Diaphorá. Perchè con la Diversità si spicca il Volo


Ci sono associazioni cui si aderisce per diletto, per piacere personale o per distendersi dalla vita quotidiana, i cui intenti sono legati allo svago.
Ce ne sono altre che far vivere diventa una mission, in cui più che appartenere si esiste attraverso loro.
In queste associazioni, la Vita del singolo in quanto tale non esiste più perché assume, attraverso le innumerevoli attività in cui si è coinvolti, dimensione di Comunità, valore di Famiglia, ricchezza di un’Anima che diventano Tante.
E’ con questi pensieri, invadenti mente e cuore, che ci avviciniamo in punta di piedi alla Diaphorá, vero fiore all’occhiello del volontariato pontino nel sostegno delle Diversità. 

Il termine “Dia-phora” deriva dal greco e significa infatti portare attraverso sé, in sé, quel qualcosa che qualifica, specifica e distingue rendendo evidente la peculiarità e gli arricchimenti dell’essere connotato da Differenze legate a più aspetti.

A raccontarci le sfumature umane e i retroscena organizzativi della
Diaphorá è Bruno Mucci, anima fondatrice dell’associazione. 

Qual è lo spirito che ha “tracciato” la nascita della Diaphorá e quale è oggi, dopo ben 18 anni di esistenza, il significato di crescita dell’associazione…

Lo spirito è l’essenza di un desiderio, un sogno di alcuni genitori che nel 2002 decidono di associarsi con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei figli disabili, attraverso una serie di attività sportive e laboratori formativi con il pensiero rivolto alla fase della vita che preoccupa di più:
“IL DOPO DI NOI”.

Alla Diaphorá Diversità fa rima con Tenacia, Costanza, Impegno nell’affrontare la Vita.
Quali difficoltà incontrate più spesso e come riuscite poi a superarle per favorire l’integrazione e l’autonomia dei ragazzi?

Le difficoltà principali sono quasi sempre di natura culturale.
Spesso ci si approccia nei confronti dei ragazzi e delle ragazze disabili nella maniera sbagliata, o meglio, non giusta e in alcuni casi siamo proprio noi genitori a limitarne le potenzialità, ponendoli sotto “l’ala protettiva”, trattandoli come eterni bambini.
Fortunatamente, in questi diciotto anni di crescita e confronto, siamo riusciti a far emergere molte delle loro potenzialità, ognuno nel suo campo: c’è il campione di atletica, sci, nuoto; i campioni italiani di tango argentino; c’è l’artista, il cuoco, il cameriere, l’animatrice, l’ortolano, il pasticcere, l’estetista, la parrucchiera… ecc.
Attualmente sono circa cinquanta le famiglie che usufruiscono dei servizi della Diaphorá.

Tango, teatro, ceramica, riciclo creativo, orto biodinamico e aperitivi-cene: sono i laboratori, autentici fiori all’occhiello della Diaphorá che si realizzano durante gli incontri nella sede alle porte del Lago di Fogliano.
In che termini questi spaccati di vita rappresentano momenti di crescita per i ragazzi che ne fruiscono, e di fortificazione per i Volontari che li organizzano?

La Diaphorá è un’associazione di volontariato ed è proprio su questo grande valore che si regge e grazie al quale riesce a raggiungere obiettivi importanti.
I nostri laboratori sono gestiti in parte da personale qualificato, al quale viene corrisposto un compenso, e altri da Amici meravigliosi che dedicano gratuitamente tempo, energie e tanto amore.
Ad esempio l’Orto è seguito da due coltivatori che tutti i sabati mattina vengono a lavorare insieme ai nostri ragazzi; si parte dal seme fino al raccolto e per i nostri ragazzi questa è un’esperienza formativa incredibile.
Poi c’è il Laboratorio di Dolci, in cui lavorano circa venti ragazzi e a gestirlo sono delle meravigliose volontarie che ogni venerdì pomeriggio, insieme ai nostri ragazzi, sfornano muffin, crostate, sbriciolate alle mandorle, ecc… che il sabato mattina servono durante le ormai famose “Colazioni Solidali”.

Cosa la Società di oggi è pronta a valorizzare nella diversità e in quali aspetti invece ancora nel 2018 siamo carenti e non riusciamo ad apprezzare?

Partiamo dal presupposto che la “Diversità” è un valore prezioso e mai come oggi questo concetto deve essere diffuso e rafforzato.
Il nostro compito è quello di mettere la “persona” al centro della società, aldilà dei limiti e delle difficoltà, superando i preconcetti mentali e gli stereotipi frutto di retaggi popolari che hanno condizionato l’esistenza del diverso, spesso appellato come “malato”, “handicappato”, “mongoloide”.

Oggi, proprio grazie a realtà associative come la Diaphorá, si è potuto infrangere il muro dell’indifferenza e della vergogna.
Quello che forse limita di più l’inclusione sociale delle persone disabili è senz’altro l’incapacità delle istituzioni di creare un modello nuovo di sostegno alle famiglie che non deve necessariamente passare solo attraverso l’assistenzialismo con i servizi domiciliari o centri
diurni, ma proiettato verso progetti che favoriscano soluzioni dignitose ed inclusive, dove il lavoro e la vita indipendente rappresentino la vera risposta ai bisogni delle persone disabili.

Cosa c’è nel futuro di Diaphorá? Cosa si prospetta all’orizzonte per questa poliedrica associazione?

Il futuro è domani.
I nostri figli crescono e, una volta terminato il percorso scolastico, si apre un baratro sulla loro quotidianità: scatta una rapida regressione causata dalla mancanza di stimoli e interessi che in molti casi porta a patologie importanti come depressione e relativo isolamento, causando nella persona danni irreversibili.
Per questo, stiamo mettendo in atto tutta una serie di attività formative in modo che i ragazzi e le ragazze intraprendano un percorso professionale strutturato in due fasi: nella prima cominceranno a fare esperienze lavorative all’interno della nostra sede e presso “aziende partner” con tirocini e stage; nella seconda, individueremo o avvieremo delle attività lavorative, sotto forma di cooperative sociali o altre soluzioni adeguate.
In questo ultimo anno, grazie al Cesv di Latina, siamo entrati a far parte di alcune “reti” composte da realtà associative, enti e organizzazioni con l’obbiettivo di creare progetti condivisi, individuare bandi e finanziamenti destinati al Dopo di Noi e all’inclusione socio-lavorativa delle persone disabili.
C’è tanto, tanto lavoro da fare e noi siamo determinati ad andare avanti sulla nostra strada, sempre più convinti del nostro slogan:

“insieme si può!”


Diaphorá Onlus: Strada di Fogliano, 235, 04100 Latina LT
Telefono: 345 525 7782

Chiunque può sostenerci attraverso una donazione con bonifico intestato alla Diaphorá Onlus, presso BCC di Roma, codice IBAN: IT35M0832714700000000001006

Intervista a cura della nostra Francesca Di Folco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.