ArcheoTour: L’Ara di Mercurio Sacro

Di Carlo Pavia

Sul lato nord di Via Giovanni Lanza, tra questa e Piazza di San Martino ai Monti sul Colle Oppio, nei sotterranei di uno stabile si trovano i resti di un santuario dedicato al dio Mercurio da Augusto (foto 1).

foto 1

Si presume che fosse uno dei santuari che si trovavano posti all’incrocio di due strade (da qui l’importanza topografica del monumento). L’ara non è che una piccola testimonianza del grande riassetto della città voluto da Augusto che dette finalmente ordine ai quartieri di Roma, dividendoli in 14 regioni, dando a ciascuno i loro vigili del fuoco e incoraggiando anche le più antiche credenze oltre ad intraprendere riparazioni e ricostruzioni dei quartieri interessati.

Secondo un’iscrizione trovata sotto gli scavi, l’Imperatore ha acquistato una statua di Mercurio e posta nel santuario utilizzando i fondi del popolo per la strenna di Capodanno.

foto 2

È possibile accedere allo scavo attraverso un seminterrato di una casa in Via di San Martino ai Monti. All’interno è situato un alto podio in blocchi di travertino (foto 2) sul quale è posto un rocchio di colonna (foto 3) e un’ara iscritta in marmo (foto 4), datata all’anno 10 a.C., con una dedica al dio Mercurio.

foto 3
foto 4

Vengono indicata anche una data, 744 dopo la fondazione di Roma, vale a dire 10 anni prima di Cristo (foto 5).

foto 5

Conosciamo altre iscrizioni simili ma questa è la più antica. La statua di Mercurio non è stata trovata.
Si ritiene che l’ara di Mercurio sia stata posta in un sito di culto precedente, ovvero quello degli Argei, mentre solo la parte superiore sia del periodo augusteo. Alcuni ricercatori credono dunque che sia il santuario degli Argei della Roma serviana.
L’altare fu ritrovato alla fine del 1800 quando furono costruiti gli edifici limitrofi e furono eseguiti lavori di livellamento per realizzare Via Giovanni Lanza. Lungo i lati del monumento sono stati trovati resti di antichi rivestimenti stradali. Dietro la fondazione dell’altare fu trovata anche un’ala di un edificio risalente ai tempi della Repubblica. Sembra essere stato collegato al santuario e alcuni ricercatori pensano quindi che potremmo trovarci di fronte a un ex grande santuario, forse dedicato a Vulcano, che in seguito Augusto usò per il nuovo scopo.


Per saperne di più, Carlo Pavia, ROMA SOTTERRANEA, Gangemi Editore

Carlo Pavia è l’Archeospeleofotosub (definizione coniata dal giornalista Fabrizio Carboni per un articolo sulla rivista Panorama): archeologo, speleologo, sub e fotografo.
Autore di molti libri sulla Roma antica, fondatore delle riviste “Forma Vrbis” e “Roma e il suo impero”.


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