Poesie a margine: da “Le campane” di Silvia Bre

da “Le campane” di Silvia Bre

La parola è un impiglio, poi
crolla
come ogni monumento
e l’incontro si scioglie
(nell’ingorgo dei suoni
s’incaglia
un attimo di senso
e l’attimo nel suono pare
eterno


smette quando
di colpo lo convince
la deriva del tempo lì attorno)


non esiste altro evento che questo
che la vita di ognuno apparsa
nella croce che la toglie.

Silvia Bre

Silvia Bre (Bergamo, 1953) è una scrittrice, poetessa e traduttrice italiana. Le sue poesie sono tradotte in francese, inglese, spagnolo, olandese, serbo-croato, sloveno, ungherese, coreano. ha pubblicato nel 1990 la raccolta di poesie I riposi (Rotundo editore), nel 2000 ha tradotto per Mondadori il Canzoniere di Louise Labè, nel 2001 ha vinto il premio Montale con la raccolta Le barricate misteriose (Einaudi); Marmo (Einaudi, 2007) le è valso il Premio Viareggio per la poesia. Con nottetempo ha pubblicato Sempre perdendosi, portato con successo a teatro da Alfonso Benadduce.

Fresia Erésia, eteronimo di una poeta la cui identità è sconosciuta. Vive in subaffitto nella di lei soffitta, si ciba di versi sciolti, di tramonti e nuvole di panna. Nasconde le briciole dei tetti sotto la tovaglia e i trucioli di limature di strofe sotto il tappeto. Compone e scompone, mescola le carte, si cimenta e sperimenta.

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