Da “Poemetti della sera” di Aldo Nove

Ai nostri lettori

Questa settimana non troverete la nostra rivista nella veste che conoscete, più o meno densa di articoli, interventi, narrazioni o introduzioni a fatti e personaggi di rilievo storico.
Questo venerdì il nostro periodico viene rappresentato da un solo, unico, scritto.
Si tratta del frammento di una poesia.
Ecco, in breve, la ragione di questa temporanea stringatezza.
Una delle colonne della nostra rivista, Francesca Suale, che oltre ad esserne fondamentale collaboratrice, appartiene alla ristretta cerchia di persone che hanno fondato Latina Città Aperta, ha subito in questi giorni un grave lutto personale.
Francesca, nei suoi articoli, peraltro molto seguiti, ha spesso indagato, con sensibilità ed intelletto, sulla natura dei nostri sentimenti primari, sulle forze, cioè, che in larga parte governano e orientano la nostra vita.
Noi della redazione, unanimemente, in questa circostanza, per lei così difficile e dolorosa, abbiamo scelto di considerarli, i sentimenti che ci legano alla nostra Francesca, di tenerne ben conto e di lasciarne traccia tangibile nella decisione di ridurre, solo per questa settimana, il giornale al quale lei dona tanto, ad un unico, toccante, scritto.
Per rispetto ed amicizia.
Dal prossimo numero della rivista tutto tornerà normale, e vi si potrà trovare di nuovo il consueto apporto di interventi, ma per una volta, la prima in oltre due anni, vogliamo affidarci solo all’essenzialità di una poesia.


Perché crediamo che non sempre lo spettacolo debba continuare.

Da “Poemetti della sera

Guarda, madre, quel luogo.
Quel luogo lontano.
Lo vedi?
Prima che tu nascessi lo abitavamo.
Non io.
Non tu.
Allora non c’era separazione
e per una svolta del respiro,
del tuo respiro
adesso assieme,
assieme
non mai separati
ci torniamo.

Aldo Nove

Aldo Nove è nato a Viggiú, in provincia di Varese, nel 1967. I suoi libri di poesia pubblicati da Einaudi sono: Nelle galassie oggi come oggi. Covers (2001, con Tiziano Scarpa e Raul Montanari), Maria (2007), A schemi di costellazioni (2010), Addio mio Novecento (2014), Poemetti della sera (2020). Da Crocetti ha pubblicato Fuoco su Babilonia! (2003). I libri che lo hanno fatto conoscere come narratore sono Woobinda e altre storie senza lieto fine (Castelvecchi 1996) e Superwoobinda (Einaudi Stile Libero 1998); quello piú recente: Il professore di Viggiú (Bompiani 2018).

Fresia Erésia è l’eteronimo dietro il quale si cela una poetessa eretica per vocazione, un animo sensibile che ha trovato libera espressione solo attraverso la scrittura poetica.
Pensare in versi sciolti è ciò che le riesce meglio: poesie, aforismi e suggestive metafore per lo più si perdono tra nuvole di pensieri e solo a volte si fermano sulla carta per restare.
Scoperta per caso da un anziano poeta che era in cerca della sua Musa, Fresia viene riconosciuta per alcuni versi giovanili come un talento naturale del genere “diamante grezzo non ancora lavorato”.
La poetessa è solita affermare però che il peggio che le potrebbe capitare sarebbe proprio di finire sfaccettata su commissione da un talent scout seriale, per questa ragione mantiene l’anonimato e non si mostra mai in pubblico.


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