L’ombra di Vicente Huidobro

L’ombra

L’ombra è un lembo che si allontana
Verso altre spiagge.

Nella mia memoria un usignolo piange

Usignolo delle battaglie
Che canta tra i proiettili

Quando non bagneranno più di sangue la vita.

La stessa luna ferita
Ha una sola ala

Il cuore ha fatto il suo nido
In mezzo al vuoto

Comunque
Ai confini del mondo fioriscono le querce

E la primavera arriva con le rondini.

Vicente Huidobro

Huidobro nacque a Santiago del Cile nel 1893 in una famiglia benestante e piuttosto stimolante, per l’epoca, la madre, María Luisa Fernández Concha, era un’attivista femminista. Visse per molti anni a Parigi dove conobbe Reverdy, Apollinaire, Arp, Picasso, e altri esponenti dell’avanguardia d’inizio secolo. Considerato fra i quattro maggiori poeti cileni di sempre insieme a Neruda, De Rokha e Mistral, Huidobro fu sempre impegnato politicamente. Nel 1932 tornò in Cile dove iniziò a fare politica con il Partito Comunista cileno. E divenne un così’ convinto sostenitore che decise poco dopo di partire per la Spagna per partecipare alla guerra civile contro i franchisti.
Quegli anni furono caratterizzati da una sua significativa militanza antifascista e dai contrasti con Pablo Neruda. A metà degli anni Quaranta tornò in Europa, scrivendo le sue cronache sia da Parigi che da Berlino, a fianco delle truppe alleate. Nel 1947 venne colpito da un ictus a Cartagena. Morì il 2 gennaio del 1948.

Fresia Erésia, eteronimo di una poeta la cui identità è sconosciuta. Vive in subaffitto nella di lei soffitta, si ciba di versi sciolti, di tramonti e nuvole di panna. Nasconde le briciole dei tetti sotto la tovaglia e i trucioli di limature di strofe sotto il tappeto. Compone e scompone, mescola le carte, si cimenta e sperimenta.

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