Poesie a margine: “La scienza” di Gian Piero Bona

La Scienza

Mille genii in un cavo
un delirio di stanare particelle
nuove come bianche pavoncelle
che si celano nei boschi,
eterne muse di rifugi loschi.

La scienza gioca
a caccia di tesori.
Nei letti gridano i dolori.

Noi chiediamo chi siamo
per esser come siamo ;
nell’ossa calcio,
nel sangue ferro dei pianeti,
nella notte dei tempi,
antichi feti.

Ma quale notte?
Quale molecola mutata
negli Elìsi in aurea polvere?

In te, se pur scoperta ogni ragione,
con te morrà la gran Rivelazione.
E chi ti aiuterà ? Un astrofisico
o il bacio nel sonno d’Endimione?

Gian Piero Bona (da La volontà del vento)

Gian Piero Bona (Carignano, 1926 – Moncalieri, 2020) poeta, romanziere e commediografo. Esordisce con un libro di poesie tenuto a battesimo da Jean Cocteau. Nel tempo ne seguono altri che gli valgono i premi Carducci, Penna, Chianciano. Fra i suoi importanti romanzi ricordiamo Il soldato nudo (1960), I pantaloni d’oro (1969), Il silenzio delle cicale (1981). Ha tradotto molti autori francesi, fra cui per Einaudi l’intera opera di Rimbaud (premio Grinzane Cavour per la traduzione, 2000); per Guanda ha tradotto Il profeta di Gibran. Ha sceneggiato per la tv l’Odissea e il Leonardo da Vinci.

Fresia Erésia, eteronimo di una poeta la cui identità è sconosciuta. Vive in subaffitto nella di lei soffitta, si ciba di versi sciolti, di tramonti e nuvole di panna. Nasconde le briciole dei tetti sotto la tovaglia e i trucioli di limature di strofe sotto il tappeto. Compone e scompone, mescola le carte, si cimenta e sperimenta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.