Archeotour: S. MARTINO AI MONTI

La basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti, anche conosciuta come San Martino ai Monti, è una basilica cattolica del centro storico di Roma, situata nel rione Monti Via del Monte Oppio 28, e affidata da secoli ai frati carmelitani dell’antica osservanza.

S. MARTINO AI MONTI

di Carlo Pavia

La basilica fu fondata da Silvestro I su un terreno donato da un esponente della famiglia degli Equizi (da cui il nome di Titulus Equitii) nel IV secolo. Agli inizi era un oratorio dedicato a tutti i martiri. Si sa che un incontro preparatorio del Primo concilio di Nicea fu tenuto qui nel 324.
L’attuale chiesa di San Martino ai Monti è datata all’era Carolingia, ma una struttura colonnata del III secolo è stata individuata sotto ed accanto ad una chiesa posteriore.


Questo ha spinto alcuni studiosi ad identificare questa struttura con il Titulus Equitii, ma secondo Hugo Brandenburg¹, non sembra che sia possibile che sia servita come un posto per riunioni per una comunità ampia e per le sue esigenze liturgiche: lo scopo originale di questo pressoché modesta sala … fu probabilmente di servire come spazio di immagazzinamento per usi commerciali.

Nel ‘500, la chiesa fu ricostruita e dedicata ai santi Martino di Tours ed a papa Silvestro I da papa Simmaco.
In questa occasione, la chiesa fu sopraelevata ed il primo oratorio divenne sotterraneo.
Fu ricostruita di nuovo da Adriano I nel 772 e da Sergio II nell’845. La struttura della chiesa attuale segue la chiesa antica e molti parti sono state riusate.
Tramite la scalinata alla fine della navata centrale si scende nella cripta, dalla quale, attraverso una porticina sulla sinistra, un’ulteriore scala (foto sotto) molto antica immette nel “titulus”.

L’antica scala che immette al titulus

Si tratta di un edificio in laterizio della prima metà del III secolo d.C. formato da una grande aula centrale di m 11 x 18, divisa da pilastri in due ali di tre campate ognuna, con volta a crociera ed un vestibolo che con tre porte si apriva sulla strada.
Gli ambienti sembrano disposti ed adibiti più ad uso commerciale, quindi magazzini, che ad uso abitativo.
Un’iscrizione situata lungo lo stretto passaggio sopra menzionato ricorda che la primitiva struttura dell’oratorio venne dedicata alla “Vergine Maria Gaudiam Cristianorum”, ma successivamente venne menzionata soltanto come “titulus Equitii” o “titulus Silvestri”, dopo che papa Silvestro ebbe sistemato gli ambienti secondo le esigenze del rito cristiano adattandolo alle riunioni della comunità.

foto 9 La lapide “Diomedis Carrafii Cardinalis Arianensis Tumulus” (sepolcro del Card. Diomede Carrafa arianese) qui sepolto nel 1560

Molte le opere ancora visibili nei sotterranei: alcuni affreschi del IX secolo, raffigurati sulla volta del soffitto, riproducono scene di Santi con la Madonna ed il Bambino; bellissimi frammenti di mosaici a tessere bianche e nere risalenti al III secolo fanno parte di un pavimento forse già in uso quando l’ambiente era ancora adibito ad uso commerciale; un mosaico a parete del IV o V secolo, situato sopra un altare del XVII secolo, raffigura “Simmaco ai piedi di S. Silvestro” (Foto 5/18).

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¹Hugo Brandenburg è un archeologo cristiano tedesco esperto della Roma paleocristiana.

Per saperne di più, Carlo Pavia, ROMA SOTTERRANEA, Gangemi Editore

Indirizzo: Via del Monte Oppio 28, 00184 Roma, Italia
info: +39 06 478 4701

Carlo Pavia è l’Archeospeleofotosub (definizione coniata dal giornalista Fabrizio Carboni per un articolo sulla rivista Panorama): archeologo, speleologo, sub e fotografo.
Autore di molti libri sulla Roma antica, fondatore delle riviste “Forma Vrbis” e “Roma e il suo impero”.

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