Editoriale

Alcune figure eccentriche all’interno di un enorme uovo intonano con slancio un coro, che si intuisce sgangherato.
Un frate in primo piano segue il testo del cantato su un ingombrante tomo aperto, una monaca con una civetta in testa si azzarda a dirigere con la bacchetta in mano.
Stipato in mezzo a tante bocche cantanti un signore con gli occhiali ed un imbuto per cappello sembra il più infervorato tra i coristi.
Popolani e popolane, addossati l’uno all’altro nel primordiale contenitore, rinforzano la grottesca esibizione, un pifferaio in abito rosso gonfia le gote nello sforzo ed un’anziana quanto improbabile arpista pizzica senza foga il suo strumento mentre strane creature antropomorfe emergono dal grande guscio forato suonando i loro strumenti musicali.

A volte l’insieme di ciò che si muove in rete, una mole infinita e dissonante di cose, sembra rimandare, moltiplicata all’infinito, la stessa impressione di potente cacofonia che ci trasmette la tela di Hieronymus Bosch appena descritta, quella che abbiamo scelto come immagine simbolo di una temeraria impresa: incrementare con un’altra voce, l’ennesima, il panorama di quei blog che coltivano la pretesa di non far sprecare del tutto ai lettori il tempo della loro, anche minima, attenzione.

Per tentare di riuscirci abbiamo deciso di escludere l’adozione della forma del quotidiano di informazione on line su temi di interesse locale, forma già fin troppo praticata, e semmai di adottare quella, meno frequente nel nostro territorio, di un blog/rivista che attraverso varie rubriche tematiche stia in contatto sia con la complessa realtà cittadina, approfondendone gli aspetti che si rivelino man mano rilevanti, che con la vastità del mondo circostante, italiano e non solo, con la voglia di dare l’importanza che merita all’appassionante mondo della cultura.
E allora, oltre all’approfondimento su quel che si muove in città, ci sarà spazio per parlare di letteratura, di musica, di arte, del viaggiare, del cinema e dello sport: tutte le cose che accendono l’esistenza.

Senza passioni, ne siamo certi, si spegne la vita.
In buona sostanza vorremmo evitare di ricalcare i tanti passi che muovendosi immancabilmente nella stessa direzione finiscono per tracciare il percorso di un pellegrinaggio nel già visto, nel talmente conosciuto da diventare abituale.
Temiamo infatti che l’ennesima replica di un prodotto di tipo giornalistico locale, con molta cronaca spicciola, non sarebbe ormai più sufficiente a stimolare l’attenzione di chi vivendo in un turbinio inimmaginabile di informazioni e di stimoli, è stato già da un bel po’ di tempo anestetizzato, reso impermeabile alla loro capacità di penetrazione.

Cercheremo dunque di tenerci al di fuori del coro e di sistemarci in una zona meno battuta, di suggerire letture di quel che succede in città e fuori di essa che non risentano di ordini di scuderia o del vecchio gioco del dare per avere, aperti a ospitare chi vorrà regalare un proprio contributo di riflessione, di approfondimento sui temi trattati o qualsiasi spunto di rilevante interesse.
Vedete bene che è un compito difficile, dal risultato tutt’altro che garantito, ma vale almeno la pena di tentare di raggiungerlo.
Come ogni lettore anche voi sarete dunque tutti chiamati, se troverete stimolante il risultato di questa sfida che certo non manca di improntitudine, a costruire il testo, a fare la strada con noi, a sentirvi parte attiva del progetto.

Infine, un po’ allo scopo di tener distante il blog/rivista e la materia di cui sarà costituito, dalla troppo confidenziale dimensione provinciale, quella cioè in cui ci si conosce tutti, ma un po’ anche per puro gusto ludico (per far quindi “scapocciare” chi ci legge, almeno per qualche tempo), i suoi collaboratori fissi hanno deciso di scrivere tutti sotto pseudonimo, mentre gli apporti di esperti di settore o di articolisti esterni e i contributi dei lettori appariranno regolarmente firmati.

Intanto grazie di questa vostra prima forma di attenzione.



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