Da “La bambina pugile” di Chandra Livia Candiani

Da “La bambina pugile”

La vita nuova
arriva taciturna
dentro la vecchia vita
arriva come una morte
uno schianto
qualcuno che spintona così forte
un crollo.
È una scrittura tanto precisa
e netta da non lasciare dubbi
né sfumature di senso eppure
non dà direzioni né mete.
La vita nuova irrompe
come un vecchio che cade
sul ghiaccio, un pensiero
davanti a un muro, la
sirena di un’ambulanza.
Non ci sono feriti
né annunci di sciagura
solo noi da convincere
a lasciar perdere il miraggio
di una via rettilinea, di un
orizzonte, lasciarsi curvare,
piegare alla tenerezza
delle anse del destino.
La vita nuova
è come un grande tuono
sbriciolato
poi a poco a poco
l’erba si china
sotto la pioggia
la prende la beve.

Chandra Livia Candiani

Chandra Livia Candiani è una poetessa italiana nata a Milano nel 1952. È traduttrice di testi buddhisti e tiene corsi di meditazione. Ha pubblicato le raccolte di poesia “Io con vestito leggero” (Campanotto 2005), “La nave di nebbia” (La biblioteca di VIvarium 2005), “La porta”(La biblioteca di VIvarium 2006), “Bevendo il tè con i morti” (Viennepierre 2007, Interlinea 2015), “La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore” (Einuadi 2014) con la quale ha vinto la XXVI edizione del Premio Letterario Camaiore, “Fatti vivo” (Einaudi 2017), “Vista dalla luna” (Salani 2019). E per Einaudi (collana Le Vele) nel 2018 è uscito il suo saggio sulla meditazione “Il silenzio è cosa viva”.

Fresia Erésia, eteronimo di una poeta la cui identità è sconosciuta. Vive in subaffitto nella di lei soffitta, si ciba di versi sciolti, di tramonti e nuvole di panna. Nasconde le briciole dei tetti sotto la tovaglia e i trucioli di limature di strofe sotto il tappeto. Compone e scompone, mescola le carte, si cimenta e sperimenta.

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