A spasso tra le stelle con l’APA

A spasso tra le stelle con l’Associazione Pontina d’Astronomia

Torniamo a riproporre anche questo venerdi un’altra intervista che fa parte di una serie dedicata alle eccellenze pontine.

L’idea è di intraprendere brevi excursus fra realtà sociali, organizzazioni, associazioni che son mosse dall’intento di unire, tenere insieme e correlare conoscenze, interessi, passioni verso ambiti particolari.
Un viaggio scandito da tante tappe: il focus saranno itinerari umani che si intrecciano con voglia di crescita personale e comunitaria.

Apriamo questa settimana con uno sguardo rivolto alle stelle intervistando Alida Giona, vicepresidente e responsabile della didattica pontina per l’Apa, l’Associazione Pontina d’Astronomia.

Come nasce l’idea di istituire una associazione d’astronomia? Cosa vi ha spinto a cercare risposte “terrene” guardando ad astri e costellazioni?

L’associazione nasce dalla volontà di appassionare le persone ad ammirare gli astri, per istruire i curiosi ad affacciarsi alla Volta celeste, per far scoprire che al di sopra di noi tutti esiste davvero un Universo più vivo e mobile che mai!

Sotto il profilo pratico l’Associazione Pontina d’Astronomia nasce dalla Ata, Associazione Tuscolana d’Astronomia con sede a Roma: nei primi anni io e altri due soci Domenico D’Amato e Andrea Miccoli abbiamo viaggiato di continuo realizzando corsi e approfondimenti sul territorio romano.

Era però complesso viaggiare e abbiamo ipotizzato di metter su una realtà tutta pontina che avesse come centro nevralgico Latina e coinvolgesse anche i territori di Anzio e Nettuno.

Passo dopo passo ci siamo impegnati e tutt’ora continuiamo a farlo istituendo corsi nelle scuole di ogni ordine e grado, vacanze estive per non vedenti, serate istruttive per appassionati e semplici curiosi, osservazioni da posti unici.

Ed ormai nella stagione 2018-2019 celebreremo il 10° compleanno della nostra Associazione Pontina d’Astronomia.

La Carta dell’Universo

Quali peculiarità offre il territorio pontino per le osservazioni astronomiche? Quella dell’agro pontino è una zona che si presta ad osservazioni specifiche?

Il cielo di Latina purtroppo soffre di un notevole inquinamento luminoso, molto più di Roma e Frosinone ed in generale dei siti in alta quota.Comunque spostandosi vicino al mare o nella zona della Semprevisa si riescono a fare delle osservazioni non professionali ma medio – buone, il nostro territorio si presta anche ad osservazioni di oggetti profondi ovvero quelli che non si vedono ad occhio nudo.

Grande rammarico dell’Associazione è stata non poter avvalersi di un accordo già stabilito ed inizialmente avviato con un noto liceo di Latina e non poter usufruire di proiezioni all’interno di una cupola ideata per questo: la struttura esiste, potrebbe essere funzionante ed eccellente. Si farebbe didattica con le stelle in mano. Invece per problematiche burocratico-amministrative ciò non è consentito.

L’associazione Pontina di Astronomia, unica al livello nazionale, organizza anche corsi per appassionati non vedenti. Quali difficoltà incontrate più spesso e come cercate di superarle per rendere possibile anche a chi è ostacolato dalle disabilità “passeggiate” tra le bellezze degli astri?

Con i non vedenti è stata davvero un’avventura nell’avventura: l’idea è nata dal nostro Andrea Miccoli capire un tramonto, un ombra, una eclisse, le stagioni, lui ha ideato una marea di strumenti abbiamo iniziato con un semplice mappamondo per far intuire il polo nord e il polo sud grazie al suo saper fare oltre al sapere concettuale… ogni volta arrivano nuovi suggerimenti, nuove idee e dunque strumenti.

Il Mappamondo per non vedenti

Abbiamo una strumentazione davvero all’avanguardia, siamo in grado di varcare i confini nazionali: siamo conosciuti a livello europeo e contattati dall’estero!

Capito questo, ogni anno organizziamo una full immersion con tanti non vedenti e non udenti a livello nazionale. Interfacciarci con queste persone, che comunque sono una eccellenza poiché di fascia culturale alta (di solito laureati e molto motivati), non è troppo complicato in quanto, a parte la vista o l’udito, a loro non manca nulla!

Certo è difficile con i non vedenti o i non udenti dalla nascita, invece per chi ha acquisito alcune conoscenze e solo in seguito ha subito la disabilità ha interiorizzato almeno idee e sensazioni. Comunque in generale lavoriamo tramite una terza persona che è quella che traduce ciò che diciamo tramite il linguaggio Malossi che si fa tramite le mani, questo ci consente davvero di sconfinare nel mondo di queste coraggiose persone.

Orbita-Braille

Questo percorso avviene di solito a fine luglio quando, in cui in coincidenza con le ferie estive, appunto nell’ultima settimana del mese, organizziamo per un numero significativo di disabili un corso di mattine d’osservazione e di pomeriggi di visite nell’agro pontino, tutto offerto da noi, per il piacere di essere presenti nelle vite di queste persone.

Abbiamo davvero versato lacrime quando una di loro prendendoci per mano ha detto: “Oggi per la prima volta ho visto l’alba”.

L’associazione ha appena inaugurato un osservatorio astronomico sociale… In cosa consiste questa avventura nell’avventura? Che tipo di telescopi contiene? Come ne potranno fruire gli appassionati? Si terranno visite guidate scadenzate?

 Abbiamo fisso montato un telescopio di un diametro notevole che consente di vedere oggetti profondi del cielo in maniera definita, in modalità dettagliata.

Le motivazioni sono alte: cultura, consapevolezza e conoscenza delle Bellezze astronomiche!

Il sistema solare

Il mondo degli astronomi, coloro che svolgono questa attività come lavoro, per studio e ricerca si avvale di astrofili “amanti”, estimatori, appassionati: gli astrofili lavorano “da spalla”, compiono valutazioni, analisi, misurazioni con il cielo profondo, lavori che poi dovranno essere accertati e valutati dagli astronomi di professione ma che intanto alleggeriscono quest’ultimi.

Per i giovani astrofili che hanno a disposizione un osservatorio è possibile per esempio controllare la posizione della nebulosa di Andromeda per un anno, poi l’astronomo andrà a calcolarne l’orbita!

Insomma gli addetti ai lavori in erba, possono essere funzionali agli studiosi “navigati”.

Come crescerà in futuro l’Associazione? Cosa ci dobbiamo aspettare da questa realtà, vera eccellenza di Latina, in grado di esportare sul comparto nazionale conoscenze, competenze ed insegnamenti?

Abbiamo almeno due obbiettivi: uno la divulgazione e didattica.
Con la divulgazione facciamo riferimento a giornate dedicate, momenti a tema, serate, conferenze aperte ad appassionati, curiosi, estimatori.
La didattica è mirata a far capire ai bambini che sulla loro testa c’è davvero un Universo. Troppe volte ho sentito dir dai piccini che “a casa mia non esistono stelle” e con corsi che coinvolgono bambini della quinta elementare e ragazzi di terza media abbiamo cercato di far cambiare loro idea!

La verità è che se le stelle fossero solo in una parte del mondo si organizzerebbero dei viaggi per andare a vederle, visto che invece le abbiamo tutti sulla nostra testa le diamo davvero per scontate e dunque rischiamo di banalizzarle. Il nostro è un lavoro non solo tecnico, cerchiamo di suscitare curiosità, istruiamo per stimolare interessi, crediamo nelle Passioni, che sono il vero autentico motore che fa muovere il Mondo e… gli astri!
Siamo convinti che solo instillando l’Amore per la conoscenza, poi ci si legga la Poesia dentro! Toccando con mano l’amore per astronomia, in parte anche grazie a noi dell’associazione, in tanti si son resi conto delle ricchezze della volta celeste: l’ingegnere Andrea Alimenti, le astrofisiche Francesca Zambon e Paola Dimauro che lavora in Francia, sono frutti di questa passione tramutata anche in lavoro.

Speriamo davvero di proseguire nell’istillare passioni “astrali” in più persone possibile.

Intervista a cura della nostra Francesca Di Folco



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