ArcheoTour: L’ACQUA TRAIANA

Di tutti gli acquedotti romani solo due non hanno mai smesso di servire l’Urbe, l’Acqua Virgo e l’Acqua Traiana (sotterranei); ambedue si completano con una tra le più suggestive scenografie che l’uomo potesse mai architettare: la fontana di Trevi (1762) e il Fontanone dell’Acqua Paola (1610)

Seconda parte

L’ACQUA TRAIANA

di  Carlo Pavia

L’Acquedotto Traiano (Aqua Traiana) venne costruito dall’imperatore di cui porta il nome, nel 109, per l’approvvigionamento idrico della regione urbana di Trastevere, l’unica che a quell’epoca non era ancora dotata di un adeguato apparato idrico.

traiano
Traiano è stato un imperatore romano dal 98 al 117 d.c.

L’Aqua Alsietina, infatti, costruita oltre un secolo prima da Augusto per il servizio della naumachia che l’imperatore aveva appena fatto realizzare proprio nella zona di Trastevere, non era potabile.
Captava separatamente acque da varie sorgenti ai piedi dei monti Sabatini, nell’area tutto intorno al lago di Bracciano (il lacus Sabatinus); attraverso vari cunicoli le acque venivano poi convogliate al condotto principale, il cui inizio (il “caput aquae”) è situabile tra Pisciarelli, Manziana e le terme di Vicarello e il comune di Trevignano.
Da lì il condotto girava sul lato orientale del lago, in parte sotterraneo e in parte su modeste arcuazioni (foto 3), ricevendo alcuni apporti.

Foto 3

Dopo Anguillara seguiva sulla sinistra il corso del fiume Arrone, unico emissario del lago, poi se ne distaccava e, dopo aver incrociato su un lungo tratto di arcuazioni l’acquedotto dell’Aqua Alsietina, tornato in sotterranea seguiva la via Clodia (tra la via Cassia e la via Aurelia, foto 4 e 5) fino alla località La Giustiniana.

Foto 4
Foto 5

Lungo il percorso è stato da poco scoperto un ninfeo relativo all’acquedotto che probabilmente fungeva ordinariamente da Piscina Limaria, un serbatoio dell’acquedotto per far decantare le acque (foto 6), utilizzato in modi diversi in tutte le epoche.

Foto 6

Non è da escludere che l’immagine del verso della moneta traianea sia riferita proprio a questo ninfeo.

Da qui seguiva approssimativamente il tracciato delle attuali vie della Pineta Sacchetti e del Casale di S. Pio V, per uscire di nuovo all’aperto, su un viadotto ad arcate, e seguire la via Aurelia antica, sull’esterno di Villa Doria Pamphilj, fino al “castello” terminale situato dove in seguito sarebbe stata costruita la “Porta Aurelia” (oggi Porta San Pancrazio, foto 7).

Foto 7 Porta San Pancrazio

L’acquedotto Traiano porta l’acqua anche alla famosa Fontana dell’Acqua Paola, meglio conosciuta a Roma con il nome di “Fontanone”

Il “Fontanone” realizzato fra il 1611 e il 1612 dagli architetti Giovanni Fontana, Flaminio Ponzio e dallo scultore Ippolito Buzio

Undici erano gli acquedotti a Roma. Segue una serie di immagini del plastico di Roma antica nel Museo della Civiltà Romana all’EUR con i particolari di alcuni acquedotti romani.

Per saperne di più Carlo Pavia, ROMA SOTTERRANEA, Gangemi Editore.

Carlo Pavia è l’Archeospeleofotosub (definizione coniata dal giornalista Fabrizio Carboni per un articolo sulla rivista Panorama): archeologo, speleologo, sub e fotografo.
Autore di molti libri sulla Roma antica, fondatore delle riviste “Forma Vrbis” e “Roma e il suo impero”.


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