L’inganno del gerundio

Stavolta Erasmo esagera,

avrà nuovamente mangiato pesante ieri sera.

Questo potrebbe essere un giusto rilievo, se ci si fermasse al titolo. Come può un modo verbale, e più precisamente la forma nominale di un verbo, decidere di ingannarci?
Naturalmente non è tanto il gerundio in sé, quanto piuttosto l’uso sempre più disinvolto che se ne fa.
Come quelli che maledicono l’invenzione del telefonino quando viene usato dall’automobilista che li precede…
Che poi, c’è gerundio e gerundio. Nella forma usata nelle frasi subordinate, l’uso ha un suo perché.
Anche nella meno consueta forma al passato, il nostro mantiene una sua dignità.
Avendo mangiato la peperonata ieri sera, ho sognato tutta la notte Salvini che mi cacciava di casa.

Ma esiste una forma infida, che sta prendendo piede e anzi ne rappresenta ormai l’uso prevalente: la perifrasi progressiva.
Retto dal verbo stare, sembra dare informazioni, previsioni, anticipazioni che in realtà non dà.
Se chiedi a qualche autorità preposta notizie circa un provvedimento di interesse, potrai avere diverse risposte, ma stai certo che un bel gerundio ce lo cacceranno sempre dentro: stiamo analizzando, stiamo approfondendo, stiamo aprendo un tavolo (che poi io il tavolo lo apro quando ho ospiti a cena), stiamo costituendo un comitato (un forum, una consulta, una commissione…), più raramente stiamo provvedendo, e via di questo passo.
Nessun tipo di informazione sui tempi: da quando è partita questa fase e quando ragionevolmente terminerà, quali i passi successivi e quando finalmente si arriverà a soluzione?

Del resto, la desinenza stessa che caratterizza il gerundio – ndo – richiama immediatamente un detto di queste parti: ma ndo vai!?!

Infatti, di gerundio in gerundio, di passi avanti se ne fanno ben pochi.
Questa forma richiama il present continuous (o presente progressivo) inglese, quello coi verbi in “ing”, che a sua volta trova utilizzo di là dalla Manica anche come futuro prossimo.

La Manica

Nel nostro caso si tratta invece di futuro remoto, altamente ipotetico e scarsamente attendibile.
Un bel gerundio progressivo non si nega a nessuno, tanto poi chi viene a chiedere conto dello stato dell’azione gerundiata?
E anche qualora fosse, si passerà alla fase successiva, sempre col suo gerundio dentro. E così via, fino a sfinimento o a quanto mai opportuno oblio.

Vedete allora come l’inganno sia perpetrato, non dal povero gerundio ma da chi lo usa con tanta protervia, fino a farci abituare all’idea che non si possa fare programmazione, non si possano conoscere i tempi per portare a compimento le fasi di processi anche complessi, non si possa chieder conto del tempo che passa senza che ci si avvicini alle soluzioni.

Esempio di soluzione

Troveremo sempre un gerundio sul nostro cammino, a indicarci orizzonti tanto graditi quanto incerti.
Forse conviene provare a organizzarsi: per ogni gerundio, portiamoci sempre in tasca qualche domanda pertinente, proviamo a far tradurre le ipotesi e i rinvii in impegni, con tanto di scadenza.
Solo che probabilmente, mentre sto scrivendo, qualche furbacchione si sta già organizzando per poter rispondere con parole vuote e voli pindarici di stampo bizantino,

evitando però accuratamente di usare il gerundio.

Tanto il vostro Erasmo dal Kurdistan dovendovi, senza nulla a pretendere.

 

 

 

 

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