Venduto all’asta il Monumento Naturale “Area Sorgiva del Monticchio”

di Nazzareno Ranaldi

Per capire come è andata la vicenda del monumento naturale di Monticchio  bisogna partire dalla sua conclusione. Il bene messo all’asta dalla Curatela fallimentare è stato aggiudicato ad un privato, ma ancora non si conosce il nome del proprietario.
Ciò significa che non c’è stata la volontà da parte del comune di Sermoneta di acquisire l’area e non si è dato seguito a quanto espressamente scritto nel decreto Presidente della Regione Lazio del 3 ottobre 2016 che istituisce e affida la gestione del Monumento Naturale allo stesso comune che avrebbe dovuto provvedere all’adozione del Regolamento.

A nulla sono serviti gli appelli in extremis da parte di Italia Nostra che è la promotrice del Monumento Naturale che con un dossier del 2014 evidenziava il valore del sito analizzato sotto l’aspetto storico, naturalistico, faunistico e firmato da esperti del settore tra cui il compianto Giancarlo Bovina.

Uno scorcio del Monticchio oggi, sito mai bonificato dopo lo sfruttamento della cava e Giancarlo Bovina
Uno scorcio del Monticchio oggi, sito mai bonificato dopo lo sfruttamento della cava e Giancarlo Bovina

La Fondazione Caetani attraverso  un suo comunicato si è espressa per la salvaguardia dell’area del Monumento Naturale di Monticchio, aggiungeva la cava adiacente all’Abbazia di Valvisciolo –anche questa aggiudicata a privati-  e auspicava l’acquisizione dei beni al patrimonio pubblico.
Il consigliere regionale Enrico Forte ha presentato “una mozione per impegnare Consiglio, Presidente e Giunta affinchè la Regione intervenga con propri fondi per acquisire l’area, in virtù del pregio storico e ambientale della zona”.

Area di Monticchio vista dalla collina
Area di Monticchio vista dalla collina

Tutte queste voci, insieme agli interventi di cittadini sui social non sono serviti a scongiurare la vendita all’asta dell’area di Monticchio e della cava per inserirle in un progetto più ampio del territorio promosso dalle associazioni presso la Regione Lazio per un coordinamento dei Monumenti naturali dell’area pedemontana, Lago di Giulianello, Torrecchia, Ninfa, Monticchio, Fosso Brivolco e S. Martino.
Per capire meglio i termini della questione e immaginare cosa potrà accadere nel prossimo futuro e quali partite si giocheranno è necessario analizzare in cosa consistono i beni messi all’asta, quali possibilità ci sono per il privato di acquisire vantaggi e quale sarà la posizione dell’amministrazione comunale di Sermoneta.

Vediamo cosa riporta la sezione fallimentare del tribunale di Roma:

“…si sottolinea, altresi, che l’intera area suddetta… È stata sottoposta a vincolo monumentale, in virtù della Istituzione del Monumento Naturale “Area Sorgiva del Monticchio”… ne segue che, per le attività consentite all’interno del Monumento Naturale, il rilascio di concessioni e autorizzazioni relativi ad interventi, impianti ed opera di qualsiasi natura o comunque lo svolgimento di attività potenzialmente dannose per l’ambiente è subordinata al nulla-Osta comunale…
L’esperto stimatore nominato dalla Curatela ha ritenuto sanabili i suddetti abusi –con il fine di trasformazione/trasferimento di pari volumetria- solo all’interno di una complessa procedura di lottizzazione negoziata con il comune, previa la definizione ed approvazione di uno specifico intervento di riqualificazione dell’area, che tenga conto delle specificità storico –naturalistiche…”; inoltre dalla perizia del C.T.: “l’aggiudicatario –unico soggetto ad avere titolo in merito- ha tempo 120 giorni per perfezionare la domanda di sanatoria già presentata riguardo agli abusi edilizi qui riscontrati, che tuttora gravano sul lotto 4 in quanto non risultano ancora concessionati…”

Da queste note si capisce che ora la partita si sposta sul tavolo del comune di Sermoneta che in quanto Ente Gestore deve decidere cosa rappresenta il Monumento Naturale per il suo territorio e di conseguenza stabilire quali vincoli e quali opportunità inserire nel Regolamento.
Nello stesso momento capire quali sono le intenzioni e gli obbiettivi dell’acquirente dell’area, circa 20 ettari.

Le prossime mosse sveleranno le strategie del comune e del privato e si capirà quale direzione prenderanno le soluzioni. E’ curioso che in un periodo dove si parla di transizione ecologica, l’Europa vara un piano di Green deal tra i più ambiziosi per la lotta globale contro i cambiamenti climatici, vengono stanziate somme ingenti con il Recovery Plan per una riconversione dell’economia a beneficio dell’ambiente, nel nostro territorio si consuma una disattenzione cosi macroscopica nei confronti di un bene comune che dovrebbe essere salvaguardato e consegnato alla comunità. 
Ovviamente in partita devono entrare i cittadini, le associazioni ambientaliste e le istituzioni che si devono esprimere sul destino dell’area che riguarda un patrimonio di interesse per la comunità, non solo di Sermoneta.

Il laghetto dell’acqua turchina foto di Giancarlo Bovina
Il laghetto dell’acqua turchina. Ph: di Giancarlo Bovina

A questo proposito Italia Nostra è intervenuta con un post dichiarandosi disponibile a lavorare al Regolamento e ha suggerito una serie di spunti a titolo esemplificativo:

  • La perimetrazione delle aree a tutela integrale (laghetti, sorgenti, vegetazione particolare…), area a fruizione controllata,…
  • Il rispetto degli stagni stagionali in cui si riproducono rettili e anfibi, uno spazio non sempre esteticamente gradevole, evitando che esso diventi prato all’inglese…
  • La necessità di precludere la fruizione nel periodo di nidificazione e riproduzione dell’avifauna o dei mammiferi…
  • Evitare manifestazione di disturbo per gli animali che lì abitano (e anche per chi abita proprio a ridosso)…
  • La messa in sicurezza dello sperone di roccia con la torre, ormai simbolo del luogo, lasciandolo inalterato senza mimetizzarlo in alcun modo…
  • L’eventuale mantenimento di parte delle strutture industriali, testimoni di una storia anche se cruenta e crudele…
  • La salvaguardia di alcuni edifici di fine ‘800…

Se poi ci fosse la possibilità di costituire un comitato che metta insieme tutti coloro che hanno a cuore la problematica e vogliono seguire l’iter, controllare i vari passaggi e chiedere conto ai decisori delle scelte che verranno prese penso sia cosa buona e giusta.  

Sorgente del Cacarello. Ph: di Maria Teresa Accatino
Sorgente del Cacarello. Ph: di Maria Teresa Accatino

Nazzareno Ranaldi. Statistico prestato all’insegnamento della matematica e presidente dell’Ass.ne culturale Villaggio Fogliano con qualche annetto sulle spalle. Una grande passione per il suo territorio e tante energie spese nella valorizzazione ed il perseguimento di progetti che hanno bisogno di tempi talmente lunghi da perderne l’origine.
“Avete presente un oggetto che vi portate appresso fin da quando eravate bambino e non avete mai abbandonato? Ecco, davanti a me c’è sempre questo oggetto che scruto e tengo sotto controllo: sono come il guardiano del faro.”

Pensieri per la Città – Un’Agorà per Latina è la nuova rubrica-contenitore della nostra rivista blog, LatinaCittà Aperta.
Abbiamo, infatti, voluto affiancare al nostro settimanale, che come sapete tratta di argomenti che potremmo un po’ pomposamente definire di “cultura generale”, uno spazio, un’agorà di riflessione e di approfondimento intergenerazionale su temi della città che ci ospita, Latina, non limitandoci ad essa.
Ci si propone di istituire qualcosa di vivo, un luogo di confronto e di approfondimento, gestito da giovani, donne e uomini, forze fresche e consolidate intelligenze, persuase che la partecipazione e il confronto siano i cardini della buona politica.

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