Contagio di Lynda Hull

Contagio

L’aria s’impaluda, statica, surriscaldata,
il genere di clima che manda a picco una città
prima di una pestilenza. Uno stormo febbrile di storni
flette i rami robusti della quercia, strepita e
stride: sesso, sesso! Le foglie bruciano
infiammate come le guance dell’eroina tisica
nelle pagine di un romanzo dell’800
che leggi davanti alla finestra spalancata. Muore
così miserevolmente; il suo bello aristocratico
porta orchidee al reparto isolamento dell’ospizio
troppo tardi perché possano importare. Lei tossisce.
Tu chiudi il libro. L’aria adesso si macchia
di fumo, i contadini liberano dalle stoppie
i campi, in questa tetra provincia del bruciare.

Lynda Hull

Lynda Hull (5 dicembre 1954 – 29 marzo 1994) era una poetessa americana. Aveva pubblicato due raccolte di poesie quando è morta in un incidente d’auto nel 1994. Un terzo, The Only World, è stato pubblicato postumo dal marito, il poeta David Wojahn, ed è stato finalista per il National Book Critics Circle Award del 1994

Fresia Erésia, eteronimo di una poeta la cui identità è sconosciuta. Vive in subaffitto nella di lei soffitta, si ciba di versi sciolti, di tramonti e nuvole di panna. Nasconde le briciole dei tetti sotto la tovaglia e i trucioli di limature di strofe sotto il tappeto. Compone e scompone, mescola le carte, si cimenta e sperimenta.

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