Il MUG “Museo Giannini” si racconta

di Luigi Ferdinando Giannini

Sono un edificio del 1954, l’ex Stabilimento Tipografico Ferrazza, e  sono stato un importante punto di riferimento per tanti, quando c’era la Tipografia.
Mi trovo al centro di Latina, vicinissimo a Piazza del Popolo e, dopo anni di dismissione, sono tornato a nuova vita grazie a chi ha deciso che potessi continuare a comunicare, non più attraverso l’attivita dello stampare, ma come Museo (www.museogiannini.it), contenitore, cioé, di ricordi, di memorie e di eventi.

Tutto il processo di cambiamento ha avuto inizio il 26 Marzo del 2013, con l’idea, poi vi è stata una raccolta di proposte progettuali che hanno interessato me, il contenitore, in relazione alle collezioni che avrebbe dovuto valorizzare e, solo dopo un iter tecnico-amministrativo, il 29 Agosto 2014 sono iniziati i primi lavori, con le demolizioni dei diversi ambienti che erano presenti.

Poi c’è stato l’avvicendarsi delle diverse imprese e delle varie fasi, i sopralluoghi degli architetti (se ne sono contati più di 100) che hanno visto, in avvenire in modo graduale la mia trasformazione e finalmente, il 30 Giugno 2018, c’è stata la mia inaugurazione.

Ai lavori si è affiancata anche una ricerca, fatta di studio di materiale museale, ma anche di visita a musei che, in diverso modo, nello spirito e nella loro realizzazione, avevano elementi comuni con ciò che io volevo essere: il Museo Piaggio, il Museo Nicolis, il Museo dell’Auto di Torino.
Ho anche la mia mascotte, si chiama “Scintilla”, presente all’interno del bookshop, ed è la simpatica evoluzione umanizzata di una candela d’auto. 

Non è stata stravolta la mia struttura originaria, ma ne è stata mantenuta intatta l’essenza e questo grazie al sapiente tocco e lavoro progettuale degli architetti Massimo Bellardini e Enrico  Giammatteo.
Al mio interno vi è uno Spazio Eventi, che sta ospitando rassegne d’arte  a tema, come quella attualmente in corso su Federico Fellini, di David Parenti, ma vi si tengono anche altri eventi, come presentazione di libri , convegni, seminari, ecc.
 Poi c’è il MUSEO, lo scrigno dove sono custodite le collezioni di Carlo Giannini, che spaziano in più settori, tutte però accumunate dalla passione e dall’amore per la meccanica, l’elettricità, opere che, più in particolare, guardano alla genialità dell’uomo, comunque venga espressa.
Molte di esse sono vere e proprie rarità.
Io, come MUSEO sono presente tra quelli della rete dei MUSEI che l’ASI, l’Automotoclub Storico Italiano, promuove.

Alcuni mi hanno definito un museo del cuore, uno spazio fisico ma soprattutto emotivo e questo mi fa piacere, perché, una delle cose che desideravo, era proprio, ed è ancora, quella di riuscire a trasmettere emozioni.

Ha scritto la giornalista Fiorenza Gnessi:

“Qui il tempo si alza dal tavolo e gioca a carte con la memoria, traccia percorsi di vita di oggetti lontani e vicini, per i quali, il filo comune, è l’identità. L’identità di Luigi Ferdinando Giannini, l’ideatore e promotore, ma anche quella di tutti, nella misura in cui, come dice Tiziano Terzani, “l’occhio sceglie dove guardare”

In una spinta emotiva il visitatore viene condotto a porgere l’orecchio alla poetica melodia di un juke box del 1800, mentre l’occhio si poggia sul “falò” dei fanali nelle vetrine oppure viene catturato dall’officina di Elettrauto “STAR”, ricostruita come era  in origine,  nel 1965, su Viale XXIV Maggio, di fronte il distretto Militare, ora Facoltà Universitaria.

La circolarità degli oggetti è, a ben vedere, una costante al mio interno, e rimanda alla metafora di una ciclicità temporale dove “l’unica cosa che non cambia è il cambiamento” e i giochi d’ombra degli oggetti, riflessi sulle pareti, ben rappresentano il concetto.
Dice sempre, in un suo articolo, la già citata giornalista:

“Luigi Giannini ha ricreato un mondo, il suo, quello del padre e in fondo quello di ognuno di noi, nella misura in cui il museo si propone non solo come un ritorno al passato, ma come molto di più: è un ritorno a casa, la casa della memoria”

Luigi Ferdinando Giannini

Il recupero della Tipografia Ferrazza è stato anche un esempio di rigenerazione urbana e di valorizzazione, facendo rivivere un immobile come polo  culturale, attraverso lo spazio espositivo museale e quello polifunzionale, divenuto luogo di eventi.
L’intento è stato anche quello di tentare di contribuire ad una rivitalizzazione sociale e urbana. Il dar vita a questo progetto ha significato dargli forza economica, ma anche relazionale, territoriale e sociale. Uno spazio in cui far incontrare forti interessi materiali e simbolici. Rigenerazione in un ottica di innovazione e di inclusione sociale.

Il mio auspicio, da MUSEO, è di riuscire a rappresentare un valore aggiunto per la mia città.

Pensieri per la Città – Un’Agorà per Latina è la nuova rubrica-contenitore della nostra rivista blog, LatinaCittà Aperta.
Abbiamo, infatti, voluto affiancare al nostro settimanale, che come sapete tratta di argomenti che potremmo un po’ pomposamente definire di “cultura generale”, uno spazio, un’agorà di riflessione e di approfondimento intergenerazionale su temi della città che ci ospita, Latina, non limitandoci ad essa.
Ci si propone di istituire qualcosa di vivo, un luogo di confronto e di approfondimento, gestito da giovani, donne e uomini, forze fresche e consolidate intelligenze, persuase che la partecipazione e il confronto siano i cardini della buona politica.


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