Fase 1 bis

Per corrispondenza mail

Latina, 04/05/2020

Caro Erasmo, ho tante di quelle cose da dirti che a messaggini non finiamo più. Provo quindi con questa mail, sperando che tu riesca a leggerla presto.

Come forse saprai, qui da noi è stato ufficialmente dichiarato l’inizio della fase 2 di rientro dalla pandemia, ma con tali e tante restrizioni ancora in vigore che più di qualcuno l’ha rinominata “Fase 1 bis”.
Sotto le insegne “la salute innanzi tutto” vengono emanate grida manzoniane di una tale illogicità da lasciare sbalorditi.

Penso sia evidente a tutti che continuare a tenere bloccata l’economia dell’intero Paese possa portare a conseguenze ancora più gravi, in termini sociali, rispetto ai danni del virus. E però l’idea che ci siano rischi necessari e rischi superflui, per cui con decreto si decide cosa sia rinunciabile per tutte le persone, mi lascia molto perplesso. Senza contare che sono proprio le Regioni maggiormente colpite a chiedere più libertà di movimento, quando probabilmente non sarebbe sbagliato ragionare per località, a seconda dello stato di rientro dall’epidemia.

Prendiamo il caso, per me particolarmente doloroso, della chiusura delle spiagge. Con la scusa che manca il personale per effettuare i controlli, si chiude per tutti. Quando non dovrebbe essere difficile capire che il distanziamento all’aperto è molto meno pericoloso di quello al chiuso, ad esempio in un autobus. Che poi, mi sai dire quando mai si è visto, dalle nostre parti, un assembramento tale da impedire il distanziamento prescritto, anche nella più soleggiata delle domeniche di maggio?

Per non mandare quattro agenti a fare una passeggiata al mare (che in una mattinata si fanno avanti e indietro tutto il litorale) si chiude per tutti.
O meglio, passeggiare forse sì, prendere il sole sicuramente no, fare il bagno solo se l’acqua non è fredda e solo dopo tre ore dal pasto, purché poi si corra a casa ad asciugarsi, che in spiaggia non si può. Dall’altro lato si ridà il via ai mezzi pubblici, anche nelle grandi città, facendo appello alla responsabilità e alla prudenza dei cittadini. In estrema sintesi: gli stessi cittadini, responsabili sui bus, improvvisamente rincretiniscono in spiaggia. Colpa dello iodio?

Vogliamo parlare degli aiuti e del sostegno economico alle persone e alle aziende in difficoltà? A sentire i media, ogni settimana vengono sparati decreti con qualche decina di miliardi di euro stanziati. Ma questi fondi vengono poi effettivamente erogati? Pare proprio di no, per ammissione dello stesso Governo. Mancherà un bollo tondo o forse è finito l’inchiostro. Fa tenerezza sentire il Premier dire, solo adesso, di voler sburocratizzare: è la favola più narrata degli ultimi anni.
Nel frattempo il suo Governo, da che è iniziata l’emergenza, ha emanato più di un decreto al giorno, tra DPCM e decreti ministeriali. E ti risparmio la telenovela sui congiunti o, molto più serio, il problema delle scuole.

© Paolo Moisello – 4 Maggio 2020 –

Voglio lasciarti con un barlume di speranza. Qualche tempo fa (lo scorrere del tempo in quarantena non è lineare) una ragazzina è assurta agli onori della cronaca perché, dopo aver esposto al cancello di casa il cartellone “Andrà tutto bene” con arcobaleno d’ordinanza, ha successivamente aggiunto un nuovo cartello personale, dissociandosi dal primo e sostenendo che, con tutti quei morti, non si poteva certo dire che andava tutto bene. Notizia tanto ghiotta da meritarsi un’intervista al tg: una serena ragazzina di 10 anni, con proprietà di linguaggio e senza tradire emozione, confermava la sua riflessione. Tanta retorica patriottarda buttata alle ortiche in trenta secondi.

Mi piacerebbe ricevere una tua opinione; mi mancano i nostri dibattiti con te nella parte del confutatore di qualunque mia affermazione, pronto a portare un altro punto di vista. Senza contradittorio qualunque discorso manca di profondità. Fatti vivo, se puoi.

Il tuo sincero amico Adelmo.

Kurdistan iracheno, 06/05/2020

Caro Adelmo, ti ringrazio per queste tue considerazioni, e già questo dovrebbe sorprenderti un po’.
Inizio dalla fine, per una riflessione scontata, quasi un luogo comune: da che mondo è mondo, solo i bambini sanno dire che il re è nudo. Cosa vuoi che vada bene, con quasi trentamila vittime: in media (se questo concetto avesse mai un senso, parlando di vite umane) ogni giorno più morti di quelli causati dagli ultimi terremoti in centro Italia; per due mesi. E non è che le macerie economiche, perché meno visibili, siano più semplici da rimettere in piedi.

Sulle contradizioni al limite della schizofrenia, rientra nel marasma di una situazione senza precedenti. Le pubbliche autorità con velleità paternaliste sono la risposta che spesso viene semplicisticamente data in tempi di crisi. In teoria bisognerebbe fare maggior affidamento sulla maturità e ragionevolezza delle persone, trattandole da adulte non solo quando si tratta di mandarle a lavorare, quale mero fattore della produzione.
Solo che… ma ti guardi intorno?
E allora divieti per tutti, senza distinzioni e senza possibili interpretazioni. Sarà interessante vedere le conseguenze di questa nuova fase, lanciata con messaggi a dir poco ambigui. Se le cose non andranno male, lentamente si tornerà ad una presunta normalità, tutti tesi ad archiviare quanto prima questa sfortunata parentesi; e non mi farei grosse illusioni sull’eventualità di averne compreso la lezione. Ma se non andrà come si spera, tutti, a partire da quelli che predicano la più ampia libertà di scelta, diventeranno spietati accusatori di chi ha permesso di allentare la quarantena.

Sulla burocrazia paralizzante sai di aprire una porta già spalancata. L’anello di raccordo tra decisione politica ed attuazione amministrativa è sempre più lasco e meno efficiente. In una situazione come questa si potrebbe parlare di crudeltà colposa ai danni degli aventi diritto: prova a metterti nei panni di chi, avendo diritto ai sussidi o ai finanziamenti, sente ogni giorno di nuovi finanziamenti disponibili e di crescita del debito pubblico, senza però aver visto un euro.
Una domanda potrebbe sorgere spontanea:

“ma che, ce l’hanno con me?”.

Questo immobilismo agevola due derive potenzialmente devastanti: lascia ampio spazio alla criminalità e alle sue ingenti somme di denaro da riciclare; aggiunge combustibile ad una situazione sociale già precaria, che alla prima scintilla potrebbe esplodere.

Quindi probabilmente, per tornare da dove abbiamo iniziato, dopo un tempo che non sappiamo, per molti andrà tutto bene o quasi.
Ma certamente non per tutti.

A presto rivederci, spero.

Erasmo

Tanto il vostro Erasmo dal Kurdistan vi doveva, senza nulla a pretendere.

Erasmo dal Kurdistan è persona mutevole, con una spiccata tendenza alla tuttologia.
Vorrebbe affrontare la vita con leggerezza e ironia, ma raramente riesce a mantener fede a un impegno così arduo.
Scioccamente convinto di avere qualche dote letteraria (molto) nascosta, si prodiga nel vano tentativo di esternarla, con evidente scarsa fortuna.
Maniaco dell’editing e dell’interpunzione, segue un insano culto del punto e virgola (per tacere delle parentesi e delle amate virgole).
Tenta di tenere a bada una innata tendenza didascalica e quasi pedagogica pigiando sul pedale della satira di costume, ottenendo di comico solo il suo pio tentativo.
Il più delle volte si limita ad imbastire dimenticabili pipponi infarciti di luoghi comuni.


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Un commento su “Fase 1 bis

  1. Il covid 19, come il bambino citato, ha messo a nudo il sistema economico, sociale, politico, imprenditoriale facendolo crollare. Ha evidenziato la fesseria dell’autonomia regionale, del federalismo, della globalizzazione, dell’incapacità di un’intera classe dirigente. Chi vuole tornare alla “normalità” ante covid vuole spingere verso il suicidio collettivo. Lo sviluppo sostenibile non esiste. Esiste l’idiozia delle grandi opere, dei riti collettivi. L’uomo ha dimenticato cosa lo ha portato all’evoluzione facendolo regredire. Bisogna ripartire dall’unica economia possibile dal punto di vista umano e naturale. Il resto è innaturale o disumano. A noi la scelta.

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