La Chimica intorno a noi #30-I METALLI: Il Potassio-

Oggi, come promesso, parleremo del POTASSIO.

Molti di coloro che considerano il SODIO come un pericolo da evitare con scrupolo, probabilmente vedono in modo molto diverso il POTASSIO, metallo affine al SODIO, e cercano attivamente i cibi che ne sono ricchi nella convinzione che quanto più ne assumono tanto meglio staranno.
L’idea non è sbagliata, perché nella dieta abbiamo molto più bisogno di POTASSIO che di SODIO e nel corpo ne conteniamo il 40% in più: un adulto di peso medio, cioè di 70 chili, ha dentro di sé circa 140 grammi di POTASSIO e solo 100 di SODIO. Questo rapporto si riflette nelle dosi giornaliere raccomandate per i due elementi che, per gli adulti, sono di 3.5 grammi al giorno per il POTASSIO e di 1,5 grammi per il SODIO.

Il POTASSIO è essenziale e alcuni alimenti ne sono particolarmente ricchi. Tra gli alimenti comuni superano lo 0,5% di contenuto in peso di POTASSIO il salmone, le arachidi, l’uva passa, le patate, la pancetta e i funghi. Alcuni alimenti ne hanno più dell’1% in peso, come i cereali All-Bran (1,1%), i fagioli (1,3%), le albicocche secche (1.9%), il caffè istantaneo (4%).

FALSA CREDENZA: la banana ne contiene solo lo 0,35%.

Il POTASSIO si trova in ogni parte del corpo. I globuli rossi sono le cellule più ricche, seguite dai muscoli e dal tessuto cerebrale, il suo ruolo più importante è quello di permettere l’attività del sistema nervoso.

Esistono alcune condizioni che portano alla carenza di POTASSIO, come l’inedia, le disfunzioni renali e l’uso di determinati diuretici (farmaci che aumentano l’escrezione di urina). Abbiamo bisogno di un costante apporto di questo essenziale elemento; se, con la dieta, non ne introduciamo abbastanza soffriamo di debolezza muscolare, con ripercussioni sul muscolo cardiaco che vanno dai battiti irregolari all’arresto cardiaco. Un deficit cronico di POTASSIO nell’organismo provoca depressione e stato confusionale, mentre un eccesso deprime il sistema nervoso centrale.

Come abbiamo visto la scorsa volta, quando parliamo di SODIO è come se parlassimo di SODIO CLORURO, quando invece parliamo di POTASSIO ci viene in mente il POTASSIO CLORURO anche perché questo sale viene utilizzato per diluire il sale da cucina nelle diete povere di SODIO (sale iposodico NOVOSAL).

Sembra piuttosto strano che il CLORURO di SODIO goda di cattiva fama mentre il CLORURO di POTASSIO ne abbia una molto buona. La loro reputazione è opposta al loro comportamento come veleni: non è possibile uccidersi ingerendo dosi elevate di CLORURO di SODIO (si arriva al massimo a vomitare) o iniettandosene una soluzione in vena. Viceversa una soluzione di CLORURO di POTASSIO, se iniettata in vena, è letale in pochi minuti perché sconvolge il ritmo cardiaco.

Modello 3d reticolare di cloruro di potassio

La produzione mineraria di POTASSIO nel mondo ammonta a circa 40 milioni di tonnellate (2011), provenienti soprattutto dalle miniere in Germania, Regno Unito, Canada e Cile e dalle acque salmastre del Mar Morto.

La maggior parte del POTASSIO CLORURO è impiegata per produrre fertilizzanti, il resto va a costituire prodotti chimici quali l’IDROSSIDO di POTASSIO, un ingrediente per produrre saponi liquidi e detergenti, e il CARBONATO di POTASSIO utilizzato per il vetro dei televisori. Una piccola quantità trova impiego nei prodotti farmaceutici.

Ora che sappiamo tutto sul POTASSIO ci vediamo alla prossima con il CALCIO.

Spettacolari stagni di evaporazione del potassio in Utah

LA CHIMICA IN VERSI

di Alberto Cavaliere

POTASSIO E SODIO

Entrambi trovansi in silicati numerosissimi, che, disgregati,
poi li sepàrano: nel sottostante suolo nutriscono così le piante.
Importantissimi poi loro sali, hanno caratteri più o meno uguali;
per non ripetermi, solo, perché, io sul potassio m’intratterrò.
Sostanza solida, molto leggera e quasi tenera come la cera,
teme l’ossigeno quest’elemento: tagliato luccica come l’argento,
ma poi dall’aria scomposto viene, mentre il petrolio lo cura bene;
così che, massime per questo fatto, non s’usa libero che poco o affatto.
Ma indispensabili, a tutti i costi, sono moltissimi dei suoi composti,
sia nelle industrie che in medicina. E’ abbondantissimo nella silvina:
cristallizzabile, questa ha splendore di corpo vitreo, non ha colore;
in altri termini essa è il cloruro. Molto notevole anche è il bromuro,
perché l’adopera la medicina: n’ha tracce piccole l’acqua marina.
Sei nevrastenico? Se te ne servi,- due dita bastano – ti calma i nervi;
fa effetto sùbito e un grand’encomio ne fanno i pratici del manicomio.
Potassa caustica detto è l’idrato, e prende origine dal carbonato,
se questo trovasi in soluzione, e idrato calcico lo decompone.
Con questo metodo quindi ottenuto, si scioglie in alcool puro, assoluto:
s’ottien purissimo facendo ciò; è la sua formula KHO.
N’è importantissima la soluzione, reagente energico che fa impressione.
E’ assai solubile, deliquescente, d’acqua imbevendosi rapidamente;
e combinandosi, ma diluito, col cloro, genera l’ipoclorito.
Questo è un notevole, sale ossidante, è un antisettico, decolorante.
Se invece trattasi, ma concentrato, col cloro, origine dà al sal clorato:
questo l’ossigeno dà come díssi quando le pagine prime, ahimè!, scrissi
Nitrato, o semplice– mente chiamato salnitro, ottienesi quand’è scaldato
nitrato sodico con del cloruro; ed anche libero si trova e puro.
Lo stesso formasi per lenta azione d’un corpo organico che si scompone
dopo lunghissimo tempo, non senza potassa caustica in sua presenza.
Esso notevole principalmente è per la fabbrica dell’esplodente
polvere pirica, se in proporzione varia gli mescoli zolfo e carbone.
Importantissimo è il carbonato, sale potassico molto impiegato
e che ricavasi in una massa salina, in genere detta potassa:
è nelle ceneri dei vegetali, i quali assorbono di questi sali.
Puro, è una polvere ch’è facilmente cristallizzabile, deliquescente,
d’una grandissima applicazione, sia nella chimica, sia pel sapone.
Infine formasi il silicato, fondendo silice con carbonato;
vetro solubile anche vien detto pel suo traslucido vetroso aspetto.
Composti simili formando il sodio, parlarne è inutile; e poi l’ho in odio,
perché in un celebre stabilimento- ancora l’alito del cloro sento –
l’idrato sodico ch’io preparavo (nè mai Pomilio mi disse: bravo!)
col mio soprabito venne alle prese in una tragica notte. E a mie spese
feci una semplice constatazione, non suscettibile di spiegazione:
l’idrato sodico s’ha in generale con l’elettròlisi del noto sale:
cloruro sodico, sal da cucina, del quale è carica l’acqua marina.
Solubilissimo, non è mai puro per tracce piccole d’altro cloruro:
quel di magnesio, deliquescente, da cui si sèpara difficilmente.
E’ abbondantissimo: senza contare l’inesauribile fonte del mare,
ancor esistono molte miniere, donde in gran copia si può ottenere.
Lo vende libero, lo vende a pacchi il più recondito ”sale e tabacchi”.
Eppure, (spiegami simili arcani) manca in moltissimi cervelli umani!

Fausto Bonifacio nasce a Milano nel 1951, si laurea in Chimica Pura nel 1975 e dopo un anno di servizio militare viene assunto, presso un’importante azienda farmaceutica milanese, con la mansione di operatore di laboratorio di ricerca.
Nel 1988 emigra, al contrario, nella città di Frosinone e prende servizio quale direttore della funzione Ricerca e Sviluppo di una nota azienda chimico-farmaceutica operante nel settore della sintesi e produzione di principi attivi .
Nel 1998 viene assunto, con la qualifica di direttore Ricerca e Sviluppo, da una nota azienda chimico-farmaceutica situata nei pressi di Latina e ricopre inoltre lo stesso incarico nella consociata spagnola di tale azienda.
Nel 2004 emigra in toscana presso un’importante azienda chimico-farmaceutica dove ricopre la carica di direttore di stabilimento fino al 2013 quando cessa l’attività lavorativa godendosi poi la meritata pensione.
Attualmente vive e saltuariamente lavora a Latina.

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