Poesie a margine: “Anima della vita” di Georg Trakl

Anima della vita

Sfacimento che molle il fogliame oscura,
dimora nel bosco il suo vasto silenzio.
Un borgo sembra quasi spettralmente
chinarsi.
Della sorella la bocca sussurra in neri
rami.
Il solitario presto scivolerà via,
forse un pastore per sentieri oscuri.
Una fiera esce lieve dalle arcate degli
alberi,
mentre i cigli si ampliano dinnanzi al
Divino.

L’azzurro fiume scorre dolcemente,
nuvole si mostrano a sera;
anche l’anima in silenzio angelico.
Tramontano immagini passeggere.

Georg Trakl

Georg Trakl (Salisburgo 1887 – Cracovia 1914) poeta austriaco. Dapprima influenzato da Baudelaire e dai simbolisti, T. trovò ben presto una propria via autonoma che anticipa molti degli esiti più significativi della poesia novecentesca, a partire dall’espressionismo. Pubblicò nel 1913 un volume di Gedichte, ma grossa parte della sua produzione è stata pubblicata postuma. Dai suoi versi visionari e lacerati promana uno sconsolato senso di solitudine, di decadenza, di estraneità, in un alternarsi di oscuri sentimenti di colpa (spesso legati all’immagine della sorella Margarete, per la quale Trakl nutriva un affetto forse incestuoso) e di speranze di redenzione. Già ammirata da K. Kraus, da R. M. Rilke e da L. Wittgenstein, la lirica di Trakl è stata oggetto di una progressiva rivalutazione, nella quale non poca parte hanno avuto le interpretazioni di M. Heidegger. Postume, oltre a varie raccolte (Der Herbst des Einsamen, 1920; Gesang des Abgeschiedenen, 1933; Aus goldenem Kelch, 1939; Offenbarung und Untergang, 1947; Helian, 1963) sono state pubblicate alcune edizioni complessive (Gesammelte Werke, 4 voll., 1956; Das gesamte Werk einschliesslich der Briefe, 2 voll., 1969; Das dichterische Werk, 1972); tra le edizioni italiane si ricordano Poesie (1949) e Le poesie (1983).

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