Risarcimento, di Gesualdo Bufalino

Risarcimento

La vita non sempre fa male,
può stracciarti le vele, rubarti il timone,
ammazzarti i compagni a uno a uno,
giocare ai quattro venti con la tua zattera,
salarti, seccarti il cuore
come la magra galletta che ti rimane,
per regalarti nell’ora
dell’ultimo naufragio
sulle tue vergogne di vecchio
i grandi occhi, il radioso
innamorato stupore
di Nausicaa.

Gesualdo Bufalino

Gesualdo Bufalino (Comiso, 15 novembre 1920 – Vittoria, 14 giugno 1996) è stato uno scrittore, poeta e aforista italiano. Amico di Leonardo Sciascia, trascorse la maggior parte della sua vita a Comiso, mantenendo un’esistenza ritirata e discreta. Per gran parte della vita insegnante, si è rivelato tardivamente, nel 1981, all’età di 61 anni con il romanzo “Diceria dell’untore”, grazie all’incoraggiamento di Leonardo Sciascia ed Elvira Sellerio, l’opera gli valse nello stesso anno il prestigioso Premio Campiello. Con il romanzo “Le menzogne della notte” vinse nel 1988 il Premio Strega. Si rese famoso per il suo stile ricercato, ricco e in alcuni casi “anticheggiante”, nonché per la sua abilità linguistica e la vasta cultura. Dopo il suo “boom”, Bufalino è colto da una frenetica e prolifica frenesia letteraria, che lo porta a produrre grandi quantità di opere, che spaziano dall’amata poesia (L’amaro miele nel 1982) alla prosa d’arte e di memoria (Museo d’ombre 1982), dalla narrativa (Argo il cieco 1984, L’uomo invaso 1986, Le menzogne delle notte 1988, Qui pro quo 1991 ecc.) alla saggistica (Cere perse 1985, La luce e il lutto 1988… ), dagli aforismi (Il malpensante 1987, Bluff di parole 1994) alle antologie (Dizionario dei personaggi di romanzo 1982, Il matrimonio illustrato 1989 scritto insieme alla moglie, Cento Sicile 1994). Morì a causa di un drammatico incidente stradale il 14 giugno 1996, mentre tornava a casa dalla moglie accompagnato da un amico. In quel periodo stava scrivendo un romanzo intitolato “Shah Mat” (l’ultima partita di Capablanca) sulla vita dello scacchista cubano Josè Raul Capablanca, del quale restano solo i primi due capitoli. La sua tomba si trova presso il cimitero di Comiso.

Fresia Erésia è l’eteronimo dietro il quale si cela una poetessa eretica per vocazione, un animo sensibile che ha trovato libera espressione solo attraverso la scrittura poetica.
Pensare in versi sciolti è ciò che le riesce meglio: poesie, aforismi e suggestive metafore per lo più si perdono tra nuvole di pensieri e solo a volte si fermano sulla carta per restare.
Scoperta per caso da un anziano poeta che era in cerca della sua Musa, Fresia viene riconosciuta per alcuni versi giovanili come un talento naturale del genere “diamante grezzo non ancora lavorato”.
La poetessa è solita affermare però che il peggio che le potrebbe capitare sarebbe proprio di finire sfaccettata su commissione da un talent scout seriale, per questa ragione mantiene l’anonimato e non si mostra mai in pubblico.


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