Sveva Caetani di Sermoneta, il viaggio nell’anima

di Redazione Pensieri per la Città.

La Fondazione Roffredo Caetani nel 2020 ha pubblicato il libro “Sveva Caetani, Il viaggio nell’anima dell’ultima dei Caetani di Sermoneta”, autore Pietro Vitelli.
Il libro contiene la biografia, finora la più completa mai scritta, in Italia e all’estero, di Sveva Caetani, figura purtroppo assai poco conosciuta persino da parte degli storici, compresi quelli che si sono interessati alla millenaria storia del Casato.
Il libro è frutto della lettura di tutto ciò che in Canada è stato scritto su Sveva e di una ricerca personale presso l’Archivio di Vernon, in Canada, dove sono conservati i documenti che riguardano lei e molti dei documenti che riguardano Leone Caetani, suo padre, e Ofelia Fabiani, sua madre.
Il libro contiene inoltre testimonianze inedite di persone amiche e/o allieve di Sveva che vivono in Canada con le quali l’autore ha rapporti amichevoli. Alcune sono artiste affermate.

la copertina del libro

Sveva è stata l’ultima discendente diretta di un duca Caetani di Sermoneta, dinastia che ha avuto una storia plurisecolare e lasciato tracce profonde nella storia dell’Italia, persino nella Chiesa cattolica con due papi. Tra questi, il famoso Bonifacio VIII.
Il Casato si è estinto con la morte di Sveva, anche se sopravvive in un ramo collaterale avendo il noto direttore d’orchestra Oleg Markevich, acquisito il cognome della madre, Topazia Caetani, figlia di Michelangelo, fratello minore di Leone e zio di Sveva. Oggi Oleg Markevich è conosciuto nel mondo come Oleg Caetani.

Il libro, dopo una sintetica storia del Casato, approfondisce la biografia degli ultimi Caetani di Sermoneta per poi raccontare la straordinaria biografia, per molti aspetti drammatica, di Sveva, eccezionale educatrice, pittrice di riconosciuto eccelso valore, intellettuale raffinata, tanto da poter dialogare con personaggi come Albert Einstein e Stephen Hawking. Nel libro si può leggere la lettera aperta di 50 pagine a Stephen Hawking nella quale Sveva dialoga con il grande fisico tanto da poter essere considerata filosofa della scienza.

Il libro, oltre alla biografia di Sveva, permette di conoscere la storia millenaria dei Caetani, soprattutto il particolare amore per la storia, la letteratura, la musica e l’arte pittorica degli ultimi Caetani di Sermoneta.

Il libro fa conoscere il capolavoro di Sveva Caetani, ciclo di 56 acquarelli da lei chiamato Recapitulation, una particolare biografia della sua vita, della sua famiglia, del suo Casato, ispirato nella struttura narrativa alla Commedia di Dante Alighieri. L’intero ciclo dopo essere stato a lungo custodito presso The Albert Foundation for the Arts, (AFA), in Edmonton, Canada, è tornato a Vernon, da Marzo 2021, nella casa che fu dei Caetani, oggi sede del Caetani Center.

Sveva Caetani nacque a Roma il 6 agosto 1917 dal rapporto extraconiugale tra il principe Leone Caetani e Ofelia Fabiani.  Leone Caetani era sposato da 16 anni con Vittoria Colonna. Un matrimonio d’amore, ma i due consorti avevano caratteri, culture e modi di vivere molto diversi. Pian piano cominciarono a fare vite separate. Mentre Leone Caetani partecipava come volontario alla prima guerra mondiale Vittoria incontrò il grande pittore futurista Umberto Boccioni con il quale nacque una forte relazione durata poche settimane. Anche Boccioni partì per il fronte ma dopo pochi giorni cadde da cavallo e morì. Una tragedia. Vittoria aveva informato il marito di questa sua relazione.

Leone Caetani, tra i massimi studiosi di storia dell’Islam, aveva trovato in Ofelia, danzatrice appartenente a una facoltosa famiglia di Roma, più giovane di lui di molti anni, l’amore autentico e la pace che da tempo cercava. Dalla relazione nacque Sveva alla quale Leone non poteva dare il proprio cognome per le leggi italiane di allora, né ovviamente poteva divorziare.

Sveva, Ofelia e Leone Caetani
Sveva, Ofelia e Leone Caetani

Leone era uno degli uomini più ricchi d’Italia, ma anche socialista riformista, deputato nel Parlamento italiano, antifascista convinto. Contrario a Mussolini e al fascismo, decise di abbandonare l’Italia dove non poteva esprimere le proprie idee né dare alla figlia il suo prestigioso cognome. Decise di vendere i suoi beni e trasferirsi in Canada, nella British Columbia, visitata in gioventù. Leone, oltre a una decina di altre lingue parlava, perfettamente l’inglese. Si stabilì a Vernon nell’estate del 1921. Dopo alcuni anni lui e Sveva assunsero la cittadinanza canadese e Sveva poté finalmente avere il cognome Caetani.

Sveva figlia di Leone, XV duca di Sermoneta, venne fatta studiare a casa con l’aiuto di governanti inglesi scelte accuratamente dal padre. Sveva aveva quattro anni al suo arrivo a Vernon nella Okanagan Valley.  Visse tutta l’adolescenza come una principessa, quale in realtà era, con annuali viaggi in Europa, tra il 1922 e il 1933.
La crisi del 1929 devastò le fortune di Leone che aveva investito tutto in borsa. La vita della famiglia cambiò radicalmente. Terminarono i viaggi in Europa dove a Sveva erano stati fatti frequentare, per il talento mostrato nella pittura, artisti famosi e l’importantissima Academie Ranson di Parigi.

Sveva, nel 1925, con una gonna da balletto, cuffietta e scarpette da punta.
© Image Courtesy: Vernon Museum and Archives

Purtroppo Leone, colpito da tumore alla gola, morì a Vancouver nel 1935. Ofelia, madre di Sveva ne rimase devastata. Non uscì più di casa. Costrinse anche la figlia all’isolamento che durò venticinque anni. Sveva fu impegnata solo in lavori domestici. Dopo qualche tempo anche nel giardinaggio. Poté solo leggere una infinità di libri. La madre le impediva di scrivere e dipingere perché in quel campo non ne poteva controllare il pensiero.
Ofelia morì nel 1960 lasciando tutti i suoi beni alla chiesa cattolica. Sveva rimase senza risorse. Per fortuna il padre aveva intestato a lei la grande casa di Vernon. Con sorpresa, malgrado l’isolamento in cui Sveva era vissuta, la comunità rurale di Vernon amichevolmente l’aiutò. Le fu affidato un lavoro di insegnante nella scuola parrocchiale cattolica malgrado lei non avesse alcun titolo. Aveva solo frequentato per due anni un famoso collegio femminile di Vancouver. Insegnò francese ed altre discipline, mostrando d’essere insegnante particolarmente vocata.
Dopo alcuni anni affittò la casa di Vernon e anche con prestiti di amici, decise di andare a Victoria per prendere il titolo di studio delle scuole superiori. Frequentò l’università perfezionandosi nelle arti figurative per le quali aveva un talento particolare e acquisì i titoli necessari per insegnare. Malgrado l’età avanzata le fu facile perché aveva una vasta cultura. Parlava correntemente quattro lingue. Tornata a Vernon fu chiamata a Lumby, cittadina vicina, a insegnare arte alla Lumby’s Charles Bloom Secondary School. Fu insegnante assai innovativa. Amatissima dagli studenti e molto apprezzata dal distretto scolastico.  

Ritrovò l’amore per la pittura e la scrittura, sue vere passioni. Partecipò a mostre personali e collettive. Cominciò a scrivere la sua storia e quella della famiglia. Ma intorno al 1973 capì che era la pittura il suo più incisivo modo di esprimersi. Concepì un’opera grandiosa basata sulla struttura della Commedia di Dante che lei conosceva perfettamente. Sveva racconta in Recapitulation, il suo grandioso ciclo pittorico, la vita della sua famiglia e della sua visione del mondo come un viaggio in cui lei era Dante e il padre il suo Virgilio attraverso l’inferno, il purgatorio e il paradiso. Suoi antenati erano stati importanti studioso di Dante, suo padre ne era profondo conoscitore. Concepì e realizzò Recapitulation in 14 anni, 56 acquarelli con una tecnica personale, difficilmente ripetibile.

Nell’opera Sveva racconta la sua vita con un respiro cosmico. Non ha avuto eredi. Alla morte avvenuta il 27 aprile 1994 lasciò la sua grande casa e tutto quello che aveva, opere e archivio di famiglia, alla comunità di Vernon. Unica condizione: la casa doveva diventare un centro per artisti, soprattutto giovani, anche con la possibilità di risiedervi. Sveva è davvero un personaggio di grande valore intellettuale, di simbolica esperienza umana che vale la pena di conoscere profondamente e di far conoscere soprattutto alle nuove generazioni. Anche a Latina. La storia e l’opera sono un canto alla vita, una speranza positiva per il futuro. I suoi quadri, in particolare il ciclo Recapitualtion, sono di straordinaria bellezza e di forte significato simbolico.

Sveva davanti all’Acquarello ‘Wormanship”. Esperienza41

Pensieri per la Città – Un’Agorà per Latina è la nuova rubrica-contenitore della nostra rivista blog, LatinaCittà Aperta.
Abbiamo, infatti, voluto affiancare al nostro settimanale, che come sapete tratta di argomenti che potremmo un po’ pomposamente definire di “cultura generale”, uno spazio, un’agorà di riflessione e di approfondimento intergenerazionale su temi della città che ci ospita, Latina, non limitandoci ad essa.
Ci si propone di istituire qualcosa di vivo, un luogo di confronto e di approfondimento, gestito da giovani, donne e uomini, forze fresche e consolidate intelligenze, persuase che la partecipazione e il confronto siano i cardini della buona politica.

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