La Chimica intorno a noi #39-Il sole è nostro amico?-

E’ tempo di vacanze, Lucrezia sta programmando le sue e già si immagina su una bianca spiaggia caraibica a godersi il mare e l’amico sole. Ma sarà così vero che il sole è nostro amico?

                                                            IL LATO OSCURO DEL SOLE

La radiazione solare è l’energia radiante emessa dal sole nello spazio interplanetario, generata a partire dalle reazioni termonucleari di fusione che avvengono nel nucleo solare e che producono radiazioni elettromagnetiche a varie lunghezze d’onda le quali poi si propagano nello spazio alle velocità tipiche di queste onde trasportando con sé energia solare (fonte: WIKIPEDIA).

Noi esseri umani percepiamo la luce solare come BIANCA o GIALLA, in realtà se facciamo passare la luce solare attraverso un prisma di quarzo essa verrà scomposta come nella figura sotto riportata:

L’energia di un raggio di luce diminuisce al crescere della lunghezza d’onda, le radiazioni di lunghezza d’onda più corte sono le più pericolose per la nostra pelle. Facciamo un po’ di storia:

U.V. C : non sono pericolose per noi in quanto vengono essenzialmente filtrate dallo strato di OZONO presente in ATMOSFERA.

U.V. B : questi raggi non sono solo quelli che producono le ustioni solari ma anche quelli che stimolano le cellule della pelle (MELANOCITI) a produrre il pigmento MELANINA che è responsabile dell’abbronzatura. Se la nostra pelle produce un eccesso di MELANINA significa che il sole ci ha già procurato qualche danno. Per evitare di accrescere questo danno dobbiamo difendere la nostra pelle con una sostanza che rifletta la luce del sole o che la assorba.

Questa protezione veniva svolta da una gran quantità di filtri UV-B che avevano la funzione di assorbire la luce solare e precisamente:

  • derivati dell’acido para-ammino benzoico  (ESCALOL)
  • derivati dell’acido salicilico    (HELIOSOL)
  • derivati dell’acido cinnamico  (NEO – HELIOPAN E 1000)

Potevamo persino mescolarli in diverse proporzioni per conseguire vari livelli di protezione (FPS = fattore di protezione solare):

              ESEMPIO: FPS=8  significa che si può stare al sole 8 volte di più che con la pelle non protetta

Si scoprì poi che gli UV-A stavano arrecando gravi danni alla nostra pelle (tumori della pelle e rughe). Entrarono quindi in scena altri composti:

  • derivati del benzofenone  (UV NUL M 40)
  • derivati della benzilidencanfora  (EUSOLEX  6300)

Si pensava di aver risolto il problema, cioè di aver conseguito la sicurezza contro i danni da radiazione solare. Peccato che si scoprì poi che questi derivati potevano in realtà deteriorarsi sotto l’effetto della luce solare e persino degradare le lozioni protettive contro l’UV-B. Per evitare ciò i chimici aggiunsero a queste lozioni l’OCTOCRILENE che proteggeva questi prodotti dalla decomposizione ad opera della radiazione solare.

I ricercatori poi si domandarono: che era successo a tutta quella energia solare che era sta assorbita dai filtri? Si scoprì che quelle molecole dissipavano l’energia solare formando i famigerati RADICALI LIBERI che possono danneggiare la pelle.

Stress Ossidativo

I ricercatori pensarono quindi di riflettere la luce invece di assorbirla, così entrarono in scena:

  • BIOSSIDO DI TITANIO e BIOSSIDO DI ZINCO che avevano anche la peculiarità di proteggerci dalla radiazione infrarossa.

Versioni ancora più nuove fanno uso di forme microcristalline di questi composti, cosa questa che ci permette di non dare più l’impressione di essere stati immersi in un secchio di vernice bianca.

Si sono poi aggiunti alle creme solari gli ANTIOSSIDANTI quali VITAMINA C e VITAMINA E che contrastano la formazione di radicali liberi.

                                                                         CONCLUSIONI

La miglior protezione dalla radiazione solare è l’OMBRA: se la vostra ombra è più corta della vostra statura andate alla ricerca dell’OMBRA! o ascoltate i consigli di Noel Coward nella canzone “MAD DOGS AND ENGLISHMEN“ che ricorda che “solo i cani pazzi o gli inglesi escono sotto il sole di mezzogiorno“.

Queste conclusioni non saranno molto gradite a Lucrezia e a VOI ?

Nella prossima puntata analizzeremo l’etichetta di una nota crema solare, non mancate.

LA CHIMICA IN VERSI

di Alberto Cavaliere

Alberto Cavaliere

ZINCO

Non è mai libero, ma alcuni sali
di zinco abbondano fra i minerali:
da noi predomina la calamina.
Lo lavoravano già in India e in Cina,
son molti secoli; anzi, in passato,
stagno dell’Indie venne chiamato.
Oggi ricavasi lo zinco puro,
in forni appositi, dal suo solfuro,
o, con un metodo più generale,
in forni a muffola, da un minerale:
si forma l’ossido, che col carbone
lo zinco libera per riduzione.
Bianco azzurrognolo, quest’elemento
diventa duttile sol dopo i cento
ma ad ordinaria temperatura
è alquanto fragile per sua natura.
All’aria umida forma uno strato
sottile d’ossido e carbonato.
Al ferro s’applica comunemente,
perché da ruggine rimanga esente;
e nel telegrafo è, adoperato,
non ferro semplice, bensì zincato.
Fattore emerito Di leghe buone
per usi pratici, come l’ottone,
da solo è màcabro: con gran successo
le casse funebri si fan con esso.
L’ossido in polvere bianca c’è dato
quando riscaldasi il carbonato:
è la sua formula ZnO;
lo sciolgon gli acidi, ma l’acqua no.
S’impiega in pratica nella vernice
bianca, con esito molto felice;
e c’è il solfidrico che non l’attacca,
mentre il contrario fa con la biacca.
Un sal solubile che sia trattato
con soda caustica forma l’idrato:
ha reazion acida con certi idrati,
ossia con gli alcali forma zincati.
Quando il cloridrico in soluzione
lo zinco e l’ossido poi decompone,
bianco, solubile forma il cloruro,
che fonde in liquido limpido, puro.
Quando il solforico scioglie i metalli,
solfati origina spesso in cristalli;
e s’ha in analogo modo il solfato
di zinco: in ottica è adoperato.
Dirò per ultimo che c’è il solfuro
ch’è diffusissimo, ma non mai puro;
in altri termini esso è la blenda:
s’ottiene in genere quando si prenda
un sal solubile come il solfato,
e col solfidrico venga trattato.
Lo sciolgon gli acidi; quand’esso è puro,
è bianco, è l’unico bianco solfuro.
Chiudo il capitolo con qualche motto
ancor su un ultimo noto prodotto.
Ed è un sintetico sale: il fosfuro,
quasi metallico, d’aspetto scuro,
d’odor fosforico; forte veleno,
nei campi s’applica sotto il terreno,
ché il più benefico di tra i suoi scopi
è quello pratico d’ammazza-topi.

Fausto Bonifacio nasce a Milano nel 1951, si laurea in Chimica Pura nel 1975 e dopo un anno di servizio militare viene assunto, presso un’importante azienda farmaceutica milanese, con la mansione di operatore di laboratorio di ricerca.
Nel 1988 emigra, al contrario, nella città di Frosinone e prende servizio quale direttore della funzione Ricerca e Sviluppo di una nota azienda chimico-farmaceutica operante nel settore della sintesi e produzione di principi attivi .
Nel 1998 viene assunto, con la qualifica di direttore Ricerca e Sviluppo, da una nota azienda chimico-farmaceutica situata nei pressi di Latina e ricopre inoltre lo stesso incarico nella consociata spagnola di tale azienda.
Nel 2004 emigra in toscana presso un’importante azienda chimico-farmaceutica dove ricopre la carica di direttore di stabilimento fino al 2013 quando cessa l’attività lavorativa godendosi poi la meritata pensione.
Attualmente vive e saltuariamente lavora a Latina.

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