Alla malinconia di Hermann Hesse

Alla malinconia

Nel vino e negli amici ti ho sfuggita,
poiché dei tuoi occhi cupi avevo orrore,
io figlio tuo infedele ti obliai
in braccia amanti, nell’onda del fragore.

Ma tu mi accompagnavi silenziosa,
eri nel vino ch’io bevvi sconsolato,
eri nell’ansia delle mie notti d’amore
perfino nello scherno con cui ti ho dileggiata.

Ora conforti tu le membra mie spossate,
hai accolto sul tuo grembo la mia testa
ora che dai miei viaggi son tornato:
giacché ogni mio vagare era un venire a te.

Hermann Hesse


Hermann Hesse, romanziere,  poeta e  pittore,  nelle sue opere ha affrontato temi inerenti all’amicizia, al viaggio, all’amore, alla morte, alla psicoanalisi e al vagabondaggio.
Nasce il 2 luglio 1877 a Calw nella Foresta Nera. Il padre Johannes, ex missionario e direttore editoriale è un cittadino tedesco nato in Estonia mentre la madre, Maria Gundert, è nata in India da padre tedesco e madre svizzero-francese; infatti, dalla madre apprende l’amore per l’Oriente, una costante nei suoi romanzi, tra cui Siddharta.
Il romanzo Siddharta (1922), frutto di profondi studi sull’India e sul buddismo, anticipa quella fusione tra Oriente ed Occidente che ritroveremo, approfondita, nel
Giuoco delle perle. Hesse fu uno scrittore singolare, di cui   molto si occupò la  critica letteraria con giudizi  non sempre convergenti sul consenso. L’opera di Hesse, sebbene condotta in una prosa classicamente composta, affronta tuttavia temi in conflitto, come  sensualità e spiritualità, ragione e sentimento. Hesse scrisse molto: poesie, romanzi, racconti, saggi. Tuttavia le sue opere più conosciute,e quelle che ne determinarono la fortuna e il successo, soprattutto fra le giovani generazioni, sono i romanzi Oltre a Siddharta e al già citato Il giuoco delle perle di vetro, si ricordano anche il Lupo della Steppa e Narciso e Boccadoro. Fu insignito del Nobel per la letteratura nel 1946. Morì a Montagnola nel 1962

Fresia Erésia, eteronimo di una poeta la cui identità è sconosciuta. Vive in subaffitto nella di lei soffitta, si ciba di versi sciolti, di tramonti e nuvole di panna. Nasconde le briciole dei tetti sotto la tovaglia e i trucioli di limature di strofe sotto il tappeto. Compone e scompone, mescola le carte, si cimenta e sperimenta.

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