La Fisica Quotidiana: “Il vantaggio competitivo della sudorazione”

Perché la locomozione bipede e la sudorazione hanno reso l’uomo il miglior cacciatore del mondo animale?

L’invenzione delle armi da lancio a lungo raggio per la caccia di prede di cui cibarsi è avvenuta qualche decina di migliaia di anni fa in Africa.

Negli oltre centomila anni precedenti, i nostri antenati avevano due modi per procurarsi la carne di cui nutrirsi: rovistando tra gli avanzi lasciati dai predatori animali più efficienti e, soprattutto, catturando le prede dopo averle inseguite a piedi. Gli esseri umani ebbero successo in questa ultima modalità di caccia grazie, in gran parte, a due vantaggi competitivi derivanti dalla evoluzione verso la condizione di bipedi.

Il primo vantaggio è la modalità di respirazione. Un quadrupede può fare solo un singolo respiro durante un ciclo di corsa perché il torace deve assorbire il colpo che riceve dalle zampe anteriori. Noi bipedi, invece, possiamo controllare il ritmo di respirazione durante la corsa e quindi amministrare più efficacemente l’energia a disposizione.

Il secondo vantaggio (il più importante) è il nostro meccanismo della regolazione della temperatura corporea, che ci permette di fare quello che i leoni o altri quadrupedi non possono fare: correre per lunghi periodi di tempo, a gran velocità e con temperature ambientali elevate.

Ovviamente stiamo parlando di una corsa di lungo termine di un uomo all’ inseguimento di un leone e non del viceversa, perché nel breve termine il leone ci raggiunge e ci sbrana! Il vantaggio dell’uomo nella corsa di lungo termine dipende dalla sudorazione.

I due quadrupedi di grandi dimensioni più utilizzati come mezzi di trasporto sono il cavallo e il cammello.

Infatti essi traspirano abbondantemente rispetto agli altri quadrupedi: in un’ora, un cavallo può perdere 100 g. di acqua per metro quadrato di pelle, un cammello 250 g., ma un uomo perde fino a 500 g., sufficiente a disperdere fino a 700 Watt di calore, con picchi 4 volte superiori nel breve periodo. In altri termini la sudorazione ci permette di spendere energia per lunghi periodi tempo. Inoltre, abbiamo un altro vantaggio dovuto alla dispersione di acqua con la sudorazione: non abbiamo bisogno di reintegrare immediatamente l’acqua dispersa grazie all’alta tolleranza del corpo umano alla disdratazione temporanea, a patto di reintegrarla successivamente. I migliori maratoneti consumano circa 200 g. di acqua all’ora di corsa. Sono questi vantaggi che hanno consentito all’uomo primitivo di diventare un ottimo predatore diurno, anche alle temperature più calde. Non potevamo superare in velocità sulla breve distanza una antilope, ma potevamo inseguirla per una giornata fino a che, esausta, non collassava.

Ci sono molti casi documentati di inseguimento su lunghe distanze. I Tarahumara, leggendari corridori della Sierra Madre occidentale messicana, potevano superare nella lunga distanza un cervo.

Più a Nord, nel Nuovo Messico e in Arizona, gli indiani Navajo cacciavano l’Antilocapra (il più veloce quadrupede americano) rincorrendolo fino a portarlo allo sfinimento.

E in Australia, alcuni aborigeni erano in grado di battere nella corsa i Canguri.

Questi antichi corridori avrebbero avuto un vantaggio anche rispetto ai corridori moderni che usano costose scarpe da corsa. Essi infatti correvano a piedi nudi, cosa che consentiva un risparmio energetico del 4% (non poca cosa nelle lunghe distanze), ma che consentiva anche di ridurre il rischio di lesioni gravi alle caviglie e ai polpacci. Insomma nella corsa per la vita gli umani non sono i più veloci ma grazie alla sudorazione sono i più efficaci.


Bibliografia:
“100 cose essenziali che non sapevate di non sapere” – John Barrow – Saggi Mondadori

Luigi Catalani nasce a Norma (LT) nel 1946. Si laurea in Ingegneria Elettronica con indirizzo Calcolatori e Controlli Automatici nel 1975. E’ assunto da una società romana leader nel settore della Meccanottica di precisione occupandosi di progettazione elettronica e software di sistemi di Aereofotogrammetria per applicazioni cartografiche civili e militari. Nel 1980 è assunto da una primaria azienda Aerospaziale italiana come dirigente del reparto progettazione e sviluppo di apparati avionici di bordo per aerei ed elicotteri militari e civili. Nel 1988 passa alle dipendenze di una società romana leader nel settore dei sistemi di difesa avionica con l’incarico di Project Manager per diversi contratti internazionali per lo sviluppo e produzione di apparati destinati alle aeronautiche di Italia, Germania, UK e Spagna. Nel 2007,nella stessa società, conclude la sua carriera in qualità di Responsabile Commerciale degli stessi contratti.

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