La Temperate House dei Kew Gardens a Londra

La Temperate House dopo il restauro  (foto: C. K. Bridgett 2018)

Dopo un lavoro di restauro durato 5 anni e costato l’equivalente di 45 milioni di euro, nel maggio scorso è stata riaperta al pubblico la Temperate House dei Kew Gardens, il grande giardino botanico di Londra.
La Temperate House è la più grande serra al mondo, costruita in epoca Vittoriana per ospitare le piante provenienti dalle zone temperate di tutto il mondo.
Tra di esse figurano degli esemplari rari e a rischio di estinzione, come per esempio l’Encephalartos woodii, una pianta che ormai si trova solamente nei giardini botanici e nelle collezioni private.

Un esemplare di Encephalartos woodii, pianta originaria della foresta di Ngoye nel KwaZulu-Natal (Sudafrica), e che oramai è estinta in natura.

La Temperate House sorge su un terrapieno rilevato e si compone di un padiglione centrale collegato a due ali laterali per mezzo di due sale di forma ottagonale.
Si sviluppa su un’area di quasi 5.000 metri quadrati e nel suo punto più alto raggiunge i 19 metri di altezza. 

Temperate House, Kew Gardens: ingresso principale  (foto: C.K. Bridgett 2018)

La serra fu progettata in epoca Vittoriana dall’architetto Decimus Burton, al cui nome è legata anche la Palm House dei Kew Gardens (quest’ultima frutto di una collaborazione tra Burton e l’imprenditore irlandese Richard Palmer).

Decimus Burton:
l’architetto del “Greek Revival” inglese

Decimus Burton

Nato a Londra nel 1800, Burton era il decimo figlio di James Burton, un imprenditore edile di gran successo.
Giovanissimo cominciò ad imparare il mestiere di architetto nello studio del padre, frequentando allo stesso tempo i corsi della Royal Academy of Arts a Londra.
Il suo grande talento fu riconosciuto subito, tanto che nel 1821 John Nash, l’architetto e urbanista, responsabile per il piano del Regent’s Park e di Regent Street a Londra, gli diede incarico di progettare le facciate delle sontuose ville che si affacciavano su Cornwall Terrace nel Regent’s Park. Bisognerebbe anche aggiungere che Nash doveva un gran favore al papà di Decimus, James Burton, che l’aveva salvato dal fallimento durante la progettazione di Regent Street.

Decimus Burton divenne in seguito famoso quale massimo rappresentante del “Greek Revival” in Inghilterra.
Instauratosi tra il 1780 e il 1790 nell’Europa e nell’America settentrionale, lo stile neogreco si ispirava all’architettura della Grecia antica, utilizzando in particolar modo elementi stilistici derivati dal tempio greco classico.
Burton fu tuttavia influenzato anche dall’architettura romana.
Tra le sue opere, che comprendono l’Athenaeum Club e l’arco di Wellington a Londra, va infatti annoverato anche il London Colosseum, un edificio ispirato al Pantheon di Roma che sorgeva una volta sul lato Est di Regent’s Park.

L’Athenaeum Club nel 1830 .  Incisione di James Tingle (1801-1858) tratta da uno studio originale di Thomas Hosmer Shepherd.

Burton si dedicò in seguito alla progettazione urbanistica e architettonica di Fleetwood, sulla costa nord-occidentale inglese, e di St-Leonards-on-Sea, un’elegante cittadina sulla Manica fondata dal padre.
A Tunbridge Wells nella contea del Kent creò il quartiere di Calverley. Questi ultimi sviluppi della sua carriera non furono molto apprezzati dagli architetti suoi contemporanei, che lo accusarono di aver sacrificato la qualità a vantaggio della quantità.

Dopo la morte, avvenuta nel 1881, Burton fu pressoché dimenticato per decenni, non solo perché lo stile di cui era stato l’interprete principale era considerato ormai fuori moda, ma anche perché la maggior parte delle carte personali e professionali che ne avrebbero potuto documentare la carriera, furono vendute e disperse dagli eredi.
La sua grandezza è tuttavia chiaramente dimostrata dagli edifici da lui progettati, soprattutto quelli a Regent’s Park e a Hyde Park.

La Grand Entrance  in pietra di Portland a Hyde Park. Disegnata da Decimus Burton e scolpita da John Henning Junior (ca.1825),
è classificata come edificio di eccezionale interesse architettonico.
(foto: Claire Ward, CC BY-SA 2.0,)
 

Il fascino della serra Vittoriana

Relegate lungamente ad un piano secondario rispetto al resto dell’opera, le serre progettate da Burton sono oggi considerate un aspetto importante della sua attività professionale.
Viste con l’ottica contemporanea, queste costruzioni futuristiche paiono quasi anticipare la rivoluzione dello stile moderno, rappresentando il felice connubio tra arte e forma, architettura e ingegneria.

Temperate House: vista del padiglione centrale (foto: C.K.Bridgett 2018)

L’architettura della Temperate House, come quella della Palm House, appartiene alla tradizione dei palazzi di vetro fondata da John Paxton, giardiniere capo a Chatsworth nell’Inghilterra settentrionale e pioniere di strutture in ferro battuto e vetro.
La loro costruzione fu resa possibile ai primi dell’800 non solo dall’introduzione di nuovi metodi per la produzione di acciaio, ghisa e vetro a basso costo, ma anche dall’invenzione del riscaldamento centrale mediante vapore e acqua molto calda.

Tra le attrazioni della Temperate House c’è anche una piccola cascata (foto: C.K.Bridgett 2018)

Le serre di Kew furono create in parte per soddisfare il crescente entusiasmo degli inglesi per le piante esotiche e tropicali che arrivavano in gran quantità da ogni angolo dell’Impero Britannico.
Ma lo scopo principale non era tanto ricreativo, quanto economico: quello di facilitare lo studio e la coltivazione di piante esotiche che potevano avere un valore commerciale per l’Impero.
Durante il periodo Vittoriano i giardini botanici di Kew contribuirono in maniera significativa allo sviluppo della botanica economica.
Negli anni ‘50 dell’800, per esempio, uno dei giardinieri addestrati a Kew riuscì ad introdurre l’ananas in Giamaica, dando così l’avvio ad un’industria ortofrutticola che ha oggi un peso rilevante sull’intera economia del paese.

Nello stemma della Giamaica si possono notare ben 7 ananas: cinque nella croce e due nel cesto della donna

La costruzione della Temperate House iniziò nel 1859, lo stesso anno in cui Darwin pubblicò L’origine delle specie.
Il piano di Burton prevedeva che la serra sarebbe stata la prima cosa che i visitatori avrebbe visto una volta usciti dalla stazione ferroviaria, allora ancora allo stato di progetto.
Quest’ambizione non fu mai realizzata, tuttavia, perché la stazione di Kew fu spostata di 500 metri dalla sua collocazione originaria.
Il povero Burton non riuscì nemmeno a vedere il compimento della sua opera.
Il padiglione centrale aprì al pubblico nel 1863, ma per mancanza di fondi il progetto fu ultimato solo nel 1899, quasi trent’anni dopo la sua morte.

Col passare del tempo i materiali innovativi usati da Burton risultarono problematici.
Le continue infiltrazioni d’acqua rovinarono le parti di ferro e legno, tanto da richiedere notevoli interventi strutturali.
Chiusa per restauri nel 1979, la Temperate House fu riaperta nel 1982 dalla Regina Elisabetta, ma nel 2013 lo stato di corrosione della struttura in ferro ne causò di nuovo la chiusura.
Il lavoro di restauro portato a termine nel 2018 ha comportato il consolidamento della struttura, la riparazione o sostituzione di 15.000 pannelli di vetro, il restauro di urne e statue decorative, la riapertura degli sbocchi di ventilazione, l’ampliamento dell’area centrale e la rimozione di ben 13 strati di vernice dalle strutture in ferro.
Moltissime delle enormi piante che l’affollavano sono state rimosse e sostituite con esemplari più giovani e piccoli, in modo da consentire a nuove piante di crescere, e ai visitatori di apprezzare in tutto il suo splendore l’incredibile struttura di metallo.

Padiglione centrale: una delle scale a chiocciola che conducono alla galleria superiore  (foto: C.K. Bridgett 2018)

Il lavoro di restauro è stato lungo, costoso e impegnativo, ma ne è certamente valsa la pena.
Non solo si è raggiunto l’obiettivo di conservare un edificio storico di grande valore, ma anche quello di salvaguardare un patrimonio botanico senza pari al mondo.

Veduta invernale dei Kew Gardens. Da sinistra verso destra si notano il People and Plants Museum, la torre del Victoria Gate, la Palm House e la Waterlily House
(©Di Patche99z – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5856810)

Ornella Moscucci è storica della medicina ed esperta dell’Età Vittoriana, ha al suo attivo alcuni saggi e diverse pubblicazioni per prestigiose riviste accademiche britanniche.
Nata e cresciuta a Roma, da più di 40 anni è residente  a Londra.

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