Qui, sempre qui, di Yves Bonnefoy

Qui, sempre qui

Qui, è il luogo chiaro. Non è più l’alba,
È già la giornata dei desideri esprimibili.
Dei miraggi di un canto nel tuo sogno non resta
Che questo scintillio di pietre future.

Qui, e fino a sera. La rosa di ombre
Si girerà sopra i muri. La rosa di ore
Sfiorirà senza rumore. Le chiare lastre di pietra
Condurranno a lor grado questi passi invaghiti del giorno.

Qui, sempre qui. Pietra su pietra
Hanno costruito il paese dettato dal ricordo.
A malapena se il rumore dei semplici frutti che cadono
In te ancora infebbra il tempo che sta guarendo.

Yves Bonnefoy
Poesia francese del novecento (Bompiani, 1985), a cura di P. Bigongiari

Yves Bonnefoy (Tours, 24 giugno 1923) è un poeta, traduttore e critico d’arte francese.
Dopo gli studi di filosofia, prima alla Sorbona e poi con Gaston Bachelard, fiancheggiò per un breve periodo il surrealismo, da cui si distanziò ben presto per avvicinarsi all’esistenzialismo. È autore di un’importante opera sia poetica sia teorica: per Bonnefoy è compito del poeta ritrovare la nativa vicinanza delle parole e delle cose (tipica dell’infanzia), cancellata dalle necessità della concettualizzazione intellettuale e della vita quotidiana attiva. Questo tema centrale è espresso dall’autore in numerosi scritti teorici, ma anche nella poesia, che si prefigura dunque come costante riflessione sul suo farsi.    « I suoi libri di poeta e saggista, in cui l’accento personale è così forte, e in cui l’io dell’asserzione poetica si manifesta con potenza e semplicità, hanno per oggetto il rapporto con il mondo, e non la riflessione interna all’io. Quest’opera è una delle meno narcisiste che si possano immaginare. » (Jean Starobinski). Ha svolto un’intensa attività di traduttore, in particolare di Shakespeare e Keats. Nel 1981 è stato nominato alla cattedra di Studi comparati della funzione poetica al Collège de France. È Premio Balzan 1995 per la storia e critica delle belle arti in Europa dal Medioevo. Nel 1997 ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour e nel 2007 il Premio Franz Kafka.
Bonnefoy viene citato nel romanzo Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia di Leonardo Sciascia come autore di Un sogno fatto a Mantova pubblicato da Einaudi.
Nel 2010 gli viene conferito il Premio Alassio presso il Salone del Libro di Torino.

Fresia Erésia è l’eteronimo dietro il quale si cela una poetessa eretica per vocazione, un animo sensibile che ha trovato libera espressione solo attraverso la scrittura poetica.
Pensare in versi sciolti è ciò che le riesce meglio: poesie, aforismi e suggestive metafore per lo più si perdono tra nuvole di pensieri e solo a volte si fermano sulla carta per restare.
Scoperta per caso da un anziano poeta che era in cerca della sua Musa, Fresia viene riconosciuta per alcuni versi giovanili come un talento naturale del genere “diamante grezzo non ancora lavorato”.
La poetessa è solita affermare però che il peggio che le potrebbe capitare sarebbe proprio di finire sfaccettata su commissione da un talent scout seriale, per questa ragione mantiene l’anonimato e non si mostra mai in pubblico.


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