Good luck and goodbye

“Erasmo, è da una vita che non ci vediamo e tu mi accogli con quella faccia da funerale. Che è stato?

“Indovina un po’…”

“Mah, chi ti capisce. A proposito, hai sentito che Piermario il libraio ci ha lasciati? Non sarà…”

“Adelmo, la tua perspicacia riesce sempre a sorprendermi.”

“Ah, ecco. Ho sentito che stava male da un bel po’.

“Come se questa situazione possa essere di qualche aiuto o sollievo. Fino all’ultimo giorno è stato sul pezzo, mente lucida e voglia di scrivere.”

“Hai visto che pure quello che chiamava pennivendolo gli ha reso l’onore delle armi?
A modo suo, s’intende, ma pareva sincero.”

“Avevano una reciproca antipatia profonda, ma ora con chi si può polemizzare a quel livello?
Mancherà a tutti, amici ed avversari, perché la sua caratteristica è sempre stata una profonda onestà intellettuale. Si poteva non essere d’accordo, talvolta, ma la discussione rimaneva sui temi, senza trascendere e mantenendo intatto il rispetto personale. Ti pare poco?”

“Non so, io lo conoscevo solo di vista ma ispirava istintiva simpatia.

Competente come pochi qui da noi sulla letteratura mondiale, e se anche un marziano avesse scritto qualcosa lui l’avrebbe recensito, mettendolo magari sulla sua lavagnetta degli scrittori buoni o cattivi.
Ricordo che avevo ricevuto ottimi consigli di lettura, quando ancora aveva la libreria.”
“Quante situazioni disperate ha risolto… Se avevi un regalo da fare ed eri incartato sulla scelta, bastava andare da lui, fare il nome del festeggiato, e quasi sempre ti dava direttamente il titolo con la certezza che non fosse un doppione. Nei rari casi in cui non conosceva il destinatario, bastava una breve chiacchierata su gusti e interessi ed ecco che veniva fuori il titolo giusto. Libraio psicologo e scrittore sopraffino, dalla fantasia inesauribile.”

“Io l’avevo anche sentito suonare il folk celtico, se la cavava bene pure con la chitarra.”

“L’altra sua passione. Col fratello hanno messo in piedi un signor gruppo sopravvissuto ai cambi di moda. Hanno iniziato quando la gente confondeva Alan Stivell con Alan Sorrenti.
E poi, le collaborazioni internazionali e la chicca con Scorsese.
Rivediti “Quei bravi ragazzi” e vedrai anche il Piermario attore; per un paio di secondi, vabbè, ma diretto da Scorsese!”

“Mi stai dipingendo un artista poliedrico e un intellettuale con la I maiuscola. Peccato non averlo conosciuto di persona.”

“Peccato per te, sì.
A noialtri fortunati mancherà parecchio.
Andrà ricordato come si deve, con musica, letture e libri, le sue passioni.
Ma soprattutto con allegria, per quanto possibile, perché a lui avrebbe fatto piacere così.”

Erasmo dal Kurdistan è persona mutevole, con una spiccata tendenza alla tuttologia.
Vorrebbe affrontare la vita con leggerezza e ironia, ma raramente riesce a mantener fede a un impegno così arduo.
Scioccamente convinto di avere qualche dote letteraria (molto) nascosta, si prodiga nel vano tentativo di esternarla, con evidente scarsa fortuna.
Maniaco dell’editing e dell’interpunzione, segue un insano culto del punto e virgola (per tacere delle parentesi e delle amate virgole).
Tenta di tenere a bada una innata tendenza didascalica e quasi pedagogica pigiando sul pedale della satira di costume, ottenendo di comico solo il suo pio tentativo.
Il più delle volte si limita ad imbastire dimenticabili pipponi infarciti di luoghi comuni.

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