ArcheoTour, La Domus Pudenti

di Carlo Pavia

Su via Urbana, la Basilica di S. Pudenziana, con il suo splendido mosaico absidale (IV-V secolo), nasconde sotto di essa vestigia romane straordinarie.
Sotto di essa è la domus del senatore Pudente che, con le figlie Pudenziana e Prassede, sarebbe stato convertito al cristianesimo dall’apostolo Pietro che avrebbe dimorato sette anni nell’abitazione dell’amico (foto 2).

foto 2

La pianta dell’edificio sottostante è, come possiamo ben vedere, particolarmente articolata ma le uniche tre stanze relative alla domus sono quelle più meridionali rispetto al secondo disegno.
I primi tre vani in basso sono relativi alla casa di Pudente che si aprivano direttamente su un vicolo.

foto 3 Pianta dell’intero ipogeo

Per raggiungere l’ipogeo occorre attraversare la Cappella Caetani che, tra inumazioni di tutte le epoche, conserva interessanti sarcofagi romani (foto 4).

foto 4

Siamo ancora al livello delle volte e già l’ipogeo si presenta in tutta la sua maestosità e profondità. Una scala in muratura ci invita a proseguire la visita (foto 5).

foto 5

Una volta raggiunto il fondo, a circa 10 metri di profondità rispetto alla chiesa e 16 rispetto a via Urbana, ci si trova nel primo dei tanti cameroni, originariamente le sostruzioni di un edificio termale identificabile con le Termae Novatii (foto 6).

foto 6

Questo edificio sostruttivo è stato costruito in età adrianea, intorno al 135 d. C., allorquando il livello dell’originale Vicus Patricius, su cui l’edificio si affacciava, fu elevato all’attuale piano della chiesa (foto 7).
Abbiamo visto un’immagine con il pavimento asciutto o quantomeno melmoso. Purtroppo l’ipogeo è quasi sempre allagato. Quello che vediamo è acqua e non pavimento in cipollino. Sul mio libro “L’Abisso Charlie” descrivo accuratamente, senza tralasciare neanche un piccolo particolare, un incidente capitatomi in questi luoghi quando, da solo, schivai la morte per un pelo (foto 8).

Il posizionamento delle canalette verticali e il relativo sistema fognante ancora oggi esistente sotto la pavimentazione di più ambienti (anche se non più funzionante… come potete ben vedere!) ci ha permesso di ricostruire in parte l’aspetto topografico della terma di Novaziano (foto 9).
L’edificazione delle sostruzioni ha inevitabilmente distrutto strutture preesistenti di cui si notano, a livelli diversi, i pavimenti musivi (foto 10).

Nelle seguenti immagini vediamo il particolare di un pavimento imperiale su uno repubblicano (foto 11) e i particolari di belle pavimentazioni relative ad un’altra domus della quale non è stato possibile tracciare la pianta (foto 12 13 e 14).

Le gigantesche sostruzioni sostenevano l’impianto termale formato da due grossi ambienti (il calidarium e il tepidarium) delimitati agli estremi da due esedre. Uno di questi costituisce oggi il corpo centrale della basilica di S. Pudenziana (foto 15).

foto 15

Al centro della foto 16 è ben visibile un taglio verticale. Si tratta di uno scolo d’acqua proveniente dalle terme superiori. Da notare un tubo in terracotta ancora in sito.

foto 16

Per saperne di più Carlo Pavia, ROMA SOTTERRANEA, Gangemi Editore

Carlo Pavia è l’Archeospeleofotosub (definizione coniata dal giornalista Fabrizio Carboni per un articolo sulla rivista Panorama): archeologo, speleologo, sub e fotografo.
Autore di molti libri sulla Roma antica, fondatore delle riviste “Forma Vrbis” e “Roma e il suo impero”.

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