La Chimica intorno a noi – #21- Microonde

Lucrezia è appena rientrata a casa dal lavoro; bisogna pensare alla cena: sarebbe goloso mangiarsi quella bella bistecca che però giace congelata nel freezer. Niente paura si potrà scongelare velocemente nel FORNO a MICROONDE.

Il FORNO a MICROONDE fu inventato, in modo del tutto casuale, nel 1945 dall’americano Percy Spencer (1894-1970).

All’interno di un qualsiasi forno a microonde vi è il MAGNETRONE che è una valvola termoionica (un tubo sotto vuoto) che genera le microonde che sono ONDE DI RADIAZIONE ELLETTROMAGNETICA, così come le ONDE RADIO, ma di lunghezza d’onda più corta e di energia più alta e che viaggiano alla velocità della luce.

Sono la lunghezza d’onda e l’energia della radiazione elettromagnetica a determinare le sue specifiche proprietà. Ecco perché non è possibile cuocere il cibo con la luce così come non è possibile leggere con le microonde.

DOMANDA: in che modo le MICROONDE producono calore?

RISPOSTA: alcune delle molecole contenute nei cibi: ACQUA, GRASSI e ZUCCHERI si comportano come minuscoli elettromagneti, in particolare l’acqua che è una molecola polare (ovvero molecole che hanno due estremità con cariche elettriche di segno opposto). 

Le MICROONDE, nel vostro forno, producono un campo elettrico che inverte la sua direzione (cioè da positivo a negativo e viceversa) 4,9 miliardi di volte al secondo. Le piccole molecole di acqua impazziscono letteralmente, cambiando la loro orientazione avanti e indietro 4,9 miliardi di volte al secondo. Questa oscillazione continua fa si che le molecole sbattano le une contro le altre generando quindi calore: questo fenomeno viene chiamato LIBRAZIONE.

DOMANDA: nel forno a microonde si può fondere il ghiaccio?

RISPOSTA: stranamente il forno a microonde non è molto adatto a fondere il ghiaccio perché il ghiaccio è una struttura rigida, cioè un reticolo cristallino dove le molecole d’acqua sono saldamente legate le une alle altre e quindi non possono muoversi liberamente.

Quando scongeliamo i cibi nel microonde in realtà stiamo scaldando le parti che non sono ghiaccio (per es. grassi); il calore risultante fluisce poi nei cristalli di ghiaccio, contenuti nell’alimento congelato, fondendoli.

DOMANDA: che temperatura raggiungono i cibi nel microonde?

RISPOSTA: un forno a microonde riscalda il cibo molto rapidamente ma non si raggiungono mai temperature che superano di molto i 100°C.

DOMANDA: per quale motivo non bisogna introdurre metalli nel microonde?

RISPOSTA: la luce viene riflessa dagli specchi, le microonde dalle superfici metalliche. Se ciò che mettete nel forno riflette troppe microonde invece di assorbirle il MAGNETRONE si potrebbe danneggiare. I metalli, nei forni a microonde possono comportarsi in modo imprevedibile, infatti le microonde instaurano nel metallo correnti elettriche e se l’oggetto è molto sottile potrebbe diventare incandescente e fondere, addirittura se è appuntito potrebbe agire da parafulmine e scaricare energia elettrica sottoforma di scintille molto pericolose. (ATTENZIONE a quei cavetti di ferro ricoperti di carta o plastica usati per chiudere sacchetti  contenenti l’alimento che si è voluto congelare).

DOMANDA: le microonde possono fuoriuscire dal forno e ustionare chi è nei dintorni?

RISPOSTA: un forno vecchio e usurato e con uno sportello rovinato potrebbe in effetti lasciare uscire le microonde, fate anche attenzione a come pulite il forno: non rigatelo e non sottoponetelo a forti abrasioni. Se avete notato lo sportello del vostro microonde è ricoperto all’interno con un pannello traforato. E’ traforato per permettervi di vedere all’interno, ma i buchini che vedete sono talmente piccoli che non lasciano passare le microonde (che hanno una lunghezza d’onda troppo ampia e quindi non ci passano).

Voglio dare a Lucrezia e a voi una DRITTA: se volete STERILIZZARE la spugna sintetica che utilizzate per pulire il lavello e il piano di cucina (specialmente se avete maneggiato carne o pollame crudi) mettetela gocciolante su un piatto e infilatela nel microonde per un minuto al massimo.

LA CHIMICA IN VERSI

di Alberto Cavaliere

POTASSIO E SODIO

Entrambi trovansi in silicati numerosissimi, che, disgregati,
poi li sepàrano: nel sottostante suolo nutriscono così le piante.
Importantissimi poi loro sali, hanno caratteri più o meno uguali;
per non ripetermi, solo, perché, io sul potassio m’intratterrò.
Sostanza solida, molto leggera e quasi tenera come la cera,
teme l’ossigeno quest’elemento: tagliato luccica come l’argento,
ma poi dall’aria scomposto viene, mentre il petrolio lo cura bene;
così che, massime per questo fatto, non s’usa libero che poco o affatto.
Ma indispensabili, a tutti i costi, sono moltissimi dei suoi composti,
sia nelle industrie che in medicina. E’ abbondantissimo nella silvina:
cristallizzabile, questa ha splendore di corpo vitreo, non ha colore;
in altri termini essa è il cloruro. Molto notevole anche è il bromuro,
perché l’adopera la medicina: n’ha tracce piccole l’acqua marina.
Sei nevrastenico? Se te ne servi,- due dita bastano – ti calma i nervi;
fa effetto sùbito e un grand’encomio ne fanno i pratici del manicomio.
Potassa caustica detto è l’idrato, e prende origine dal carbonato,
se questo trovasi in soluzione, e idrato calcico lo decompone.
Con questo metodo quindi ottenuto, si scioglie in alcool puro, assoluto:
s’ottien purissimo facendo ciò; è la sua formula KHO.
N’è importantissima la soluzione, reagente energico che fa impressione.
E’ assai solubile, deliquescente, d’acqua imbevendosi rapidamente;
e combinandosi, ma diluito, col cloro, genera l’ipoclorito.
Questo è un notevole, sale ossidante, è un antisettico, decolorante.
Se invece trattasi, ma concentrato, col cloro, origine dà al sal clorato:
questo l’ossigeno dà come díssi quando le pagine prime, ahimè!, scrissi
Nitrato, o semplice– mente chiamato salnitro, ottienesi quand’è scaldato
nitrato sodico con del cloruro; ed anche libero si trova e puro.
Lo stesso formasi per lenta azione d’un corpo organico che si scompone
dopo lunghissimo tempo, non senza potassa caustica in sua presenza.
Esso notevole principalmente è per la fabbrica dell’esplodente
polvere pirica, se in proporzione varia gli mescoli zolfo e carbone.
Importantissimo è il carbonato, sale potassico molto impiegato
e che ricavasi in una massa salina, in genere detta potassa:
è nelle ceneri dei vegetali, i quali assorbono di questi sali.
Puro, è una polvere ch’è facilmente cristallizzabile, deliquescente,
d’una grandissima applicazione, sia nella chimica, sia pel sapone.
Infine formasi il silicato, fondendo silice con carbonato;
vetro solubile anche vien detto pel suo traslucido vetroso aspetto.
Composti simili formando il sodio, parlarne è inutile; e poi l’ho in odio,
perché in un celebre stabilimento- ancora l’alito del cloro sento –
l’idrato sodico ch’io preparavo (nè mai Pomilio mi disse: bravo!)
col mio soprabito venne alle prese in una tragica notte. E a mie spese
feci una semplice constatazione, non suscettibile di spiegazione:
l’idrato sodico s’ha in generale con l’elettròlisi del noto sale:
cloruro sodico, sal da cucina, del quale è carica l’acqua marina.
Solubilissimo, non è mai puro per tracce piccole d’altro cloruro:
quel di magnesio, deliquescente, da cui si sèpara difficilmente.
E’ abbondantissimo: senza contare l’inesauribile fonte del mare,
ancor esistono molte miniere, donde in gran copia si può ottenere.
Lo vende libero, lo vende a pacchi il più recondito ”sale e tabacchi”.
Eppure, (spiegami simili arcani) manca in moltissimi cervelli umani!

Fausto Bonifacio nasce a Milano nel 1951, si laurea in Chimica Pura nel 1975 e dopo un anno di servizio militare viene assunto, presso un’importante azienda farmaceutica milanese, con la mansione di operatore di laboratorio di ricerca.
Nel 1988 emigra, al contrario, nella città di Frosinone e prende servizio quale direttore della funzione Ricerca e Sviluppo di una nota azienda chimico-farmaceutica operante nel settore della sintesi e produzione di principi attivi .
Nel 1998 viene assunto, con la qualifica di direttore Ricerca e Sviluppo, da una nota azienda chimico-farmaceutica situata nei pressi di Latina e ricopre inoltre lo stesso incarico nella consociata spagnola di tale azienda.
Nel 2004 emigra in toscana presso un’importante azienda chimico-farmaceutica dove ricopre la carica di direttore di stabilimento fino al 2013 quando cessa l’attività lavorativa godendosi poi la meritata pensione.
Attualmente vive e saltuariamente lavora a Latina.

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