Un fiorino all’anno e tre preghiere al giorno: Die Fuggerei

Se si percorre la Romantische Strasse, che taglia la Baviera, da Munchen si arriva ad Augusta (Augsburg), l’antica città fondata dall’imperatore Augusto nel 15 a.C. Questa bella cittadina nasconde un piccolo tesoro, la “Fuggerei”, un quartiere-città dove il tempo pare essersi fermato al 1500; il suono nome deriva da Jakob Fugger il Giovane, uno dei più importanti banchieri dell’epoca rinascimentale, che, agli inizi del cinquecento, ebbe l’idea di costruire le prime case popolari d’Europa.

Jakob Fugger
Jakob Fugger

Jakob era una persona colta e intelligente che ebbe la sua formazione di banchiere e commerciante in Italia; visse infatti dal 1473 al 1478 a Venezia, come rappresentante dell’azienda di famiglia e qui ebbe l’occasione di ampliare le sue conoscenze sul commercio, ma anche di entrare in contatto con l’arte e la cultura del Rinascimento italiano, compreso il suo innovativo modo di costruire.
Per questo motivo la struttura della Fuggerei risente molto degli influssi dell’architettura delle case veneziane destinate alle classi più umili.
Gli edifici furono progettati dall’architetto Thomas Krebs e nel corso dei secoli furono aggiunte altre costruzioni, una fontana e altri fabbricati a seconda delle necessità: per esempio dopo la Riforma, ad Augusta, città ormai divenuta a maggioranza protestante, molte chiese cattoliche vennero chiuse, per questo nel 1581 venne costruita la Chiesa di San Marco per gli abitanti cattolici della Fuggerei.

Nel 1516 Jakob fece partire i lavori e nel 1523 erano già realizzate ben 53 case sulle 67 che ancora oggi compongono il quartiere, che sono tutt’ora attive e tutt’ora in funzione, infatti vi risiedono i bisognosi della città, che ne fanno richiesta e a cui hanno accesso, mediante una selezione effettuata da una fondazione composta da alcuni dei discendenti della famiglia Fugger, pagando un affitto irrisorio.
Molti si sorprendono quando vengono a sapere che, fino ad oggi, questo progetto è ancora in attività e che il quartiere, una vera e propria mini-città, dispone di 134 appartamenti di 60 metri quadri. In un mondo in cui avere accesso ad una casa in affitto diventa sempre più costoso, gli abitanti della Fuggerei pagano solo 88 centesimi l’anno per abitare nelle loro piccole e caratteristiche case gialle!

Le caratteristiche case gialle
Le caratteristiche case gialle

L’idea di Fugger era di mettere a disposizione delle case a bassissimo costo d’affitto a chi era caduto in povertà e non poteva permettersi un tetto per sé e per la famiglia. L’alloggio veniva offerto alle persone povere per tutta la durata della loro vita e solo in rarissimi e motivati casi ciò veniva revocato; ma “l’alloggio di misericordia”, così era soprannominato, non era trasferibile né ereditabile.

La Fuggerei è formata da case a schiera, di due piani, suddivise in piccoli appartamenti, al piano terra o al primo piano. Vi è anche un appartamento visitabile, che non è non abitato ma lasciato alla curiosità dei visitatori per rendersi conto di come sono le case.
Salta subito all’occhio che, essendo state costruite quasi 500 anni fa, sono case con una concezione diversa dalle nostre, più piccole e con minuscoli cortili dove l’ordine regna sovrano. Nel quartiere vi sono state aggiunte nei secoli anche una birreria, delle piazzette e la sala dove si riunisce la fondazione Fugger.

Una birreria dove si possono anche degustare specialità gastronomiche tipiche
Una birreria dove si possono anche degustare specialità gastronomiche tipiche

Come raccontato, trattandosi di edilizia popolare per poveri, Fugger volle che il canone di affitto fosse poco più che simbolico e venne fissato in un Fiorino renano all’anno e tre preghiere al giorno per l’anima del fondatore della Fuggerei.
Sembra incredibile ma l’affitto di un Fiorino all’anno è arrivato fino ai giorni nostri e, quando venne introdotto l’Euro, i tedeschi fissarono il tasso di conversione in 88 centesimi.
Le 67 case e relativi 134 appartamenti sono distribuiti su 8 vicoli circondati da alte mura di cinta e cancelli di ingresso; sono case basse con solo due piani: piano terra e piano primo. Gli appartamenti a piano terra, i migliori, hanno sul retro un piccolo giardino mentre quelli al primo piano posseggono nel sottotetto una piccola soffitta.
Tutti gli appartamenti hanno la stessa metratura di circa 60 metri quadrati e la stessa struttura, sicuramente innovativa per l’epoca ed ancora valida oggi, composta di: una cucina, un soggiorno, una camera da letto matrimoniale e una piccola stanza, usabile come cameretta o ripostiglio, e il bagno.

Particolare di un interno della casa-tipo
Particolare di un interno della casa-tipo

La famiglia Fugger era, tra il 1500 e il 1550, la famiglia più ricca dell’Europa: erano banchieri e commercianti che avevano accumulato un’enorme ricchezza e un potere economico senza uguali. Dominavano tutti i settori dell’economia dell’epoca e possedevano un potere politico che mai, prima e dopo, ha avuto un unico gruppo economico-finanziario, neppure le attuali multinazionali. Furono una delle famiglie di banchieri più facoltose in Europa e finanziavano ogni desiderio, ogni guerra, ogni progetto e perfino ogni capriccio di Re, Papi e Imperatori. Con i loro soldi i Fugger decidevano quando si poteva fare una guerra e quando si doveva concludere la pace, dai loro soldi dipendeva chi poteva essere eletto imperatore, erano loro a finanziare la Guardia Svizzera, l’esercito privato del Papa. A grande distanza solo i Medici di Firenze possedevano una ricchezza paragonabile alla loro, anche se questi non raggiunsero mai il predominio che i Fugger ebbero sul commercio e sulla finanza continentale dell’epoca.

Alla maggioranza del popolo di Augusta, che allora viveva in povertà e che non capiva nulla di commercio e finanza internazionale, la loro ricchezza sembrava qualcosa di misterioso e soprannaturale; anche molti teologi criticavano aspramente questa ricchezza che stonava con la miseria che regnava nel paese e la lettera del Vangelo; allora i Fugger pagarono fior di ducati i teologi per spiegare a tutti la legittimità morale dei loro affari, poi in realtà questi erano dominati spesso da una inaudita spietatezza di metodi che erano in netto contrasto con i principii cristiani che, almeno ufficialmente, avevano una grande importanza per i Fugger. In fondo essi non erano diversi da tutti i grandi finanziatori di ieri e di oggi: cambiano i mezzi, non i metodi.

Jakob Fugger nel suo ufficio
Jakob Fugger nel suo ufficio

Per più di un secolo i Fugger furono i veri padroni dell’Europa; la decisione di costruire un quartiere, dedicato all’edilizia popolare, voleva essere una sorta di promozione d’immagine della loro azienda, il loro declino cominciò quando il re di Spagna non fu più in grado di rimborsare debiti contratti con la banca, poiché la Spagna, nonostante vedesse arrivare galeoni carichi di ogni bene dal sud America, per sostenere le spese enormi di un reame “dove non tramontava mai il sole”, era sempre in rosso.

Per la costruzione del quartiere i Fugger spesero complessivamente circa 25.000 ducati d’oro, pochi spiccioli in confronti al loro immenso patrimonio che ammontava a oltre 6 milioni di ducati d’oro, basti pensare che i soldi spesi per il quartiere dei poveri furono più o meno la stessa cifra che Jakob spese, nello stesso periodo, per l’acquisto di un diamante per regalo a sua moglie. Ma questo piccolo investimento, di indubbia utilità, garantì alla famiglia Fugger l’immagine di una “lungimiranza sociale e morale” che nessuna moderna fondazione di beneficienza arriverà mai ad avere.


Questo quartiere dunque fu costruito per gli artigiani e lavoratori impoveriti di Augusta e fra gli abitanti più famosi vi fu anche Franz Mozart, bisnonno del grande compositore Wolfgang Amadeus.

La targa commemorativa di Franz Mozart
La targa commemorativa di Franz Mozart

In questi appartamenti gialli di 60 metri quadri oggi vivono 150 persone alle stesse condizioni di accesso richieste nel 1523. Per risiedere nel borgo c’è una lista di attesa di quattro anni e oggi, per essere accettati, bisogna sottostare ad alcune regole: bisogna essere cattolici e partecipare alle preghiere tre volte al giorno, avere più di 60 anni, avere vissuto per almeno due anni ad Augusta, non possedere alcun reddito e non avere debiti. I residenti sono anche tenuti a dare il loro contributo alla comunità svolgendo attività come vigilanti notturni, giardinieri o sagrestani. Ancora oggi i cancelli di ingresso al Fuggerei vengono chiusi, ogni giorno, alle 22:00 per riaprirsi la mattina dopo verso le 6. Chi la sera arriva più tardi dell’orario prescritto deve chiedere un permesso al guardiano notturno e pagare 50 centesimi di multa (un euro dopo la mezzanotte, più dell’affitto annuale!).

La Fuggerei venne gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Gli attacchi aerei della Royal Air Force, avvenuti nella notte tra il 25 e 26 febbraio 1944, ne distrussero i due terzi.

Die Fuggerei dopo un bombardamento
Die Fuggerei dopo un bombardamento


Dal 1945 al 1973 è stata ricostruita rispettando il suo stile originale ed ampliata di un terzo.
Un bunker antiaereo, costruito nel 1943, ospita oggi un museo fornito di testi, foto, film e documenti originali, che mostrano le vicende della Fuggerei dal 1933, cioè dalla presa di potere dei Nazionalsocialisti, fino alla ricostruzione e relativo ampliamento terminato nel 1973.

La Fuggerei fu senza dubbio la prima applicazione dei concetti del moderno marketing promozionale, solo che tutto ciò fu concepito con almeno cinque secoli di anticipo!

Die Fuggerei in un'incisione del 1521
Die Fuggerei in un’incisione del 1521

Lino Predel non è un latinense, è piuttosto un prodotto di importazione essendo nato ad Arcetri in Toscana il 30 febbraio 1960 da genitori parte toscani e parte nopei.
Fin da giovane ha dimostrato un estremo interesse per la storia, spinto al punto di laurearsi in scienze matematiche.
E’ felicemente sposato anche se la di lui consorte non è a conoscenza del fatto e rimane ferma nella sua convinzione che lui sia l’addetto alle riparazioni condominiali.
Fisicamente è il tipico italiano: basso e tarchiatello, ma biondo di capelli con occhi cerulei, ereditati da suo nonno che lavorava alla Cirio come schiaffeggiatore di pomodori ancora verdi.
Ama gli sport che necessitano di una forte tempra atletica come il rugby, l’hockey, il biliardo a 3 palle e gli scacchi.
Odia collezionare qualsiasi cosa, anche se da piccolo in verità accumulava mollette da stenditura. Quella collezione, però, si arenò per via delle rimostranze materne.
Ha avuto in cura vari psicologi che per anni hanno tentato inutilmente di raccapezzarsi su di lui.
Ama i ciccioli, il salame felino e l’orata solo se è certo che sia figlia unica.
Lo scrittore preferito è Sveva Modignani e il regista/attore di cui non perderebbe mai un film è Vincenzo Salemme.
Forsennato bevitore di caffè e fumatore pentito, ha pochissimi amici cui concede di sopportarlo. Conosce Lallo da un po’ di tempo al punto di ricordargli di portare con sé sempre le mentine…
Crede nella vita dopo la morte tranne che in certi stati dell’Asia, ama gli animali, generalmente ricambiato, ha giusto qualche problemino con i rinoceronti.

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