ArcheoTour: Il Tempio di Giunone Regina

Di Carlo Pavia

Il console Marco Emilio Lepido (foto1) fece voto di costruire il Tempio di Giunone nel 187 a.C., durante la sua ultima battaglia contro i Liguri, e lo dedicò il 23 dicembre del 179 a.C., in qualità di censore.

foto 1

Un portico metteva in comunicazione il tempio di Giunone Regina al tempio della Fortuna, forse il tempio della Fortuna Equestre. Si trovava probabilmente a sud del portico di Pompeo, sul lato orientale del circo Flaminio.
In seguito accanto al tempio venne costruito il tempio di Giove Statore ed entrambi furono circondati dalla Porticus Metelli. I due templi e il portico furono ricostruiti e ridedicati da Ottaviano (Portico di Ottavia).

foto 2

Buona parte delle palazzine che costituiscono il cuore dell’antico Ghetto (foto 2) è costruita intorno alle colonne superstiti dei due templi ma mentre per quello di Giove sono visibili alcuni tratti del podio nelle cantine, di quello di Giunone rimangono parecchie colonne in marmo scanalate con tanto di basamento, capitelli compositi e tratti di trabeazioni.

Il problema è vederli in quanto tutti in abitazioni private cosicché nelle cantine si notano il basamento e la base delle colonne, al primo e secondo piano le colonne stesse e al quarto i capitelli affacciandosi dalle finestrelle delle palazzine (da foto 3 a 8).

Il Tempio di Giunone Regina è raffigurato su alcuni frammenti della Forma Urbis severiana; da notare il curioso errore grafico del numero delle colonne del pronao (foto 9).

foto 9


Per saperne di più, Carlo Pavia, ROMA SOTTERRANEA, Gangemi Editore

Carlo Pavia è l’Archeospeleofotosub (definizione coniata dal giornalista Fabrizio Carboni per un articolo sulla rivista Panorama): archeologo, speleologo, sub e fotografo.
Autore di molti libri sulla Roma antica, fondatore delle riviste “Forma Vrbis” e “Roma e il suo impero”.


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