Storia di un Amore, Piercamillo e Silvia

Secondo me, appena arrivato di là, la prima cosa che ha fatto è stato andare a cercare Pennacchi.
Ovviamente per litigarci.

Piermario era un amico.
Uno per il quale nutro talmente tanto rispetto e ammirazione che una volta, per non sbagliare, gli chiesi:
– Ma posso dire in giro che sono amico tuo?
Mi mancheranno gli interminabili scambi di messaggi.
Mi mancherà la sua ironia.
Mi mancheranno i pareri su tutto quel che provavo e provo a scrivere.
Perchè il suo parere era l’unico che veramente poteva influenzarmi.
Mi piace ricordarlo col post che scrissi riguardo la sua storia d’amore e che ho pubblicato la mattina di Natale.
Questa storia me la raccontò in una gelida serata di quasi inverno davanti ad una pizza.
Una storia bellissima.
Ma il destino si sa, sa essere un gran bastardo.
La mattina che pubblicai quel post temevo che m’avrebbe preso a calci.
Invece mi mandò un messaggio pieno d’affetto.
Uno di quei messaggi che conservo con gelosia…
Ciao Piermà.
Ci rivedremo.
Tanto sicuro starai dentro a qualche libreria.

Il Timavo è un fiume che sta dalle parti del confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia.
La sua particolarità è che nasce impetuoso come un fiume qualunque per poi sparire sotto terra per buona parte del suo percorso e riaffiorare limpido nei pressi del mare Adriatico dove sfocia.

Le foci del Timavo vicino a Trieste

Questo è un periodo di cene.
Puó capitare di trovarsi ad una cena dove magari conosci solo una parte dei commensali e tutto sommato neanche troppo bene.
Tipo l’altra sera.
Seduto tra una coppia con il lui alla mia sinistra e la lei alla mia destra. Una coppia piuttosto giovane (stanno assieme da solo tre anni) composta da due ragazzi non più giovanissimi che credo abbiano già tagliato il traguardo dei 60.

Lui lo conoscevo anche bene.
Un personaggio.
Piercamillo (che ovviamente non si chiama Piercamillo e che tutto sommato sarebbe più corretto chiamare PierPeppone).
Latinense come me.
Uno spirito brillante, una cultura sconfinata e un’ironia impareggiabile.
Uno da 300 libri letti ogni anno.

Tutta la serata a parlare con lui fitto fitto.
La sua ragazza, modenese.
Silvia (che non si chiama Silvia).
Compostezza padana e autorevolezza.
Ex dirigente scolastica.
Tosta e composta.
Composta fino al momento in cui sono usciti tutti gli altri commensali per fumare e al tavolo siamo rimasti solo io e lei.
Per vincere l’imbarazzo che si crea tra due che non si conoscono ho buttato li una domanda:
– Ma insomma. Tu modenese, lui di Latina. Come siete finiti assieme?
E li è iniziato il racconto.

– Sai… io e Piercamillo ci siamo conosciuti che avevamo 17 anni. Erano gli anni ‘70 e le nostre famiglie villeggiavano nella stessa località. Un incontro fortuito. Ma io mi innamorai perdutamente. Il mio primo amore. Una cosa devastante. Ci fidanzammo e la nostra storia andó avanti a distanza per qualche anno. Un amore fatto di francobolli e gettoni.

Fermi tutti!

Raccontare fatti è facile.
Quel che non si riesce a raccontare sono le sensazioni.
Silvia, quella tosta e composta, mentre mi parlava di questa storia era emozionatissima.
Le sue mani non la finivano di tormentare la tovaglia.

Nemmeno mi guardava in faccia, tanto era il trasporto.
La sua lotta tutta emiliana contro le R pareva la lotta tra un gatto e un gomitolo di lana.
Una tenerezza infinita.

Piercamillo, comunista e brillante non era visto di buon occhio dalla famiglia conservatrice e cattolica di Silvia.
Era pur sempre la fine degli anni ‘70.
La storia, osteggiata dalla famiglia di lei e dalla distanza,com’era logico, finì.
Silvia ne soffrì terribilmente.
I bivi della vita, poi, l’hanno portata a sposare un altro uomo.
Un bravo uomo che peró aveva un difetto enorme.

Non era Piercamillo.

Piercamillo invece finisce intrappolato in un matrimonio burrascoso concluso con un divorzio e seguito da una lunga convivenza con un’altra donna.
In quel momento, dalla pausa sigaretta, è ritornato Piercamillo.
Si è accorto che stavamo parlottando della loro storia e il suo viso s’è illuminato di un sorriso ebete.
Ha iniziato a smanettare sul telefono. Ha tirato fuori foto di foto.
Un bianco e nero di fine anni ‘70.
Silvia bellissima.
Piercamillo una faccia da mascalzone niente male.

La storia l’ha continuata lui.
– Ci siamo lasciati alla fine degli anni ‘70. E la vita ha preso la sua strada per ognuno di noi due.
Mi sforzavo di non pensare più a lei. Ma appena mettevo le mani sulla chitarra (Piercamillo è anche musicista) lei si materializzava nei miei pensieri. Sognavo ad occhi aperti di vedermela arrivare tra il pubblico. Di suonare per lei.

Con un balzo arriviamo a qualche anno fa.

Galeotto fu Facebook.
Piercamillo su Facebook c’è ma col telefono ci fa a botte.
Silvia invece, proprio non ha un buon rapporto coi social.
– Peró avevo un profilo.
Un profilo che usavo per lavoro.
(un profilo facebook per lavoro?)
Il profilo ovviamente le serviva per sbirciare che fine avesse fatto Piercamillo.
Che le donne, si sa, non dimenticano neanche dopo tutti questi anni.
Il racconto dei due a questo punto ha una discrepanza.
Non sono riuscito a capire chi dei due abbia trovato il coraggio di chiedere l’amicizia all’altro.
Ma sono abbastanza convinto che sia stata Silvia.

– Si ma non l’ho fatta a posta!

– Vabbè!

Quello che segue è quasi il presente.

Uno scambio fitto di messaggi.
Anche di notte.
E Piercamillo vi assicuro che è uno che con le parole, cazzo se ci sa fare.
La tenerezza di due ragazzi analogici che fanno a botte con la tecnologia per ritrovare un contatto.
– Mi alzavo anche di notte per vedere se lui m’aveva scritto qualcosa.
– Ma come i ragazzetti?
– Eh!
A questo punto, il contatto è solido e decidono che non possono lasciarsi scappare una seconda volta.
Silvia, fa pace con la sua educazione ferrea e divorzia.
Piercamillo pone fine alla sua relazione.

E finalmete l’amore riaffiora dal sottosuolo.

Una risorgiva del Timavo nei pressi di San Giovanni di Duino in Friuli Venezia Giulia

Un sottosuolo cavernoso lungo 30 anni.
Come il percorso del Timavo.
Che è un fiume il cui nome ha una notevole assonanza con le parole Ti Amo.

– E’ come se non ci fossimo mai lasciati. Io la vedo ancora come era nella foto.
Guarda quanto è bella…
Adesso, dopo tanto soffrire, assieme siamo tanto felici. Nonostante tutto.

Perchè la vita pone sempre dei nonostante tutto che non sto qua a raccontarvi.

Quello che invece mi piace raccontare sono gli occhi accesi di questi due ragazzi analogici.

Occhi giovani che hanno attraversato anni e kilometri di caverne per incontrarsi di nuovo e concedersi un’ultima felice e spero lunghissima corsa verso il mare.

In memoria dell’amico Piermario De Dominicis

Emiliano nasce a Latina sotto il segno del Sagittario.
Secondo Paolo Fox è una persona solare, fedele, ironica ma che tende agli sbalzi d’umore.
Per i nati nella terza decade di Novembre Il colore preferito è il celeste il numero è il 7.
(Però Paolo Fox non ci prende spesso, infatti a me piace il blu e il mio numero fortunato è il 7815).
Uomo coraggioso che da sempre convive con l’orribile pregiudizio che la gente gli ha attaccato addosso e cioè quello di essere un sex symbol e quindi solamente un involucro senza cervello.
Da sempre impegnato nel sociale si batte per il riconoscimento dei diritti dei cervelli degli uomini molto belli.
Come nella migliore tradizione dei Play Boy, ha 3 donne.
Due giovanissime e molto belle, hanno il suo stesso cognome e ricoprono il ruolo di figlie. La terza, quella meno giovane è una sorta di compagna-coinquilina-moglie co.co.pro. Anche lei impegnata nel sociale presiede un’associazione per il recupero degli uomini che credono di essere molto belli ma stupidi e che in realtà non sono per niente belli.
Nel tempo libero adora lavorare mentre nella vita generalmente va in bicicletta.

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