La terra delle mandorle amare di Basir Ahang

La terra delle mandorle amare

Quando infine
anche la primavera giunge
respirano i mandorli in fiore
lieti celebrano la sopravvivenza
e in profondità nei polmoni aspirano
per un’ultima volta
l’aria fredda delle terre montuose

Hazaristan
la terra delle mandorle amare

Quando infine
anche la primavera giunge
i fanciulli della mia terra
celebrano la vittoria sulla morte
in alto sulle montagne di Nili
in modo che i loro desideri
risplendano ancora più intensamente
e le loro barchette di carta
attracchino incolumi a Helmand

Quando infine
anche la primavera giunge
grande è il timore
che assieme agli altri
sboccino i fiori della morte
e che a Helmand o Kandahar
per un’ultima volta si orchestri
la festa dei pugnali affilati
di Khaibar Pakhtunkhah

Basir Ahang

Basir Ahang è nato in Afghanistan a Kabul ma dal 2008 vive e lavora in Italia. Laureato in Storia e letteratura persiana attualmente sta conseguendo la seconda laurea in relazioni internazionali presso l’università di Padova. Giornalista di professione si occupa prevalentemente di Afghanistan e diritti umani con un’attenzione particolare alla situazione dei rifugiati e delle donne. Ha collaborato con diversi giornali e agenzie internazionali. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su BBC persian, Al Jazeera e Deutsche Welle. Basir Ahang si occupa anche di poesia e di cinema. Molte delle sue poesie sono state tradotte in italiano, spagnolo e inglese. Nel 2015 è stata pubblicata la sua raccolta di poesia “Sogni di tregua” per i tipi di Gilgamesh edizioni e nello stesso anno ha partecipato in qualità di poeta al festival internazionale di poesia di Medellin in Colombia. Sempre nel 2015 ha vinto il Premio Speciale della Giuria del Concorso nazionale di poesia “Città di Sant’Anastasia”.  Nel 2014 ha partecipato al Festival Internazionale di Poesia “Ottobre in Poesia” di Sassari, ottenendo il premio speciale della critica per una sua poesia in concorso. Attualmente collabora con diversi siti di informazione come frontierenews.it, kabulpress.org e hazarapeople.com di cui è anche direttore.

Fresia Erésia è l’eteronimo dietro il quale si cela una poetessa eretica per vocazione, un animo sensibile che ha trovato libera espressione solo attraverso la scrittura poetica.
Pensare in versi sciolti è ciò che le riesce meglio: poesie, aforismi e suggestive metafore per lo più si perdono tra nuvole di pensieri e solo a volte si fermano sulla carta per restare.
Scoperta per caso da un anziano poeta che era in cerca della sua Musa, Fresia viene riconosciuta per alcuni versi giovanili come un talento naturale del genere “diamante grezzo non ancora lavorato”.
La poetessa è solita affermare però che il peggio che le potrebbe capitare sarebbe proprio di finire sfaccettata su commissione da un talent scout seriale, per questa ragione mantiene l’anonimato e non si mostra mai in pubblico.


Iscriviti alla Newsletter di Latina Città Aperta

* campo obbligatorio
/ ( dd / mm )

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *