Un caffé con l’Ambasciatore 2.0

di Mario Leone e Maria Gabriella Taboga

In occasione della Presidenza tedesca del Consiglio dell’UE attualmente in corso, l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia ha promosso, in cooperazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e la sua rete EDIC (Centri di Documentazione Europea), l’iniziativa “Un caffè con l’Ambasciatore“: dei dialoghi pubblici, senza filtri, tra l’Ambasciatore tedesco Viktor Elbling, in Italia da due anni, e la società civile su temi europei e bilaterali.

L’ambasciatore Viktor Elbling

A causa dell’emergenza Covid-19, l’evento si è svolto attraverso 20 incontri virtuali “itineranti”, in venti città di altrettante regioni italiane.
L’ambasciatore Viktor Elbling ha incontrato virtualmente i cittadini di Latina l’11 dicembre, nella giornata conclusiva dell’evento “Un Caffè con l’Ambasciatore”. L’iniziativa online è stata organizzata in partnership con il Comune di Latina e ha visto la partecipazione dell’Istituto di studi federalisti “Altiero Spinelli” e del MFE Latina.

Questa ha rappresentato un’occasione per i cittadini di Latina, e non solo, per confrontarsi su tanti aspetti estremamente attuali concernenti la politica europea.
La Presidenza di turno tedesca dell’Ue, iniziata il 1°luglio scorso, terminerà il 31 dicembre 2020 (gli Stati membri che esercitano la Presidenza semestrale collaborano a gruppi di tre chiamati “Trio”; alla Germania, infatti, seguiranno il Portogallo e la Slovenia che assumeranno la presidenza del Consiglio rispettivamente il 1° gennaio e il 1° luglio 2021), per tanto è risultato utile fare un bilancio di questi ultimi mesi dalla portata senza dubbio “epocale” per l’Europa tutta, ma in particolare per gli Stati membri che hanno visto messa a dura prova la cooperazione reciproca.
Nel suo intervento, l’ambasciatore Elbling è stato estremamente chiaro:

la cooperazione italo-tedesca è risultata, ed è tutt’ora, fondamentale per la costruzione di un vero piano europeo che guardi al futuro.

La forte intesa che si è creata tra Parlamento europeo con il presidente italiano Sassoli, la Commissione europea e la presidenza di turno del Consiglio UE, rispettivamente rette dalle tedesche Ursula von der Leyen e Angela Merkel, ha rappresentato, e continua a farlo, un motore importante per i processi in atto sul Next generation EU, il Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e per la Conferenza sul futuro dell’Europa.

Proprio su quest’ultima Conferenza l’ambasciatore ha sottolineato: “è un capitolo che ci sta a cuore, ma mancano dettagli importanti che vadano a toccare tutti i temi, anche quelli strutturali”. Sarà necessario, per dare un’anima a questa Conferenza, che i cittadini europei siano stimolati e siano essi stessi parte attiva nel processo di costruzione della nuova Europa, proprio “partendo dal basso”. Soprattutto, è necessario fare presto anche se – ha ammesso Elbling – riuscire a far partire la macchina sotto la presidenza tedesca del Consiglio UE non dipende solo dalla Germania. È comunque un obiettivo prioritario: un dossier che sarà oggetto anche del “Trio” sopramenzionato.
Inoltre, la centralità della Germania è stata comunque riconosciuta da Elbling, per lo storico ruolo di “mediazione” che le si addice: “siamo abituati a cercare compromessi, siamo uno Stato federale, trovare compromessi non ci costa tanto”.

E un compromesso è stato anche lo stesso risultato ottenuto con l’accordo sul Next generation EU che veniva tenuto in fase di cantiere da Stati come Polonia e Ungheria che ne contestavano il forte legame, in sede di distribuzione dei fondi, allo Stato di diritto.

“Ci si lamenta della lentezza – riconosce Elbling – ma quasi sempre abbiamo trovato soluzioni comuni”.
E così anche in questa occasione la soluzione per il bene comune europeo sembrerebbe essere stata raggiunta, con una clausola di condizionalità emersa proprio il 10 dicembre a seguito delle decisioni del Consiglio europeo.
L’ambasciatore ha quindi voluto mettere, ancora una volta, al centro il sistema valoriale dell’UE, a conferma della nostra sentita cittadinanza europea con l’obiettivo che ne esalti anche le specificità come arricchimento reciproco. Ha concluso Elbling:

“bisogna fare ponti tra le cittadinanze dell’Unione”.

Mario Leone, laureato in Giurisprudenza presso l’Università Sapienza di Roma in Scienza delle finanze (“Unione monetaria europea e sistema federale”), master in “Giurista di impresa” presso l’Università di Roma Tre e master in “Diritto tributario professionale” presso l’Università di Roma Tor Vergata. Funzionario della Direzione centrale servizi fiscali dell’Agenzia delle Entrate. Dal 1991 iscritto al Movimento Federalista Europeo, membro del Comitato federale e segretario del centro regionale del Lazio. Vicedirettore dell’Istituto di studi federalisti “Altiero Spinelli”. Ha pubblicato nel 2017 il volume “La mia solitaria fierezza” (editore Atlantide) e nel 2019 il X Quaderno di Ventotene “Dal Manifesto di Ventotene all’azione federalista nella Resistenza”.

Mi chiamo Maria Gabriella Taboga, ho 22 anni e mi sono laureata in scienze politiche e relazioni internazionali. Nella vita leggo, molto; mangio, decisamente; studio, abbastanza; sono gattara, assai; sono femminista, sempre. Una escalation confusionaria di cose.

Pensieri per la Città – Un’Agorà per Latina è la nuova rubrica-contenitore della nostra rivista blog, LatinaCittà Aperta.
Abbiamo, infatti, voluto affiancare al nostro settimanale, che come sapete tratta di argomenti che potremmo un po’ pomposamente definire di “cultura generale”, uno spazio, un’agorà di riflessione e di approfondimento intergenerazionale su temi della città che ci ospita, Latina, non limitandoci ad essa.
Ci si propone di istituire qualcosa di vivo, un luogo di confronto e di approfondimento, gestito da giovani, donne e uomini, forze fresche e consolidate intelligenze, persuase che la partecipazione e il confronto siano i cardini della buona politica.


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