Ottimismo, di Alessandro Bergonzoni

Ottimismo

Sperar che le cose cambino senza cominciar nessuna metamorfosi,
dir che un film è bello perchè non ci son parolacce
(sarebbe come dire che una persona è bella perché non rutta),
creder i cretini innocui e continuar a lasciarli fare
perchè non si può giudicare,
piangere sul latte versato senza cambiare mucche.

Alessandro Bergonzoni

Alessandro Bergonzoni nasce a Bologna il 21 luglio del 1958. È un attore di teatro italiano, scrittore e drammaturgo, comico e cabarettista. E’ famoso per il suo stile surreale che lo vede giocare con le parole, accostando elementi, suoni e oggetti impensabili, con il fine di suscitare il riso e un’ilarità intelligente e grottesca. È, grazie al suo stile, uno degli interpreti più interessanti del panorama italiano del teatro dell’assurdo. Da ragazzo frequenta l’Accademia Antoniana e, contemporaneamente alle sue passioni, studia giurisprudenza, conseguendo la laurea. All’età di ventiquattro anni inizia a collaborare con Claudio Calabrò, regista teatrale e attore. È il 1982 quando debutta in teatro, con un’opera scritta da lui e intitolata “Scemeggiata”. L’anno dopo continua sullo stesso fil rouge, lavorando all’interno dei testi e delle parole stesse, scardinando i significati abituali e cercando sempre nuove trovate drammaturgiche. “Chi cabaret fa per tre”, spettacolo del 1983, testimonia senz’altro la sua ricerca, bissata nel 1984 con “La regina del Nautilus”. È l’assurdo, in questi primi spettacoli teatrali, l’elemento comune della ricerca artistica di Alessandro Bergonzoni. al 1985 comincia anche la sua attività in radio e, l’anno dopo, anche nel piccolo schermo. Nel 1986 infatti prende parte al programma televisivo trasmesso da Rai Uno “Il bello della diretta”, ma è con lo spettacolo “Non è morto nè Flic nè Floc”, del 1987, Alessandro Bergonzoni si fa conoscere a livello nazionale, guadagnandosi i primi riconoscimenti, come la “menzione speciale” della critica al Premio I.D.I. Nel 1989 esce il suo primo libro, “Le balene restino sedute”, vincitore nel giugno dell’anno successivo della Palma D’Oro di Bordighera come miglior libro comico dell’anno.

Fresia Erésia è l’eteronimo dietro il quale si cela una poetessa eretica per vocazione, un animo sensibile che ha trovato libera espressione solo attraverso la scrittura poetica.
Pensare in versi sciolti è ciò che le riesce meglio: poesie, aforismi e suggestive metafore per lo più si perdono tra nuvole di pensieri e solo a volte si fermano sulla carta per restare.
Scoperta per caso da un anziano poeta che era in cerca della sua Musa, Fresia viene riconosciuta per alcuni versi giovanili come un talento naturale del genere “diamante grezzo non ancora lavorato”.
La poetessa è solita affermare però che il peggio che le potrebbe capitare sarebbe proprio di finire sfaccettata su commissione da un talent scout seriale, per questa ragione mantiene l’anonimato e non si mostra mai in pubblico.


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