ogni caso, qualunque sia la causa e seguendo la regola aurea

“se ti metti alla guida, guida e basta!”

che stabilisce la colpevolezza fino a inequivocabile prova contraria, il conducente verrà sanzionato con il versamento di una somma dai 1.000 ai 10.000 Euro, a seconda del disagio causato, a parzialissimo risarcimento di tutti gli altri che sono rimasti bloccati, ferma restando l’aggravante di cui al punto D che segue.

I conducenti di mezzi pesanti non potranno invocare attenuanti per la peculiarità della loro professione, né per le temporanee distrazioni derivanti dalla consumazione di libagioni o dagli sguardi furtivi lanciati al calendario appeso in cabina.

Classico calendario da cabina di Tir

C. Anche le forze dell’ordine devono fare la loro parte. Non potendosi però neanche immaginare sanzioni a loro carico, si prevedono incentivi per quelle pattuglie che ottimizzano i tempi di rimozione degli incidenti e, invece di rimanere lì a fare due chiacchiere anche dopo che i veicoli danneggiati non sono più all’orizzonte, si tolgono rapidamente dalle scatole, lasciando che il flusso di gomme e lamiere riprenda il suo corso naturale.

D. E infine, la madre di tutti i rimedi: dopo la tanto auspicata introduzione nel codice penale del reato di omicidio stradale, è tempo di proseguire con la previsione del reato di sequestro di persona stradale.

Come diretta conseguenza di quanto previsto al punto B che precede, qualora il ritardo causato dalla coda dovesse superare le 2 ore, scatta la denuncia d’ufficio per sequestro di persona stradale a carico del soggetto che tale ritardo ha causato.
I danneggiati avranno diritto di costituirsi parte civile, con possibilità di richiesta di risarcimento del danno subito, anche in forma di class action.
Stessa norma sarebbe applicabile in caso di ritardo cumulativo superiore a 4 ore nell’arco di due anni: se uno continua a causare incidenti con code inferiori alle 2 ore,

è giusto che venga comunque assicurato alle patrie galere.

Chiunque subisca il furto del proprio tempo deve essere protetto e risarcito.


Per un ritardo importante si può perdere un’occasione di lavoro, una visita specialistica prenotata mesi prima, l’incontro con la potenziale anima gemella o, peggio ancora, la partita a calcetto o la seduta di yoga!

Abbiamo dato mandato ai nostri esperti giuristi di tradurre in norme e codicilli i principi sopra esposti. Non appena il testo sarà pronto, avvieremo i banchetti in tutte le piazze d’Italia per la raccolta firme, certi che troveremo la parte sana del Paese al nostro fianco.

Restate sintonizzati.

 

Tanto il vostro Erasmo dal Kurdistan vi doveva, senza nulla a pretendere.

 

 

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