COMPIUTA GIACENZA

“Pronto, Arturo?”

“Sì?”

“Ciao, sono Pietro del frantoio…”

“Ciao!”

“Come va? Come sta Anna?”

“Meglio! Non sai che gioia vederla di nuovo in piedi! Hanno detto che da lunedì la portano per due settimane in un posto a far ginnastica e poi la fanno tornare a casa! Non vedo l’ora.”

“Bene! E con la Panda come è andata a finire?”

 

 

“Ho speso un occhio della testa ed ora è nell’ovile, in attesa di finire di pagare le rate della multa, poi si vedrà. Sono stato anche fortunato a trovare chi mi ha aiutato a capire dove andare e cosa fare.”

 

“Senti, io ho un problema con Equitalia, o come diavolo si chiama ora. Sembra che non ho pagato una multa. Ma tu lo sai che non riesco ad avere niente in sospeso, e che spesso ho pagato anche troppo… Mi sembra così strano. Secondo te a chi posso chiedere?

 

 

 

 

“Secondo me prova prima dai Carabinieri qui a Cori, anche se parlano un po’ difficile, alla fine cercano di spiegarti bene e ti danno un indirizzo o un numero di telefono.”

 

“Grazie, Arturo. A presto. E salutami Anna quando la vedi.”

 

Povero Arturo. Abbiamo fatto tante battaglie insieme, da quando eravamo ragazzi. Abbiamo lottato fianco a fianco per la terra, per la certificazione del prodotto e per un suo giusto prezzo, per ottenere un minimo di pensione e il riconoscimento del lavoro fatto. Però a lui è andata un po’ peggio; ancora a combattere per sbarcare il lunario, e poi con Anna così….

 

Io sono stato più fortunato. Certo, ho rischiato quando non mi sono fatto tentare da chi voleva farmi togliere gli olivi, e quando la malattia delle piante sembrava farmeli morire tutti, ma ora sto bene; non mi manca nulla e ho anche qualcosa da parte per non pesare sui figli.

Ed ora questa, come si chiama?… Cartella Esattoriale, mi infastidisce un po’.

 

 

 

Ho sempre pagato immediatamente qualsiasi cosa arrivasse a casa: multe, bollette, tasse e tutto il resto. Cosa può essere successo? Domattina seguo il consiglio di Arturo e vado dai Carabinieri.

….

Cavoli era una multa! Non ci posso credere!
Dopo una settimana di telefonate e file fuori da un ufficio giù a Latina, ho scoperto che mi avevano mandato una multa perché non avevo, come hanno detto “.. comunicato i dati del conducente..”.

 

Abbiamo capito che era quella volta che, per arrivare in tempo a coprire gli olivi prima della grandine che stava arrivando, mi avevano fotografato perché correvo troppo.

 

Non avevo neanche visto i poliziotti lungo la discesa, avevo troppa paura di perdere il raccolto delle olive. Ma l’avevo pagata subito, appena arrivata la raccomandata! Purtroppo non mi ero accorto di quell’altro foglio che era nella busta. Ma poi non era arrivato nient’altro e pensavo fosse tutto a posto.

 

Invece no. Sempre quella persona dell’ufficio di Latina mi ha detto che il postino aveva dichiarato che non mi aveva trovato a casa e aveva messo l’avviso nella cassetta, ma io non ero andato a ritirarlo alla posta. Come ha detto questa volta?… “Compiuta Giacenza”  …

 

Gianni, il postino, non mi ha mai lasciato niente “in cassetta”, semmai ripassa; lo sa che quella specie di scatola appesa al cancello io non la apro mai, anche perché ho perso le chiavi; sta lì solo perché c’è scritto il nome, se qualcuno mi cerca.

Dev’essere successo nel periodo in cui Gianni è stato male e hanno fatto venire di corsa un ragazzino per sostituirlo. Gianni non aveva avuto il tempo di istruirlo, come faceva di solito con chi veniva a dargli il cambio quando si prendeva qualche (raro) giorno di vacanza.

 

Risultato? Mi tocca pagare questa cartella esattoriale! Unica consolazione è che, se vado a chiedere agli Uffici dell’Esattoria di Latina, mi fanno pagare a rate; ma mi devo sbrigare, se no scadono i termini!

 

Si capisce al volo che tutta questa gente che parla di termini che scadono non conosce i ritmi di chi deve sottostare ai tempi della terra e ai capricci del tempo. Sì, sono stati tutti molto gentili, ma non riescono a capire.

 

Secondo me ci vorrebbe qualcuno che indicasse per ogni categoria di lavoratori quando è opportuno chiedere dei pagamenti.

 

Mi spiego.
A me, come coltivatore di olivi e proprietario di un piccolo (piccolissimo!) frantoio, possono far pagare dopo la raccolta delle olive.

Ad Arturo dopo la vendita degli agnellini a Natale e a Pasqua.
A Vittorio, giù a Doganella, che ha le serre per le verdure, dopo la vendita delle primizie.
A Pasquale, viticoltore e titolare di una piccola (anche questa  piccolissima) azienda vinicola, dopo la vendemmia o, magari, dopo la vendita del primo novello.

 

Lo so. È chiedere troppo. Ma un minimo di umanità, di comprensione e di elasticità non farebbe male a nessuno!

 

 

 

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