La Fisica Quotidiana: “Il libero arbitrio”

Oggi parleremo del “libero arbitrio”, un po’ di filosofia più che fisica..

Il 18 Settembre 2011, Il Corriere della Sera pubblicò un articolo dal titolo Esperimenti sul cervello rinforzano la tesi di Spinoza: il libero arbitrio in senso stretto è un’illusione.

Carlo Rovelli, uno dei più eminenti fisici italiani, scrisse un interessante articolo sull’argomento che qui mi permetto di riportare quasi integralmente, con una mia conclusione.

”Se alziamo un dito indice, decidendo liberamente se alzare quello destro o quello sinistro, niente e nessuno potrebbe prevedere, un secondo prima della decisione, quale dito alzeremo. Ne andrebbe della nostra libertà se l’esito della nostra decisione potesse essere previsto prima della nostra decisione.

Carlo Rovelli

Lo studio della natura ci insegna però che nulla accade senza una causa e, in generale, il mondo è deterministico, cioè il futuro è determinato dallo stato delle cose precedenti. Quindi se si potesse conoscere con precisione e dettaglio lo stato del mondo ad un certo istante si potrebbe prevedere in anticipo l’esito di quella che ci sembra una libera decisione.

 Il conflitto tra questa visione deterministica della natura e la nostra sensazione di libertà di scelta è il problema del libero arbitrio.

Una possibile soluzione del problema è presentata in una delle più belle pagine della filosofia di tutti i tempi: l’Etica di Baruch Spinoza.

Secondo Spinoza mente e corpo non sono entità diverse ma due modi diversi di concepire la stessa entità. Da dove viene l’illusione del libero arbitrio ? la risposta di Spinoza è semplice e dirompente: viene dal fatto che ignoriamo le cause complesse che ci hanno portato alla scelta. “Libero arbitrio” è il nome che diamo alle nostre azioni delle cui cause non siamo consapevoli.

Spinoza osserva che il nostro cervello è estremamente complesso, ma se potessimo conoscere in dettaglio il suo funzionamento, vedremmo che prima della “libera decisione” era già in corso una catena di eventi fisici che poteva avere un solo esito.

Baruch Spinoza

Oggi, 350 anni più tardi, la neuroscienza porta un sostegno alle idee di Spinoza.

 Al centro di Neuroscienza Computazionale di Berlino, Dylan Haynes ha usato la risonanza magnetica funzionale, cioè la macchina che “fotografa” l’attività elettrica del cervello,  per osservare l’attività cerebrale di persone che decidono. I soggetti dell’esperimento dovevano scegliere liberamente se premere un pulsante uno a destra o uno a sinistra. Il risultato sorprendente è che l’attività cerebrale precedente al momento della decisione, permette di prevedere con un anticipo di una decina di secondi quale decisione verrà presa. In altre parole, nel momento in cui decidiamo “liberamente” di premere il pulsante destro o quello sinistro, dentro il cervello la decisione è già determinata dalla biochimica e a nostra insaputa già da una decina di secondi prima. Sembra che succeda esattamente ciò che Spinoza aveva ipotizzato!

Le questioni aperte da tali esperimenti sono di carattere sia scientifico sia filosofico ed etico.

Per gran parte della filosofia contemporanea, il problema del libero arbitrio non si pone in termini di dualità mente-corpo come ipotizzato da Cartesio, secondo il quale la mente, residente nel cervello, agirebbe sul corpo attraverso una speciale ghiandola nel cervello.

Oggi molti filosofi non hanno difficoltà ad accettare la tesi spinoziana sul libero arbitrio. Ma se questo è illusorio cosa resta della responsabilità individuale? Se chi commette un crimine non ha deciso liberamente, dovremmo trattenerci dall’imprigionarlo? La risposta è ovviamente no, sia per difendersi da altre azioni criminali della stessa persona sia per prevenire azioni criminali di altre persone.

Ma tutti noi, anche di fronte all’evidenza di una macchina che prevede in anticipo quale dito alzeremo, possiamo accettare che il nostro libero arbitrio sia un’illusione? Oppure siamo troppo attaccati al nostro orgoglio di decisori per accettare l’idea?

Sul dilemma, Spinoza va giù piatto e nell’Etica scrive: “…….stento a credere che gli uomini possano riflettere su tutto ciò con equanimità, tanto sono persuasi che solo per comando della mente il corpo ora si muova, ora stia fermo…”

Noi preferiamo una via di fuga meno drastica: Il punto importante è che la nozione di libero arbitrio rimane utile ed efficace proprio perché non conosciamo le cause microscopiche complesse del nostro comportamento che resta di fatto imprevedibile. Ci piace pensare che è proprio questa imprevedibilità dell’umano agire, ovvero l’inconoscibilità delle cause primarie dell’agire e quindi di una realtà ultima della natura che potrebbe rivelarsi drammatica, che in migliaia di anni di evoluzione ha forgiato l’uomo per quello che è, con i propri piaceri e dolori, con i propri sentimenti, con la propria creatività artistica, letteraria e scientifica, in una parola con la propria unicità umana.


Luigi Catalani nasce a Norma (LT) nel 1946. Si laurea in Ingegneria Elettronica con indirizzo Calcolatori e Controlli Automatici nel 1975. E’ assunto da una società romana leader nel settore della Meccanottica di precisione occupandosi di progettazione elettronica e software di sistemi di Aereofotogrammetria per applicazioni cartografiche civili e militari. Nel 1980 è assunto da una primaria azienda Aerospaziale italiana come dirigente del reparto progettazione e sviluppo di apparati avionici di bordo per aerei ed elicotteri militari e civili. Nel 1988 passa alle dipendenze di una società romana leader nel settore dei sistemi di difesa avionica con l’incarico di Project Manager per diversi contratti internazionali per lo sviluppo e produzione di apparati destinati alle aeronautiche di Italia, Germania, UK e Spagna. Nel 2007,nella stessa società, conclude la sua carriera in qualità di Responsabile Commerciale degli stessi contratti.

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